ROAD TO F8 2019 – AX Armani Exchange Olimpia Milano

ROAD TO F8 2019 – AX Armani Exchange Olimpia Milano

L’Olimpia sta dominando il campionato, ed è, pertanto, la favorita d’obbligo di queste Final Eight 2019. Analizziamo nel dettaglio le caratteristiche del ricchissimo roster a disposizione di Simone Pianigiani

di Stefano Bartolotta

LA SQUADRA
Gli obiettivi di questa seconda stagione di coach Simone Pianigiani alla guida dell’Olimpia Milano sono stati enunciati subito con molta chiarezza: ottenere il secondo scudetto consecutivo e accedere ai playoff di EuroLega. Di Coppa Italia non si è parlato, ma è ovvio che si punta a riconquistare questo trofeo dopo la figuraccia dell’anno scorso, che ha rappresentato il punto più basso probabilmente dell’intera era Armani. Per ottenere questi risultati, la società e il tecnico hanno operato un mercato che puntasse a tenere quanto più giocatori possibile dal roster campione d’Italia, aggiungendo rinforzi che alzassero in modo significativo la qualità complessiva della squadra. La prima missione è stata compiuta tenendo ben otto giocatori che avevano vestito la casacca biancorossa nella stagione 2017-2018, di cui in sette hanno poi conquistato lo scudetto, e uno, ovvero Simone Fontecchio, che era andato in prestito a Cremona giocando bene. Andrea Cinciarini è sempre il capitano, nonché il playmaker di riferimento quando servono difesa e solidità, mentre Curtis Jerrells, come l’anno scorso, dà il cambio al regista titolare, portando la propria precisione al tiro e la propria capacità di fare la cosa giusta nei momenti importanti; Dairis Bertans mette in campo la propria disciplina tattica e l’abilità nel tiro pesante, soprattutto in uscita dai blocchi; Vlado Micov garantisce ancora un grande apporto in termini di carisma, letture e intelligenza cestistica, e, in Italia, Fontecchio si sta dimostrando un buon cambio nello spot 3; Mindaugas Kuzminskas ha le caratteristiche del numero 4 perfetto per il gioco di Pianigiani, ovvero la capacità di ricevere gli scarichi e tirare o giocare in avvicinamento a seconda delle circostanze; Arturas Gudaitis e Kaleb Tarczewski sono due pivot di grande affidamento, che assicurano rimbalzi, difesa, grinta e capacità di giocare il pick n roll tanto caro al coach.
La seconda parte della costruzione della squadra era la più difficile, anche perché troppo spesso c’è stata la sensazione che i soldi spesi da Armani non fossero stati utilizzati al meglio. Per prima cosa, Pianigiani aveva bisogno di un assetto play-guardia diverso dall’anno scorso, perché le sue squadre si sono sempre basate sulla combinazione tra un play realizzatore e una guardia più attenta a equilibrare il gioco, e la coppia Theodore-Goudelock non corrispondeva a queste caratteristiche. Si è così deciso di fare un’offerta importante a Mike James, reduce da due ottime annate al Panathinaikos come sesto uomo, e affidargli le chiavi della squadra. I risultati sono stati eccellenti dal punto di vista statistico e di spettacolarità di molte giocate: certo, la sensazione è che in Europa il giocatore sia ancora troppo umorale per poter vincere un titolo, ma per l’Italia, James si sta dimostrando più che sufficiente per dominare la scena. La guardia messa accanto a lui è Nemanja Nedovic, che si è, in effetti rivelato il perfetto complemento a James, nonché giocatore di gran classe e solidità, ma purtroppo, al momento, gli infortuni lo hanno martoriato, e non è ancora certo che possa essere al meglio per l’appuntamento di Firenze. Il reparto esterni è stato completato da Amedeo Della Valle, che non ha certo la taglia fisica necessaria per competere in Europa, ma che in Italia sta facendo bene la propria parte, e dall’ultimo arrivato James Nunnally, che ha usato la stagione da MVP ad Avellino come trampolino di lancio per uno splendido periodo al Fenerbahce e sta già facendo la differenza nelle poche partite disputate a Milano. Per migliorare lo spot 4 si è scelto Jeff Brooks, giocatore di comprovata esperienza anche nel campionato italiano e che risponde, come il pari ruolo Kuzminskas, ai requisiti di cui ha bisogno Pianigiani. Serviva anche un giocatore adattabile a entrambi i ruoli dei lunghi, ed è arrivato Christian Burns, che ha sofferto più di tutti gli altri l’adattamento a una realtà particolare come quella di Milano, ma che, ogni tanto, ha saputo dare il proprio contributo. Infine, per sopperire agli infortuni dei pivot, è stato recentemente acquisito Alen Omic, che finora ha messo in mostra una mano tutt’altro che educata, ma anche una buona visione del gioco e un discreto apporto a rimbalzo.
A Firenze, Milano arriva in emergenza fisica, perché Gudaitis è fuori e le condizioni di diversi altri sono incerte: James e Kuzminskas sono stati tenuti a riposo nell’ultima di campionato per via di alcuni acciacchi, Cinciarini è fermo da diverso tempo per un attacco influenzale che, visto il perdurare dell’assenza, sembra averlo colpito davvero duro, Brooks e Nedovic hanno i minuti contati e possono, quindi, contribuire per una porzione limitata della partita, e la disponibilità di Tarczewski sarà nota solo nell’immediata vigilia. Pianigiani ha, comunque, tantissime soluzioni dalla sua, che in Europa funzionano relativamente, ma che in Italia si sono rivelate per lo più efficaci. L’unico avversario capace di fermare l’Olimpia Milano sembra essere l’Olimpia Milano, e nessun altro.

LA STELLA
Non può che essere lui, Mike James, per il contratto, per il ruolo da leader designato che gli è stato chiaramente assegnato, e anche per quanto si sta vedendo in campo. Il play di Portland segna, smazza assist, spacca le difese con le penetrazioni o le buca da dietro l’arco, ed effettua giocate che molti farebbero fatica anche solo a pensare. Purtroppo, c’è sempre almeno un momento della partita in cui si dimostra troppo innamorato di se stesso e del proprio talento, e cerca cose incomprensibili, anziché giocare con la necessaria logica. Non è certo uno da mezze misure: può portare la squadra ad altezze impensabili, oppure affondarla, ma finora, quando ha sbagliato, non sono mai stati errori che hanno determinato un dentro o fuori. Ora, invece, siamo al primo appuntamento da vinci o vai a casa, e sarò la prima occasione per James di dimostrarsi un campione vero, e non solo uno bello da vedere.

CHI SALE
James Nunnally si sta già dimostrando un acquisto azzeccato, specie quando James non è in campo, come nell’overtime a Gran Canaria o nell’ultima apparizione contro Pesaro. I due dovranno trovare in fretta la capacità di far fruttare il proprio talento anche quando giocano insieme. Mindaugas Kuzminskas ha dato un importante contributo in più di una circostanza ultimamente, e forse ha trovato quella continuità che finora gli è mancata in questa esperienza milanese. Simone Fontecchio è ancora ai margini delle rotazioni in Europa, ma in Italia si sta meritando sempre più minuti in campo, ed è spesso presente nei quintetti che operano i parziali decisivi per la vittorie.

CHI SCENDE
Vlado Micov sembra pagare un inizio di stagione in cui ha giocato tantissimi minuti, e il suo contributo in termini di punti è un po’ alterno ultimamente. Jeff Brooks non è al meglio fisicamente, ma anche quando lo era, si è fatto notare molto più come difensore che come attaccante, nella cui veste appare ancora un pesce fuor d’acqua. Curtis Jerrells segna, ma in fase di regia tiene troppo palla e rallenta inevitabilmente il ritmo di una squadra che, invece, ha bisogno di attaccare in modo dinamico, senza tenere la palla ferma come fa lui.

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  1. Gemelli05 - 8 mesi fa

    Ma come si fa a fare un articolo con Arturas Gudaitis che sta fuori fino a fine stagione e Kaleb Tarczewski che non gioca da 4 mesi?

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    1. Stefano Bartolotta - 8 mesi fa

      L’ho scritto nell’ultimo paragrafo in “la squadra” che Gudaitis è fuori e che la disponibilità di Tarczewski sarà nota solo nell’immediata vigilia, mi sembrava corretto prima raccontare com’è stata costruita la squadra e poi spiegare l’attuale situazione dal punto di vista degli infortuni.

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