Serie A – Il pagellone del girone di andata 2016/2017

Per la Serie A è tempo di verdetti. Con il girone di andata appena concluso, si aprono le porte delle Final Eight alle prime otto, mentre sul fondo c’è già bagarre salvezza.

di La Redazione

Dal primo posto di Milano, all’ultimo di Varese. Le prime 15 giornate hanno stabilito chi si è meritato l’accesso alle Final Eight di Rimini e chi deve rivedere qualcosa per non trovarsi in una situazione spiacevole a inizio maggio. E allora vediamo chi può ritenersi soddisfatto, chi non lo è e chi ha ancora tanto da dare. In rigoroso ordine di classifica, analizziamo il campionato di ogni squadra del massimo campionato italiano.

1) EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – Voto 7 (Punti 26)

Prima parte di stagione molto positiva, indubbiamente, per l’Olimpia, seppur con qualche ombra di troppo. Una squadra che vince 13 partite su 15 sarebbe solo da encomiare, se non fossimo in questo contesto “storico” e se la squadra non fosse quella targata Armani. Al di là delle sconfitte contro una Venezia al top ed una Reggio Emilia avvelenata, sono le prestazioni altalenanti ad abbassare il voto. Avere un roster da più di 12 uomini doveva essere un vantaggio, ma spesso si è trasformato in un problema di rotazioni, con giocatori fuori ritmo in quell’impegno; la faccenda-Gentile risolta “male”; un gioco che non decolla ed una difesa traballante; le prestazioni negative in Europa;… Insomma, Cinciarini & co. arrivano al giro di boa pre Final Eight in una condizione tutt’altro che brillante, come ci si aspettava. Nulla era, è e sarà scontato: l’EA7 dovrà sudare molto più di quanto dimostrato sin qui, per prendersi ciò che “deve” ed evitare figuracce. (Lorenzo Arienti)

2) REYER VENEZIA – Voto 8 (Punti 22)

Non si può propriamente definire una sorpresa la Reyer di coach de Raffaele, anche in virtù dei buoni piazzamenti finali delle ultime stagioni (semifinale raggiunta sia nel 2015 che nel 2016). Dopo un inizio un po’ stentato (3W – 3L), Venezia ha trovato la quadratura con il ritorno ad alti livelli di Peric, la consacrazione di Ejim, la leadership silenziosa di Bramos e la lenta ma costante maturazione di Haynes ed Hagins, gli oggetti misteriosi dei mesi di ottobre e novembre. Nemmeno l’infortunio di Tonut – out ancora per 2 mesi – ha frenato la corsa dei lagunari, autori di un filotto di 7 vittorie consecutive (8 nelle ultime 9) ed ora secondi in classifica in coabitazione con Avellino, a sole quattro distanze da Milano. La squadra di De Raffaele in questi mesi ha dimostrato probabilmente di essere il gruppo più consolidato e unito del campionato: un fattore che, alla lunga, potrebbe fare la differenza e far sognare i tifosi veneziani. E, perché no, magari già a partire dalle Final Eight di Coppa Italia del prossimo febbraio… (Andrea Ferronato)

3) SIDIGAS AVELLINO – Voto 8 (Punti 22)

Senza dubbio giudizio superbo per la squadra irpina, che, dopo la vittoria all’overtime contro Trento, ha chiuso il suo (numeri alla mano) miglior girone d’andata di sempre con 11 vittorie e 4 sconfitte. Il roster di coach Sacripanti, che veniva da una stagione impreziosita dalla finale di Coppa Italia e la Semifinale Scudetto persa solo a Gara7, è stato costruito per riconfermarsi ad alti livelli, cosa di sicuro complessa: eppure la Scandone non solo si è confermata, ma sta andando addirittura più forte dello scorso anno. Va dato grande merito al DS Alberani, che ha confermato l’asse portante della squadra dell’anno scorso, il trio Ragland-Green-Leunen, ed ha aggiunto ad esso elementi di esperienza come Zerini, Fesenko e Cusin e rookies dal grande potenziale come Randolph, Thomas e Obasohan. Dunque, la Sidigas si è guadagnata il terzo posto al giro di boa, ma nonostante ciò riteniamo che i Lupi possano fare anche più delle tante cose buone offerte in questa prima parte di stagione. (Davide Scioscia)

4) GRISSIN BON REGGIO EMILIA – Voto 7 (Punti 18)

Prima parte di campionato dai due volti. L’inizio è da stropicciarsi gli occhi, con la formazione reggiana capace di inanellare ben sette vittorie consecutive (record storico per la Pallacanestro Reggiana), facendo dimenticare in fretta lo scetticismo che aveva accompagnato le scelte estive della società. La differenza in queste prime partite è stata fatta dagli italiani, lasciando più di un dubbio ai 2 stranieri (James e Lesic) che non hanno mai convinto del tutto. Poi il cielo sopra Reggio si è fatto più scuro. La vittoria non convincente con Capo D’Orlando e i due infortuni seri di Gentile e Della Valle sono stati il primo campanello d’allarme, tanto che sono scaturite le due sconfitte esterne a Varese e Torino. La Grissin Bon si rialza al PalaDozza battendo Milano in quella che sarà un’impresa visto come è maturata, ma è una vittoria pagata cara perché dopo sono arrivate altre due sconfitte: una a Pistoia e un’altra, pesante, in casa contro Cremona, con la squadra in netta difficoltà. Ora sono attesi rinforzi (Kaukenas subito) e forse anche un cambio di rotta sugli stranieri se si vuole continuare a pensare in grande. (Maurizio Rossi)

5) BETALAND CAPO D’ORLANDO – Voto 8 (Punti 16)

La prima metà di stagione Orlandina ha un nome e un cognome. Giuseppe Sindoni. Non smette di stupire il diesse biancoblu, che regala un’altra stagione da sogno ad una piazza che respira pallacanestro. Organizzazione e progettualità sono solo due delle caratteristiche che meglio sintetizzano questa stagione. Grande merito a coach Di Carlo, bravo a fare del PalaFantozzi un vero e proprio fortino. Il fiore all’occhiello di questo inizio di stagione è la conquista delle Final Eight di Coppa Italia, contro ogni pronostico iniziale. Questo anche grazie all’ausilio dell’uomo rivelazione di questa Serie A, Bruno Fitipaldo, che il Galatasaray non si è fatto scappare. Gruppo compatto e miscela perfetta tra gioventù ed esperienza,  la Betaland è di nuovo pronta a stupire. (Antonino Garramone)

6) BANCO DI SARDEGNA SASSARI – Voto 6,5 (Punti 16)

Il girone di andata della Dinamo Banco di Sardegna Sassari si chiude con il solito lieto fine, per un’isola felice del basket italiano: 16 punti, frutto di 8 vittorie e 7 sconfitte e un piazzamento, il sesto posto, che permetterà ai sardi di sfidare Avellino nelle Final Eight di Rimini. E’ stato un girone di andata tutt’altro che semplice per gli uomini di Pasquini; dopo una partenza buona in campionato e in Champions League i sardi hanno vissuto il momento nero culminato nel mese di novembre nel quale sono arrivate ben 5 sconfitte in 6 partite in campionato. L’arrivo di David Bell, l’esclusione di Carter e Olaseni e l’inserimento di Gani Lawal hanno cambiato volto a Sassari che nel mese di dicembre ha ripreso la marcia battendo Trento, Torino, Venezia e Caserta guadagnandosi il diritto di partecipare alla fase finale della Coppa Italia, arrivando non certo coi favori del pronostico, ma da vera e propria mina vagante della competizione. (Alessandro Sanna)

7) GERMANI BASKET BRESCIA – Voto 8 (Punti 14)

La matricola non paga lo scotto del salto di categoria: anzi, spinta dal lavoro sul campo e dall’umiltà di chi approda alla massima serie con l’obiettivo salvezza, il Basket Brescia fa anche di più: all’ultima di andata raggiunge il settimo posto in classifica e corona la favola chiamata Final Eight. Non senza difficoltà: il debutto contro Pesaro sembrava far presagire che la Leonessa non avesse risolto il “tabù trasferta”. Poi la straripante vittoria sul parquet bresciano contro Cantù, con l’esaltante apporto del trio a stelle e strisce Moss-Landry-Moore coadiuvato da un’intesa di squadra profondissima. Arrivano anche gli “incidenti di percorso” con Sassari, Milano ed Avellino: gare che hanno confermato la superiorità delle big del campionato, ma che mostrano una squadra con ancora cartucce da sparare e qualcosa da insegnare. Il risveglio della Leonessa a seguito del black-out casalingo contro Capo d’Orlando ne è la dimostrazione: sbranate Varese, Cremona e Torino si può perdonare lo scivolone interno contro Trento e le trasferte ostiche di Caserta e Venezia. Un percorso in salita quello della Germani Brescia, talvolta ingenua, imperfetta, ma certamente giunta non ad un punto di arrivo ma di partenza: di più non si poteva chiedere. (Silvia Castrezzati)

8) ENEL BRINDISI – Voto 6,5 (Punti 14)

La prima parte di stagione è positiva e la qualificazione alla Coppa Italia lo testimonia. Rispetto alla passata stagione, il primo obiettivo societario è stato raggiunto. Con Sacchetti al posto di Bucchi l’identità della squadra ha una fisionomia molto diversa. Il “corri e tira” tanto caro all’ex allenatore di Sassari fa vedere spettacolo, i giocatori si divertono, l’attacco è il secondo del campionato, M’Baye, scovato in Giappone, il miglior marcatore. Ma si vince anche difendendo. A Varese e in casa contro Venezia, in particolare, due partite praticamente chiuse sono state buttate via al supplementare. Senza questi quattro punti la stagione è da ritenersi in ogni caso più che sufficiente, le potenzialità ci sono e si sono viste molte cose buone. Delle squadre che la precedono in classifica, Brindisi ha vinto solo contro Sassari, pur giocandosela alla pari contro tutte. Colmando questo gap, e recuperando i tanti infortunati che hanno impedito di vedere la squadra al completo, potrà ricoprire un ruolo di grande protagonista nel girone di ritorno. (Marino Petrelli)

9) THE FLEXX PISTOIA – 6,5 (Punti 14)

Sufficienza piena per la posizione momentaneamente al riparo dalle zone incandescenti della retrocessione; mezzo punto in più per premiare l’egregio lavoro svolto da Esposito. “Devo fare il piccolo chimico” asserì lo stesso coach durante il turbolento inizio campionato caratterizzato da infortuni e partenze. Esposito ha saputo mischiare bene gli elementi a sua disposizione. L’aria salvifica del PalaCarrara ha costituito un ottimo reagente per issare i mattoni utili a costruire la salvezza (6-1 il record casalingo). Lontano dalla Toscana invece, Pistoia ha piazzato un solo blitz in quel di Pesaro. Crosariol appare rinato dopo anni nei quali ha solo episodicamente fatto lampeggiare i radar del basket che conta e l’intesa con il play Moore può ritenersi fruttifera. Altrettanto non può affermarsi per il reparto esterni. Il rendimento di Petteway continua ad essere ondivago mentre Cournooh e Roberts non riescono ancora a dare del tu al canestro. L’obiettivo resta la salvezza e al momento il laboratorio di Esposito non sembra essere in pericolo di esplosione. (Pietro Pisaneschi)

10) PASTA REGGIA CASERTA – Voto 6 (Punti 14)

I bianconeri sono stati per gran parte del girone d’andata la squadra rivelazione del campionato: infatti, alla decima giornata la Pasta Reggia aveva lo strabiliante record di 7-3 che aveva illuso tutti di poter andare a Rimini da protagonista. L’infortunio di Bostic, i problemi irrisolti al ginocchio di Czyz e la perdita, magari, anche di quella spensieratezza e imprevedibilità che aveva caratterizzato i campani fino a quel momento hanno fatto sì che la spumeggiante Juve di inizio stagione lasciasse il posto a uno squadra con scarso ritmo, a tratti molle, e con un’applicazione difensiva pari a zero. Le ultime cinque sconfitte hanno costretto la formazione di Sandro Dell’Agnello a non partire per Rimini, ma la stagione non è finita e tocca proprio al tecnico toscano trovare una diversa quadra per far sì che questa squadra non sprechi l’enorme potenziale che ha. Il nostro è il classico ‘’sei di incoraggiamento’’ poiché abbiamo ravvisato le potenzialità, ma ci attendiamo risultati concreti. (Emanuele Terracciano)

11) FIAT TORINO – Voto 6,5 (Punti 14)

Dimenticata la salvezza sul filo di lana della passata stagione, Torino riparte da zero, praticamente rifondata, riuscendo però a far rimanere in casacca gialloblu uno dei protagonisti di questo campionato, un DJ White, attuale leader nella classifica valutazione con 22.7 di media. Partendo dal co-capitano White, si è passati per un altro leader, ovvero Peppe Poeta, anima “e core” della squadra, punto di coesione tra italiani ed americani, tra giovani ed “esperti”, tra squadra e coach, nonché idolo della tifoseria già dal preolimpico disputatosi a Torino. Strada facendo il Presidente Forni pesca il “jolly”, ovvero un main sponsor, anzi “top sponsor”, la FIAT, che concede in primis una maggiore serenità alla società (ad ogni livello) e poi la certezza che questa squadra può avere un futuro ambizioso. Da squadra rifondata, le difficoltà, finora si sono palesate nell’inserimento dei rookie USA che ancora oggi viaggiano ad alti e bassi ma che si stanno comunque amalgamando allo stile di gioco europeo. Gli infortuni delle ultime giornate della prima metà del campionato hanno un po’ frenato i ragazzi di Vitucci che non sono riusciti a rimanere aggrappati al treno Finale Eight di Coppa, ma che comunque restano in corsa al sogno playoff. (Fabio Gentile)

12) RED OCTOBER CANTU’ – Voto 5,5 (Punti 12)

Con un bilancio di 6 vittorie e 9 sconfitte, il girone d’andata dei brianzoli non può considerarsi sufficiente. Partiti per entrare nei primi sei posti, dopo quindici turni c’è solo un dodicesimo posto frutto di un inizio di stagione scellerato, in cui la formazione di Kurtinaitis con cinque sconfitte consecutive era precipitata addirittura sul fondo della classifica. Poi la svolta, promosso l’assistente Bolshakov, la squadra del patron Gerasimenko ha svoltato con 4 vittorie nelle ultime 6 gare, grazie anche al ritorno del play titolare Dowdell, fuori dalla prima giornata, ma soprattutto a un Johnson da Euroleague negli ultimi quaranta giorni: proprio grazie all’addio di Gani Lawal, il numero 25 è totalmente esploso girando oltre i 20 punti di media con il picco toccato nel successo interno contro Avellino con 35 punti. Promossi anche Darden e Callahan mentre fa ben sperare Calathes, positivo nel debutto nel derby con Milano. Bocciatura invece per Pilepic, troppo altalenante e spesso sottotono. (Daniele Tagliabue)

13) DOLOMITI ENERGIA TRENTINO – Voto 5,5 (Punti 12)

Dopo la prima metà di campionato è ora di cominciare a fare bilanci per Trento. Lighty e Jefferson sono state le note dolenti dei bianconeri. Il primo non è stato mai in grado di prendere in mano la squadra come ci si aspettava da lui, il secondo invece è stato direttamente tagliato dalla rosa. Si lavora al ritorno di Sutton, nella speranza per Trento di ribaltare un campionato che fino ad ora li ha visti giocare mediamente bene, ma senza mai riuscire ad avere quella spinta in più per conquistare i due punti. Note positive della stagione sono Craft, rivelatosi un mix di talento ed intelligenza tattica e Flaccadori, giovane prospetto che nonostante la giovane età più di una volta si è messo sulle spalle la squadra. Insomma la Dolomiti Energia deve sicuramente riuscire a ritrovarsi se vuole dare un senso alla stagione. Dall’incubo retrocessione ai playoff il divario è minimo poiché tutte le squadre sono più o meno li, vedremo quanto Forray e soci riusciranno a fare in questa seconda metà di stagione che si preannuncia rovente. (Giulio Giovanazzi)

14) CONSULTINVEST PESARO – Voto 5 (Punti 10)

Piena insufficienza per una Vuelle troppo altalenante, che non è riuscita a far valere il fattore campo in questo girone di andata, che vede 5 vittorie di cui 2 in trasferta. È soprattutto la poca esperienza, a pagare pegno in questa Consultinvest, che tra tutte le 10 partite perse, solo una è stata con uno scarto superiore alla doppia cifra; questo dato, simboleggia la poca lucidità mentale nei minuti finali, che spesso condannano la squadra marchigiana. La stella è ovviamente Jerrod Jones che viaggia quasi a una doppia doppia di media (19,4 punti e 9,7 rimbalzi a partita), ma manca comunque quel leader a cui affidarsi quando la palla scotta; nel girone di ritorno infatti, le squadre accentreranno maggiormente le difese su di lui, lasciando più scoperti gli esterni che non corrispondono esattamente alla definizione di eccelsi tiratori. Fondamentali gli scontri diretti: in casa con Varese, lo scarto è passivo di 4 punti mentre a Cremona è stato positivo di 2.

15) VANOLI CREMONA – Voto 5 (Punti 8)

Cremona ha trascorso tutto il girone d’andata alla ricerca di identità e continuità di risultati. Nonostante un convincente esordio con Pistoia, la Vanoli ha infilato un pesante filotto negativo di sconfitte; tanti match persi nei finali di gara, con un gioco che mai si è rivelato efficace per 40 minuti che di fatto ha relegato Cremona nell’ultima posizione in classifica. Il mercato in corsa ha portato alle firme di Harris e Carlino in sostituzione di Omar Thomas e York che mai hanno trovato feeling con questa squadra. La svolta però è avvenuta con l’esonero di coach Pancotto e la promozione di Paolo Lepore; il nuovo head coach ha portato una ventata di entusiasmo, tramutata in aggressività difensiva e maggiore coesione del gruppo, che ha permesso alla Vanoli di vincere due importanti partite consecutive contro Varese e Reggio Emilia. Ora è penultimo posto, il girone di ritorno per la Vanoli sarà l’inizio di un nuovo campionato. (Riccardo Vecchia)

16) OPENJOBMETIS VARESE – Voto 4,5 (Punti 8)

Al giro di boa è il fanalino di coda della Serie A, con solo quattro vittorie nel proprio carniere. Peggio di così solo l’anno della retrocessione (2007/2008), quando l’allora Cimberio fu in grado di racimolare soltanto tre vittorie su 17 partite (campionato a 18 squadre). Una pillola storica che fa capire quanto Varese sia entrata in un tunnel che neanche l’arrivo di coach Caja ha saputo, per il momento, illuminare. Con il coach pavese, l’Openjobmetis è 1-4 tra cui la pesante sconfitta nello scontro diretto con Cremona e il ko casalingo contro una “abbordabile” Torino. Ormai, nonostante l’ultima vittoria in Polonia sul campo del Rosa Radom, con un piede e mezzo fuori dall’Europa (il che, al netto della situazione attuale, è solo un bene), alla ripresa ci sarà un trittico impegnativo ad attendere i biancorossi (Sassari, Caserta, Milano), i quali durante la sosta dovranno buttarsi sia in palestra sia sul mercato per tamponare in primis l’emergenza nello spot di “numero 4”, oltre a sperare nella rinascita di quello che dovrebbe essere il leader della squadra, Eric Maynor. (Manuel Berti)

I VERDETTI DEL GIRONE DI ANDATA

Campione d’inverno: EA7 EMPORIO ARMANI MILANO

La griglia delle Final Eight:

1^ Milano – 8^ Brindisi
2^ Venezia – 7^ Brescia
3^ Avellino – 6^ Sassari
4^ Reggio Emilia – 5^ Capo d’Orlando

Ultima posizione: OPENJOBMETIS VARESE

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy