Aquila Basket: Rappa: Sul PalaMangano siamo alla follia

0

La situazione è sempre più complicata e si fà sempre più concreta la possibilità che l’Aquila Basket vada a giocare l’intero campionato fuori da Palermo. Per dovere di cronaca riportiamo integralmente l’intervista che il Presidente biancorosso Salvo Rappa ha rilasciato a Real Basket Sicilia e nella quale non ha peli sulla lingua additando le resposabilità dei mancati lavori oltre che al comune a qualche manovra scorretta di qualcuno
 

Presidente Rappa qual è la situazione al momento per il PalaMangano?
“Sono preoccupato. L’altro giorno è successo qualcosa che non dovrebbe mai succedere nello sport. Il Comune, anziché rispondere alla nostra proposta, ci ha fatto sapere informalmente che la situazione si potrebbe sbloccare qualora trovassimo l’accordo con una società concorrente”.
Il PalaMangano è di tutti. L’amministrazione cerca di non scontentare nessuno.
“Già, ma qui si dimentica che abbiamo chiesto una gestione condivisa che prevede di sostenere un investimento importante e molto oneroso. E’ la prima volta che accade. Pare che ci verrebbe garantito l’affidamento condiviso dell’impianto se fossimo disponibili a cedere nostri spazi all’altra società in questione. Inizialmente erano sei, poi cinque. Forse è cambiato il proprietario dell’impianto? Se è così siamo lieti di trattare con il Green Basket…”
Eppure proprio il Green Basket, per bocca del presidente Mantia, ha detto che non ha nessuna intenzione di mettervi i bastoni fra le ruote.
“Visto che il Green non farà nulla per intralciarci, auspichiamo una veloce conclusione della faccenda (ride). Francamente ritengo assurdo dovere “rispetto” ad una società che disputa la serie C e non vuole investire. Questo loro comportamento ha un prezzo molto caro per la città. Volevamo fare del PalaMangano un palazzetto pronto per la serie A, a servizio dell’attività di Aquila, Verga, Panormus Basket in carrozzina. E due domeniche al mese al servizio dello stesso Comune per svolgere tutte le sue manifestazioni sportive. Volevamo rendere agibile un impianto inagibile”.
Insomma lo spazio per il dialogo non c’è. Che cosa avete intenzione di fare adesso?
“Stiamo avviando una serie di azioni per conoscere quale sia lo stato delle palestre comunali, provinciali, statali. Tutte le palestre cittadine. Lo scorso anno siamo stati esclusi dall’ingresso nelle palestre cittadine, mentre altre società hanno l’utilizzo esclusivo di alcuni impianti e quasi completo di altri. Per tutti gli impianti chiediamo procedura di evidenza pubblica”.
Non sarebbe utile l’apertura di un tavolo coordinato dalla Federazione o dal Coni?
“Lunedì è prevista proprio una riunione organizzata dalla Federazione, anche a loro chiederemo rispetto per quelle società – come la nostra – che non entrano nelle palestre scolastiche, i cui costi sono irrisori nonostante gli importanti introiti delle quote”.
E dal Comune che vi aspettate?
“Niente. Non ci fidiamo più di chi, anzichè decidere in ordine ad una proposta pervenuta, tesse ragnatele. Palermo non è Trapani. Lì alla prima società cittadina è stato affidato in comodato gratuito l’unico impianto disponibile”.
Siete pronti a coinvolgere altre istituzioni?
“Vorremmo che anche la Corte dei Conti conoscesse la proposta che abbiamo formulato e soprattutto a chi l’abbiamo formulata. Lasciar deteriorare un impianto cittadino può comportare una responsabilità”.
L’Aquila Basket andrà via da Palermo?
“Certamente a seguito di questi interventi saremo tagliati fuori. A protestare contro i soprusi ci si rimette sempre, ma a questo punto non abbiamo più niente da perdere. Andremo via, ma non lasceremo nulla di intentato”.
Ci sarà una possibile soluzione…
“Se dobbiamo dividere il PalaMangano con il Green Basket è giusto anche dividere l’investimento. La spesa minima è di 120 mila euro: basterebbe dividerla in due. Magari questa volta il Comune valuterebbe la proposta positivamente… E’ solo una provocazione, purtroppo ormai abbiamo scavato un solco”.
Ai posteri l’ardua sentenza.