B come Basketball Lamezia

B come Basketball Lamezia

Una promozione tanto desiderata quella del Basketball Lamezia, neopromossa in serie B per la prima volta nella sua storia. Sebbene i parecchi problemi legati alla situazione palazzetto, la squadra ha coronato il suo sogno

di Caterina Caparello

Questa non è la semplice storia di una squadra promossa in B. In realtà, è la storia di un sogno considerato inizialmente irrealizzabile ma che poi, attraverso il duro lavoro, la costanza, il coraggio e tanta pazienza, ha preso una forma sempre più concreta fino a diventare tangibile.

Una squadra che ha portato, per la prima volta nella storia cestistica della città calabrese di Lamezia Terme, ad un traguardo storico: B come Basketball Lamezia. Può sembrare un successo come tanti ma questa promozione, sigillata a Taranto con il punteggio di 57-56 su San Nicola Cedri il 3 giugno, è vista come un riscatto della pallacanestro.

La squadra ha superato molte difficoltà, dagli alti e bassi del campionato al problema palazzetto: alcune partite, infatti, sono state giocate a porte chiuse senza pubblico e poi su un altro campo, a causa dei problemi di certificazione del Palasparti, tra cui la finale dei playoff di C.

Nonostante ciò, la Basketball Lamezia è andata avanti sempre a testa alta, riuscendo a riportare tra gli spalti un pubblico che ha sostenuto la squadra in tutte le sue vicissitudini: ne sono la prova sia la commovente lettera di un giovane tifoso gialloblù pubblicata sul web, che i loro cori fuori dal palazzetto durante una delle partite a porte chiuse.

Mi sento orgoglioso e soddisfatto di aver raggiunto questo risultato storico per il movimento cestistico lametino, che ha provato per tanto tempo a portare la squadra in B (2005 e 2017 ndr)” dice emozionato coach Damiano Ragusa, subentrato a marzo a metà campionato.

In questi tre mesi ho pensato solo a quello che questa squadra aveva dentro e al potenziale che poteva dare, perché ero convinto che si potesse andare lontano. È un gruppo che ha fatto cose incredibili, non si sono mai lamentati perché tutti sapevano che quella era la strada giusta per ottenere questo risultato”.

Sebbene la sua esperienza e carriera, anche coach Ragusa ha imparato molto da tutto questo: “Mi ha confermato che alla fine il lavoro paga sempre e che è proprio la squadra a tranquillizzare l’allenatore”.

Tra le parole del coach spicca un profondo grazie agli altri protagonisti di questa vittoria, i tifosi: “Ci sono stati vicini proprio nei momenti più difficili, come la finale dei playoff in cui abbiamo giocato senza pubblico e loro erano lì fuori per noi. Anche 10 persone sembravano 1000, ne avvertivo la presenza e sono stati loro a trascinare noi. Ora la B diventa un patrimonio da mantenere e spero che questi sacrifici vengano ripagati con l’aiuto di tutti” conclude Ragusa.

Parole cariche di emozione per il coach, cui fanno eco quelle del capitano della Basketball Lamezia, Gennaro Rubino, che con questa promozione ha ottenuto un doppio primato (fu lui infatti a portare Lamezia nella vecchia C1 nazionale) a 42 anni.

Le emozioni sono varie, vanno dalla felicità all’incredulità passando per un senso di liberazione specie per me stesso, perché ci ho provato per tanti anni e, vista la mia età, ci avevo rinunciato dato che sembrava quasi stregata questa promozione” spiega con enfasi il numero 9.

Il calcio e il volley hanno sempre sorpassato la pallacanestro lametina, ma da quasi un anno non è più così grazie soprattutto alla presenza di tanto pubblico che ha portato calore: “Quest’anno è stato ancora più impressionante rispetto alla stagione scorsa, perché nel 2017 si era creato questo movimento cresciuto piano ed esploso nei playoff. In questa stagione il pubblico e i tifosi ci hanno seguito ovunque dandoci davvero tanto”.

Questa B è importante per la città di Lamezia, commissariata dal 2017 per infiltrazioni mafiose, e con un necessario bisogno di riscatto, di poter essere ancora fieri del posto da cui si proviene: “Spesso quando accadono cose spiacevoli nella nostra città e al sud in generale, ci vuole sempre un modo per riscattarsi. Andare a primeggiare su Chieti, Caserta e Montegranaro fa sì che Lamezia arrivi all’orecchio delle altre persone per cose piacevoli ed entusiasmanti” continua Rubino.

Un capitano che, a 42 anni, ha portato la sua squadra prima in serie C1 e poi in serie B: “La cosa bella di esserci riuscito a 42 anni è perché fondamentalmente ci avevo messo una pietra sopra, credevo non fosse più possibile e invece è capitato” conclude.

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