Campli: tradizioni e cultura di un borgo ai vertici della serie B

Campli: tradizioni e cultura di un borgo ai vertici della serie B

Alla scoperta delle tradizioni del borgo abruzzese. Campli si prepara al rush finale di campionato per confermare il terzo posto e recitare un ruolo da mina vagante nei playoff si serie B

di Luca Graziani

Spesso andando a spulciare tra le pieghe della nostra amata palla a spicchi troviamo storie che non avremmo mai immaginato. Note di colore, semplici curiosità, aneddoti e scenari capaci di richiamare la nostra attenzione e comporre un mosaico che non è fatto solo di palla a due e fischio finale. Dentro una retina che si gonfia c’è tutto un mondo parallelo che continua la sua corsa anche fuori dal nylon e dagli spogliatoi di un palazzetto.

Come fa, ad esempio, un borgo di circa 7 mila anime a vantare una non solo una grande tradizione cestistica, ma anche dei particolari primati in ambito culinario e religioso? Misteri che solo una terra ricca di cultura come l’Italia può custodire. Il borgo in questione è Campli, splendida cittadina alle pendici del Gran Sasso che sta facendo registrare l’ennesima entusiasmante stagione nel campionato di serie B. Non solo la pallacanestro però, come accennato prima, ma almeno un altro paio di particolarità rendono questo bellissimo borgo un concentrato di storia e tradizioni.

Forse non tutti sanno infatti che a Campli è presente una Scala Santa (tra le pochissime in Italia) di imitazione a quella di San Giovanni in Laterano a Roma che ogni anno accoglie migliaia di fedeli. 28 gradini di legno d’ulivo che portano in cima alla cappella di San Paolo, da salire in ginocchio e in preghiera come suggerisce la religione cristiana, per espiare i propri peccati ed ottenere l’indulgenza.

Facendo un salto nel più laico e ancestrale mondo culinario invece, troviamo a Campli un’antichissima ricetta della Porchetta, famoso piatto a base di carne di cui la cittadina farnese rivendica la paternità assieme ad Ariccia e ad alcune altre località del centro Italia. Ogni anno, dal lontano 1964, nel mese di Agosto Campli si prepara ad accogliere migliaia di avventori durante la “Sagra della porchetta”, uno degli eventi più famosi e partecipati d’Abruzzo.

Tornando infine coi piedi ancorati al parquet, che dopotutto è il nostro habitat naturale, non possiamo che esaltare la stagione dei ragazzi coach Millina. Terzo posto quasi raggiunto nel girone D della serie B (basta una vittoria nei due derby che mancano alla fine del campionato contro Giulianova e Pescara) ma soprattutto una squadra capace di divertire e divertirsi sciorinando una pallacanestro piacevole ed efficace. Nonostante obiettivi iniziali meno nobili e la partenza di un leader come Serroni a metà stagione (rimpiazzato dall’argentino D’Arrigo), i biancorossi sono pronti a ritagliarsi un ruolo da protagonisti anche nei playoff, appendice in cui il PalaBorgognoni può rivelarsi davvero il sesto uomo in campo. E chissà che Bottioni e compagni non provino ad attingere alle suddette peculiarità cittadine per inventare una sorta di formula magica: un panino con la porchetta e un’ascesa della Scala Santa per arrivare davvero a firmare un’impresa che avrebbe del clamoroso.

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