DNB: archiviata la Coppa Italia, Rimini aspetta il Basket Lecco

0

Dopo la sosta per la Coppa Italia, dove Legnano ha consegnato all’ultimo assalto la finale a Latina, la D.N.B. si gode una vera e propria festa della pallacanestro e rimette gli ormeggi nelle acque del campionato, con un programma di sfide promettenti. Tra queste, a tre giornate dalla fase ad orologio, il prestigioso palcoscenico di Rimini ospiterà un Basket Lecco galvanizzato dalla vittoria di Treviso, con tutte le incognite proprie di qualsiasi match in coda a due settimane di soli allenamenti.

Coach Piazza, dopo la vittoria contro Treviso, forse sarebbe stato meglio giocare subito, senza l’interruzione di due settimane?

Abbiamo sfruttato le due settimane per allenarci serenamente, anche perché stiamo tutti bene fisicamente; speriamo di arrivare tosti, concentrati e determinati all’appuntamento di domenica.

Come ti spieghi vittorie come quelle contro Legnano e Treviso, a fronte di sconfitte contro squadre decisamente meno attrezzate? Di personalità, sabato al Bione, i tuoi giocatori ne hanno mostrata molta.

Molte partite si decidono anche sugli episodi; chiaramente, contro una Treviso in difficoltà psicologica, nel momento in cui parti tosto e non molli, loro si possono sciogliere, e così è successo. Dipende da atteggiamento, arbitraggi, situazione fisica e momento della squadra avversaria; il discorso tecnico reputo che sia sempre secondario al fattore mentale.

Anche se, dal punto di vista tecnico, si è confermata la tua teoria riguardo la D.N.B., in cui hai sempre ripetuto che è meglio rinunciare a qualche centimetro e chilogrammo, facendo giocare –per esempio- Antrops da quattro.

Sicuramente; tra l’altro, Antrops ha giocato una partita di assoluto livello, anche oltre le percentuali di tiro, facendo cose importantissime nei momenti fondamentali del match. Un giocatore del genere, al di là dei punti segnati e del discorso tecnico, è un punto di riferimento nelle situazioni decisive.

Condividi l’idea che la vostra sia una pallacanestro molto dispendiosa che, più di altre squadre, dipende dalla condizione fisica? Se state bene, potete giocarvela con chiunque.

Sono d’accordo e aggiungo di più. Il più grande rammarico, infatti, è quello di aver giocato le prime partite del girone di ritorno in situazioni fisiche precarie; se avessimo affrontato quelle partite al completo, magari con un Antrops in più, le cose sarebbero andate diversamente. Tra l’altro, vedendo la finale di Coppa Italia, mi sono rammaricato; osservando le due squadre migliori d’Italia, infatti, non ho visto una qualità di gioco a livelli siderali rispetto al nostro, anzi. Legnano è un’ottima squadra e i risultati lo dimostrano, ma i 16 punti di distanza da loro non rispecchiano la realtà, perché non siamo una squadra da decimo posto, in termini di qualità di pallacanestro.

La fase a orologio sarà un’incognita ma, prima, arrivano le tre partite più importanti della stagione, contro squadre –Rimini, Milano e Lugo- alla portata, almeno sulla carta.

Premetto che la difficoltà maggiore della fase ad orologio, al di là delle avversarie che si incontrano, è il fatto di giocare quattro partite nel giro di due settimane, con la necessità di accorciare i tempi di recupero. Riguardo le prossime avversarie, non c’è nulla di scontato, perché si tratta di formazioni tutt’altro che impreparate; basti pensare che Lugo è reduce dalla vittoria a casa di Montichiari. Nessuna partita è impossibile ma, allo stesso tempo, nessuna è semplice da qui alla fine.

Contro Rimini, all’andata, avete vinto nettamente (82-66); cosa ti aspetti, dopo molti cambiamenti, allenatore compreso?

Rimini non è l’armata Brancaleone vista all’andata, perché si è rinnovata e ha migliorato il roster; ha inserito un giocatore come Scarone, che non sarà quello della Benetton Treviso, ma è un giocatore determinante, con una completezza di gioco strepitosa. Ho avuto la fortuna di allenarlo e lo considero un talento purissimo, il secondo migliore argentino mai arrivato in Italia; il primo si chiama Ginobili e sappiamo dove gioca… Tra l’altro, si gioca in un palazzetto storico, sempre gremito, con spettatori competenti e abituati a una grande pallacanestro.

Non possiamo esimerti da un commento sui mille punti di Angiolini (leggi l’intervista) con la maglia del Basket Lecco; avete un ottimo rapporto e lui ha accettato qualche minuto in meno, pur rimanendo un giocatore decisivo, di quelli che ti piace allenare.

Fare mille punti con la stessa maglia significa avere grande attaccamento alla squadra e aver sposato con convinzione un progetto, pur venendo da esperienze anche di categorie superiori, quindi bisogna fargli i complimenti. È decisivo avere in squadra giocatori della sua personalità, perché sei sicuro che, nei momenti decisivi, faranno la scelta giusta, al di là che un tiro entri o esca; non mi piace allenare i soldatini perché, nei momenti cruciali, non si assumono le responsabilità necessarie. Il minutaggio dipende anche dall’equilibrio di squadra perché, nel momento in cui inserisci un lungo come Antrops, è inevitabile spostare Negri prevalentemente nel suo ruolo naturale di ala piccola; con un Todeschini che è il migliore difensore sulla palla, i minuti degli esterni diminuiscono. In ogni caso, Angiolini è sempre stato in campo nei momenti decisivi, perché è un giocatore fondamentale.