Dual & Post Career: a tu per tu con Mirko Gloria

Giba ha intervistato Mirko Gloria.

di La Redazione

Diciannovesima puntata della rubrica “Dual & Post Career”.

Il protagonista è Mirko Gloria, centro classe 1995 di 204 cm, che gioca in Serie B con la squadra siciliana del Fidelia Torrenova.

Siciliano di Piazza Armerina, in provincia di Enna, Gloria ha esordito in Serie B nel 2012/2013 a 17 anni con il Roseto, con il quale nella stagione successiva ha giocato in A2 Silver. Nel 2014/2015, campionato cadetto con il Giulianova e le chiamate dalle Nazionali Giovanili dell’Italia, per poi tornare in A2 col Trapani nel 2015/2016, concludendo la stagione con l’Eurobasket Roma in B. Nel campionato 2016/2017 l’infortunio al crociato da tesserato del Roseto in A2 e quindi l’esperienza in Serie B alla Stella Azzurra Roma, per ricominciare dopo il serio infortunio. Nel 2017/2018, il biennale in B a Borgosesia e poi, la scorsa stagione, sempre in cadetteria, l’inizio a Pavia e la fine a Olginate.

Nonostante la giovane età, un serio infortunio e una carriera che lo ha già visto giocare in molti posti, Mirko Gloria ha anche trovato il modo di conseguire prima una laurea triennale in Scienze Motorie e, pochi giorni fa, una laurea magistrale in Economia e Management delle imprese sportive.

Pochi giorni prima della laurea magistrale, domenica 31 gennaio 2021, Mirko è stato assoluto protagonista nella vittoria del suo Torrenova contro il Bologna per 126-123, finita dopo ben 4 tempi supplementari. Al termine dell’epica contesa, Gloria ha chiuso con una tripla doppia e questi numeri: 55 minuti giocati, 35 punti (13/18 da 2 punti e 9/12 ai tiri liberi), 19 rimbalzi (13 difensivi e 6 offensivi), 10 falli subiti e 52 di valutazione.

Questa è la nostra intervista.

Mirko, sei balzato agli onori della cronaca cestistica nazionale domenica 31 gennaio 2021, grazie alla tua eccezionale tripla doppia, conseguita al termine di una partita vinta dopo 4 overtime. Il tuo pensiero riguardo a quella vittoria?
«È senz’altro una vittoria storica che ricorderemo tutti. Le sensazioni sono state indescrivibili, la nostra forza è stata quella di mantenere sempre lucidità mentale e non mollare niente, senza rischiare di uscire per 5 falli. Inoltre, è stato incredibile come la voglia di vincerla, arrivati così lontano, era più grande della fatica che aumentava sempre di più. Tutti bravissimi, dal primo all’ultimo, compagni di squadra e staff, a crederci fino alla fine e avere la faccia giusta. Alla sirena finale, c’è stato prima di tutto un respiro di sollievo per l’estenuante match, poi – pian piano – ci siamo resi conto dell’incredibile impresa e quindi lasciati andare a salti di gioia. Complimenti anche a Bologna, avversaria tosta che merita un plauso al nostro pari».

Durante l’incontro, avevi idea di star giocando così bene, oppure la concentrazione sulla partita non ti ha fatto pensare al tuo tabellino personale?
«Mi stavo accorgendo di stare impattando in fase offensiva e così i miei compagni, che hanno riposto fiducia in me facendomi giocare più palloni, ma l’unico pensiero che avevo era quello di portare a casa la partita, coronando tutti gli sforzi della squadra».

Nel 2016 ti si è rotto il legamento crociato di un ginocchio, proprio quando la Nazionale Italiana giovanile ti aveva messo gli occhi addosso e coach Pino Sacripanti ti aveva convocato in alcuni raduni. Quali sono stati i valori che ti hanno permesso di superare una mazzata che immaginiamo terribile a livello psicologico?
«L’amore immenso per questo sport è stato il valore primario che mi ha permesso, a 5 mesi dall’intervento, di rimettere piede sul parquet e disputare di nuovo una partita ufficiale. Non è stato facile il rientro così affrettato e anche per me è stata una sfida personale, nella quale dovevo dimostrato a me in primis che mollare non è mai una buona opzione».

Hai giocato anche in Serie A2, con il Roseto e con il Trapani. Qual è il tuo obiettivo per il futuro e dove senti di poter arrivare?
«Vincere il più possibile con la squadra per la quale gioco e dare il massimo, sempre. Non nascondo che, fin da piccolo, sono sempre stato ambizioso e il mio sogno sarebbe quello di poter giocare in categorie più alte. Vediamo, passo dopo passo, se saprò di nuovo meritarlo».

Con un serio infortunio di mezzo, sei comunque riuscito a restare concentrato sia sul gioco sia sullo studio, conseguendo prima una laurea triennale in scienze motorie e in questi giorni una laurea magistrale in economia e management delle imprese sportive. Come sei riuscito a conciliare gli impegni in campo e sui libri?
«Penso che chiunque pratichi sport a livello agonistico debba pensare anche al proprio futuro, visto che la carriera da giocatore non dura tutta la vita. Detto questo è facile e difficile allo stesso tempo, perché devi scegliere gli argomenti che ti interessano e studiare, sopportando magari il fatto di rinunciare a qualche aperitivo con gli amici. Se pensi a gente che lavora duro ogni giorno e magari fa straordinari notturni, ti sale ancora di più la motivazione a impegnarti e cercare di concludere il tuo percorso il prima possibile. Riassumendo: poniti un obiettivo, fai qualche rinuncia e imponiti un tempo limitato, andando avanti con determinazione. Alla fine, ti sentirai una persona liberissima e orgogliosa di te stesso».

Sei ancora giovane, ma hai pensato a cosa vorrai fare dopo la tua carriera di giocatore?
«Sicuramente qualcosa di attinente a quello che ho studiato. Ho idee in mente, anche se nel futuro non si ha mai niente di sicuro».

Un tuo pensiero sulla GIBA e sulla sua importanza per i giocatori?
«È un’associazione che fa grandi cose per noi giocatori e ci tutela a 360 gradi, dentro e fuori dal campo, oltre che supportarci anche nel post carriera».

Giba.it

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