Qui Mens Sana: si torna in campo, tra curiosità e nuovi stimoli

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Luce stroboscopica: assente. Occhio di bue ad illuminare solo alcuni, ricercati punti del parquet del palazzo di Viale Sclavo: assente. Macchina del fumo: assente.
Si apre senza effetti speciali la stagione della nuova Mens Sana; il raduno è una semplice passeggiata dentro al campo, in mezzo ai giocatori ed al nuovo staff, per parlarsi, fare conoscenza, iniziare a sentire proprio un luogo che, visti i campioni che lo hanno ‘abitato’ negli ultimi dieci anni, un po’ di soggezione la potrebbe anche mettere. Ed invece c’è un’atmosfera familiare che fa bene: volti sorridenti, clima disteso, ma anche sguardi carichi di emozione. I tifosi presenti, che da principio, ordinatamente, si erano accomodati sulle tribune, vengono invitati a scendere, a mischiarsi con la squadra, che nel frattempo inizia a rispondere alle domande dei giornalisti, tutti incuriositi dai nuovi volti che vestiranno in biancoverde. La scena, vista da lontano, fa un bell’effetto. A dire il vero uno che, qui a Siena, conoscono tutti c’è: Roberto “Ghiaccione” Chiacig, ovviamente. Se qualcuno, in modo colpevole, non ricordasse i suoi mille e più successi in maglia mensanina, in un contesto del genere lo riconoscerebbe, almeno, dalla stazza. Sembra professore in gita scolastica coi suoi alunni. Le prime domande, non a caso, sono tutte per lui. “Sto bene e sono contento di fare parte di questo progetto, che parte con il piede giusto, secondo me. Sentiamo la responsabilità che tornare a Siena, in una situazione del genere, può comportare, ma c’è  l’entusiasmo e la voglia vera di fare bene da subito. In molti, qui dentro, hanno rifiutato offerte da categorie superiori perché sanno bene di trovare a Siena valori aggiunti che in altre realtà non sono presenti. Il calore e l’affetto del pubblico, che starà a noi far innamorare, ma che ben sappiamo quanto possa essere determinante, è uno di questi aspetti”.
Anche Mecacci, nelle interviste che seguono, lo riconosce: “Con Roberto in campo abbiamo una struttura e una fisicità uniche, tali da condizionare, ovviamente in positivo, l’intero assetto della squadra. Ancora mancano alcuni tasselli”, aggiunge, “ma sono convinto che la squadra, che già oggi inizierà gli allenamenti, stia già prendendo una forma ben precisa, quella forma che volevamo darle fin da principio”. Non vuole parlare molto, Mecacci; sta col suo vice, Simone Cini, anche lui senese d.o.c, e con Lorenzo Marruganti, sorridente e comprensibilmente felice di vedere la squadra per la prima volta insieme al Palaestra. Il coach, dal canto suo, ha voglia lasciare il palcoscenico ai ragazzi, e soprattutto di cominciare a stare in palestra, lavorare sul campo. Come dargli torto. Il desiderio di chiudere la bocca, per quanto possibile, ed iniziarci a sudare davvero su quei listelli di legno chiaro, la avvertono a pelle i tifosi, figuriamoci chi poi ci vive dentro mattina e sera.
Tutti fermi, c’è la prima foto ufficiale. Altri sorrisi, sguardi fieri.
Subito dopo è il presidente Ricci ad essere braccato da telecamere e taccuini: in molti pensano, e sperano, che sia la mattinata buona per scoprire il nome del nuovo sponsor, che doveva essere reso noto nei giorni successivi al Palio dell’Assunta. Nuova fumata nera. Non che lo sponsor non ci sia, ovviamente, rassicura Ricci. Il motivo del ritardo è che, essendo in corso in questi giorni le trattive per un secondo sponsor (si parla di un marchio senese), che affiancherà quello principale, la società convocherà a breve una conferenza stampa in cui li renderà noti entrambi, precisando i termini degli accordi con l’uno e con l’altro.
Si avvicina Davide Parente, che non a caso è stato il primo giocatore ad essere presentato ufficialmente. E’ carico, perché oltre ad essere fortemente motivato da questa nuova avventura, è impaziente di ricominciare dopo l’infortunio che lo ha tenuto fermo nel finale della passata stagione. “La leadership? Quella è una cosa naturale, non deve mai essere forzata o superare certi limiti. I ruoli all’interno di una squadra non si impongono, vengono fuori in modo automatico, rispecchiano il carattere di ciascuno. L’importante è che tutti contribuiscano a creare un gruppo unito, che spinge incessantemente per un obiettivo comune.” E tutti sanno, senza dirlo, quale sia quell’obiettivo. Si volta, indica i suoi compagni, alcuni dei quali conosce molto bene: Ranuzzi, Pignatti, Panzini, Vico, Bonelli, Bruno Mengue. Nomi che alla tifoseria senese, per adesso, dicono poco o niente, diciamoci la verità. Volti di ragazzi però (professionisti, non ce lo scordiamo), che rappresenteranno la speranza di formare quel gruppo solido che è la base per ogni vittoria, in serie A come in serie Z. Continua Parente: “Guardando il roster della Mens Sana, parecchi addetti ai lavori hanno dichiarato che Siena, per la DNB, stava facendo una squadra di figurine, di giocatori che magari potevano giocare in Silver o Gold e che hanno accettato la proposta solo per fare una comparsata in una nobile decaduta del basket italiano. Io dico che si sbagliano: ho visto una grande motivazione e gente con gli occhi giusti per ripartire alla grande.”
E già oggi tutti aspettano il grande assente di questa lunga estate, il protagonista indiscusso: il pallone. Si torna a giocare, finalmente.