Serie B: Arbitri e Giudici Sportivi, quando manca la connessione

Costa di più un pugno sferrato ad un avversario o una raffica di insulti? Perchè un Giudice sportivo piemontese valuta in maniera diversa di uno campano?
Perchè al giorno d’oggi un Giudice sportivo non può ribaltare un referto avvalendosi delle immagini messe obbligatoriamente a disposizione dalle squadre?

di Fabio Gentile

Le regole sono chiare, scritte nero su bianco e valgono per tutti: a scriverle sono chi le vive passando tra etica e deontologia, ma per i baskettari le regole sono dettate da organi federali quali FIBA, in primis, ed a seguire tutte le sottocategorie di federazioni fino ad arrivare al minibasket, anzi, all’oratorio!

E’ difficile, per miriadi di motivi, paragonare un giocatore, un allenatore o un arbitro ad un pari ruolo di un altro continente, ma le regole servono a questo, a cercare di uniformare la vita quotidiana e nel nostro caso il basket.

A gestire “le regole” servono degli organi “competenti” che in ogni parte del globo partecipano a corsi, convegni, riunioni, solo per tenersi aggiornati, eppure è noto a tutti che l’infrazione di “passi” in USA non è uguale a quella del nostro continente… ma limitiamoci a tornare sul nostro territorio, nel nostro microcosmo di basket “minors” italiano.

Attenzione perché quando si parla di minors si entra già in un mondo a parte, c’è già un brusìo di sottofondo che “disturba”, “sporca” la nostra concentrazione, che ci fa entrare con la mente in palestroni rimbombanti piuttosto che in palazzetti, luci fioche anziché fari alogeni ed una buona dose di preconcetti dettati dai caratteri regionali.

A distanza di un turno di campionato, abbiamo assistito ad alcune interpretazioni regolamentari agli antipodi e paradossali nel campionato di Serie B:

5^ giornata di ritorno Girone A: Moncalieri – Empoli, scontro al vertice, al termine della gara l’ala torinese Leone Gioria non le manda a dire all’avversario Andrea Marusic, ne nasce un breve testa a testa, un trash talking che costerà al giocatore di Moncalieri 2 giornate di squalifica con annesso rigetto all’appello della PMS.

6^ giornata di ritorno Girone C: Cefalù – Napoli, scontro al vertice, 5 giocatori espulsi a fine incontro, il giocatore di casa Paparella da una testata ad un avversario (molto veniale dalle poche immagini che circolano in rete) che stramazza al suolo; ma l’episodio forse più grave è il pugno sferrato dal torinese Sodero al play avversario che fa scattare in campo le panchine per dividere i due. Risultato: 1 giornata di squalifica a Paparella (quello della testata) e 4 giocatori ammoniti, per Sodero nulla.

Le immagini sono apparentemente chiare, è ovvio che non si possa sentire l’audio di cosa abbia detto Gioria a Marusic, ma da quello che si vede si evince che lo scontro sia durato pochi attimi, mentre la dichiarazione finale dell’arbitro è stata: soc. PALL. MONCALIERI S MAURO ssdrl:LEONE GIORIA (Atleta) squalifica tesserato per 2 gare per comportamento offensivo e intimidatorio nei confronti dell’avversario Marusic Andrea, a fine gara, nonchè violento a livello di tentativo, che veniva in 2/3 occasioni prontamente fermato grazie all’intervento dei compagni di squadra e che non sfociava in situazione di rissa anche grazie alla condotta non reattiva dello stesso atleta avversario [art. 33,3/1b RG,art. 33,3/1c RG]

Ora ci si domanda per quale motivo le squadre debbano obbligatoriamente mettere e disposizione le immagini degli incontri se poi i Giudici Sportivi, leggendo eventuali gravi note sui referti, non si prendano la briga di controllare quello che è accaduto avendo anche il potere di sovvertire certe decisioni sproporzionate ai fatti. E se le immagini vengono viste, ci si chiede perché nell’era tecnologica in cui viviamo il Giudice Sportivo non contatti l’arbitro per chiedere lumi o eventuali chiarimenti prima di appioppare o meno una squalifica ad un giocatore. Ma il punto interrogativo più grande è sul come sia possibile che due Giudici valutino un pugno o una testata con meno valenza di una raffica di parolacce e viceversa.

Il “faccia a faccia” Gioria – Marusic

La testata di Paparella

Il pugno di Sodero

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  1. soder_772 - 4 anni fa

    Peccato che il comportamento antisportivo del giocatore di Cuore Napoli Murolo che sferra vigliaccamente una gomitata in piena faccia a Sodero venga taciuta nonostante sia evidente dal filmato. Tutto ciò solo per dare più valore ad un articolo mistificatorio. Se la corte giudicante avesse realmente visionato i filmati avrebbe dovuto in primis sanzionare la grave simulazione del giocatore Maggio e anche il comportamento inqualificabile di Murolo. Ma tantè per dare valore alle proprie tesi si tace ciò che non torna utile….

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    1. Fabio Gentile - 4 anni fa

      Egregio, l’intento non è quello di accusare il giocatore Sodero per il pugno, nonostante sia già di per sé un atto deprecabile, anche se commesso da un ragazzo solitamente leale e corretto ed anche se dovuto alla reazione per la gomitata ricevuta. Mi sono permesso di mettere a paragone quanto avvenuto a distanza di una settimana su due campi di gioco nella stessa categoria in due differenti regioni. Il titolo non è stato: “Sodero compie tentato omicidio”, ma, come il resto del mio pezzo, il focus riguarda principalmente i due pesi e due misure attuate in tre episodi “gravi”! Se partiamo dal presupposto che la gravità della scaramuccia verbale di Gioria a Torino meriti due giornate, mi dica lei quante ne meritavano Sodero e Paparella. Il fatto che il play di Napoli non sia menzionato, ma ben visibile nel video dove si può ascoltare anche l’audio dei commentatori, è semplicemente dovuto al fatto che gli arbitri non lo hanno sanzionato, ma hanno dato un antisportivo a Sodero.
      Io non ce l’ho con Sodero, con la squadra di Cefalù, contro Napoli o a favore di PMS, ho solamente messo a paragone i due episodi e la cosa che ritengo sbagliata è la non omogeneità di chi alla fine giudica e decide se squalificare o meno dei giocatori.
      Spero di aver chiarito i suoi dubbi e la saluto augurandole buon basket, a lei a Guglielmo Sodero ed alla squadra di Cefalù.

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