Serie B – Intervista a Simone Salamina: “Annata difficile, ma abbiamo dimostrato compattezza e voglia di lottare”

Serie B – Intervista a Simone Salamina: “Annata difficile, ma abbiamo dimostrato compattezza e voglia di lottare”

Il playmaker del Teramo Basket 1960 si racconta a BasketInside: “Sono incorsi una serie di eventi negativi che ci hanno condizionati. Come stile di gioco mi ispiro a Jason Williams”.

di Marco Di Egidio

Il Teramo Basket 1960 ha appena concluso la sua prima stagione di Serie B centrando la salvezza, obiettivo prefissato ad inizio stagione, con tre giornate di anticipo. A questo risultato si è arrivati anche attraverso le mani del playmaker che da due stagioni ormai detta il ritmo e guida le azioni dei biancorossi: Simone Salamina, che nella regular season appena conclusa è sceso in campo in tutte le partite, mettendo insieme una media di 12 punti, 1.9 rimbalzi e 4.1 assist in 30.3 minuti di utilizzo.

La stagione appena conclusa ha mostrato che Teramo è una squadra da Serie B, ma forse poteva essere anche da playoff di Serie B. Qual’è il tuo giudizio complessivo sull’annata appena trascorsa?

Posso dirti fin da subito che questa stagione è stata una delle più difficili che abbia mai affrontato, partendo dal fatto che il ripescaggio è arrivato molto tardi rispetto alle tempistiche con cui di solito si costruisce un mercato estivo. Di solito il grosso di una squadra di serie B è pronto per la metà di Giugno e noi ci siamo ritrovati tutti insieme solo a fine Agosto. La squadra era incentrata su Tex (Gennaro Tessitore), con il quale abbiamo dovuto trovare tutti quanti i giusti equilibri in campo, e questo ha richiesto ulteriore tempo. Personalmente credo che nella gara di ritorno contro la LUISS questa intesa fosse finalmente raggiunta e che ciò che era scaturito da questa intesa fosse una squadra da playoff, ma subito dopo questa partita c’è stata la separazione tra Teramo e Gennaro, che ha proseguito la stagione a Vigevano. Questo evento ha scombussolato tutto, sia a livello emotivo sia a livello tattico. Devo fare i complimenti alla squadra in generale, che in quel frangente invece di disgregarsi si è compattata ulteriormente ed è arrivata ad una partita dal disputare i playoff, dopo un mese di Marzo nel quale il calendario si è rivelato francamente impossibile: abbiamo giocato a dei ritmi insostenibili, quasi una partita ogni tre giorni! Inoltre, giusto perché non ne erano capitate abbastanza, anche i catastrofici eventi naturali che hanno colpito la città questo inverno hanno influito negativamente sulla stagione, fintanto che siamo stati costretti a spostarci a Roseto per allenarci. Tornando alla squadra vorrei, infine, spendere due parole per Pedro Rubbera, arrivato in corso d’opera per colmare un grandissimo vuoto a livello tecnico e tattico: personalmente penso che Pedro sia stato oggetto di eccessive critiche da parte della piazza in generale Ci ha aiutato molto sia come compagno di squadra, ma anche sul campo come a Roma contro la Vis Nova e in casa contro Maddaloni. Si è guadagnato ogni minuto nel quale è rimasto in campo.

Chiusa la regular season, ora le 32 squadre rimaste si giocheranno i 3 posti disponibili per la promozione in A2 attraverso playoff e final four: chi pensi saranno le tre regine della post season?

Da qualche anno a questa parte le squadre che si sono qualificate per la Coppa Italia sono state poi quelle che si sono giocate la promozione in A2. Se devo fare quattro nomi per le final four dico Omegna, Napoli, Montegranaro e Orzinuovi. Le ultime tre citate sono, secondo me, le tre principali candidate alla promozione, occhio però anche a Bergamo che ha avuto una stagione non facile e che potrebbe esplodere nei playoff.

Sei tornato a Teramo due anni fa dopo che in biancorosso avevi mosso i primi passi da professionista. Altra società, altra squadra, altri obiettivi. Ti ricordi di qualcuno in particolare a cui devi il giocatore che sei diventato?

Assolutamente si, e il nome di questo giocatore è Stefano Rajola. A quei tempi io ero un ragazzino che si affacciava alla pallacanestro professionistica e l’esempio che Stefano mi ha dato in quegli anni a Teramo è stato molto prezioso: il suo modo di buttarsi dentro con un’energia incredibile, ma allo stesso tempo di avere sempre un occhio su qualunque giocatore in campo, la sua voglia di migliorarsi ogni giorno ad ogni allenamento mi ispirano ancora oggi, dove a Pescara continua a non voler smettere di essere un signor giocatore.

Nonostante tu sia un classe ’88 sono circa 10 anni che ti vediamo girare i campi italiani di Serie B. Quali sono i 4 compagni di squadra ideali con cui hai giocato? Avversari particolarmente ostici?

Allora: nella posizione di guardia metto Vincenzo Di Viccaro col quale ho giocato a San Severo e che oggi dà spettacolo a Montegranaro; come ala piccola metto Andrea Lagioia con cui ormai sono due anni che condivido lo spogliatoio: lui è uno dei miei migliori amici e in assoluto quello con cui abbia mai l’intesa maggiore, basta un solo sguardo per intenderci; nello spot di ala grande inserisco Paolo Chiarello, anche con lui ho trascorso una stagione a San Severo; infine come centro direi Christian Cappanni, uno che a Trapani si ricordano ancora tutti bene. Per quanto riguarda l’avversario più ostico che abbia incontrato non ho dubbi sul menzionare Francesco Guarino: non pensate al Guarino di quest’ultimo anno, che risente un po’ del peso dell’età, lui in serie B era capace di vincere serie di playoff/playout da solo! Marcarlo è sempre stata un’impresa.

Hai detto che sul campo il giocatore che ti ha fatto da esempio è stato Rajola. Aldilà delle tue esperienze personali c’è un giocatore a cui ti ispiri?

Non posso non citare quello che per me rimane a tutt’oggi il mio idolo, cioè Jason Williams: lui era un giocatore speciale, uno dei pochi che in campo riusciva a concepire il coivolgimento dei compagni non solo in chiave utilitaristica, ma anche di spettacolarità. Vederlo giocare mi ha spinto ad avvicinarmi a questo magnifico sport: per farti capire quanto lo ammiri, anche io, come lui, ho un tatuaggio sulla spalla destra raffigurante una pantera! Non è un caso, inoltre, che i Sacramento Kings versione 2001/02 siano una delle mie squadre preferite, insieme ai San Antonio Spurs versione 2013/14.

Un ringraziamento Simone per il tempo concesso, con l’augurio di un buon prosieguo di carriera, a Teramo o altrove.

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