Serie B. La Mens Sana doma Varese e mantiene il primo posto.

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A vederla da fuori la pallacanestro è uno sport semplice. A prima vista, infatti, bisogna solo far abbracciare da una sfera di cuoio un anello di ferro arancione posto ad un’altezza di 3,05 m e munito di retina intrecciata. Poi uno prova a guardare meglio e, poco a poco, si svela la bellezza di ogni movimento, di ogni fase, di ogni singola situazione. Allora provi a giocarci, perché oltre ad essere bello sembra ancora semplice. Ed è lì che ti scontri con la dura realtà: la cosa è molto più complessa del previsto. Eppure ci sono alcuni essere umani che la fanno sembrare particolarmente agevole, quasi naturale. Non solo. Ce ne sono altri, di esseri umani, che trasformano lo sport più bello del mondo in una vera e propria arte, adatta più ad un museo che ad una prosaica arena. Fra questi ultimi, ce n’è uno che compiva gli anni ieri e che, complice una schiena violentata da ripetuti urti sulle assi di legno di vari campi di gioco, ha da poco detto addio al professionismo. Auguri, anche se in ritardo, Steve.

Dicevamo che, alla fine, il basket è più difficile, e soprattutto imprevedibile, di quanto uno pensi. Lo dimostra il combattutissimo girone A della Serie B, che sembrava, ad un certo punto, più facile da leggere di quanto stiano dicendo i fatti. E invece nei piani alti della classifica si affacciano diverse squadre, tra cui la combattiva Varese che scende in Toscana per sfidare una Mens Sana reduce dalla bruciante eliminazione in Coppa Italia di categoria. Una partita, appunto, complicata da giocare, soprattutto per i biancoverdi, che devono in fretta resettare e dimenticare la delusione. Ma i ragazzi di Mecacci partono bene, più fluidi e spigliati di quanto fosse pensabile. I lombardi all’inizio difendono a uomo, quasi una visione da oasi nel deserto da queste parti, subendo le penetrazioni di Vico e anche le ricezioni dentro l’area di Ranuzzi prima e Chiacig poi. Difensivamente però Siena un po’ di fatica la fa, sebbene gli ospiti non sempre capitalizzino. A metà quarto siamo 18 a 12 per i padroni di casa, con Bolzonella, altro livello per la categoria, già a quota 6. Poi, la Coelsanus passa a zona: nihil sub sole novum. Pignatti (con soluzioni anche dall’arco) e Ghiccio, però, sembrano immuni anche alla 2-3 di coach Cattalani, alternata con una zone press più fastidiosa per i biancoverdi. Morale della favola, 24 a 16 al 10’. Nota di fine quarto: Paci e Vico già a quota 2 falli, potrà essere un problema.

Ranuzzi prova a ripetere ciò che aveva fatto nel suo inizio aggressivo, cioè mordere la partita e farsi trovare pronto su tagli e scarichi. Funziona. E’ lui il primo ad andare in doppia cifra per Siena, seguito a breve da Chiacig che capitalizza un canestro seguito da un and one. Varese prova ad attaccare con pazienza la uomo mensanina, ma non ha moltissimo dalla sua panchina (fatta eccezione per un buon Santambrogio). In più, quando può correre, la Gecom sembra inarrestabile, e anche Pignatti doppia la boa dei 10 punti. A 4’ dal termine siamo 38 a 24. In particolare gli ospiti non riescono, apparentemente con nessuna contromisura, a limitare l’attività del “Pigna”, che dispensa saggezza, oltre a portare tanto fieno in cascina. Le percentuali dei gialloblu si abbassano ulteriormente, e il primo tempo termina sul 45 a 28.

In apertura di terzo quarto torna la pressione di Varese, che porta buon frutto: la squadra di Cattalani apre le danze con un 4 a 0 che testimonia un ritrovato smalto offensivo. La Mens Sana, invece, fatica a segnare. Il primo canestro arriva con una traballante transizione di Vico dopo 3’ di gioco, senza però che Varese, nel frattempo, sia riuscita a ricucire lo svantaggio. L’amnesia, per fortuna dei biancoverdi, dura poco, e il duo Pigna-Ranuz comincia a predicare di nuovo nella metà campo d’attacco. Siena raggiunge il +20 e scappa ancora, nonostante l’impegno dei giocatori varesini, che però troppo spesso girano a vuoto. Gli unici sembrano essere capitan Rovera, che va in doppia cifra, e il solito Bolzonella. Il terzo quarto finisce 61 a 46.

Varese inizia bene l’ultima frazione e obbliga la truppa di Mecacci a rimanere all’erta. Bene, perché a basket si gioca in modo armonico solo così, impegnandosi al massimo. Vico segna da tre e contribuisce a mantenere le distanze. Il punteggio rimane basso, e ora la Mens Sana prova a far calare anche il ritmo. Anche perché, viste le ripetute uscite degli ultimi giorni, le energie cominciano visibilmente a scemare. Pessima idea. Varese non ha mollato e a 4’ è sì sotto di 11 lunghezze, ma ancora in piedi per provare l’impresa. Chiacig segna dalla linea di fondo e sembra scacciare i fantasmi. Siena torna a correre e chiude con relativa scioltezza. Il finale recita 77 a 60. Due punti preziosi, da custodire.

IL basket a volte sembra facile.

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SALA STAMPA

MECACCI: “Una partita che volevamo e dovevamo vincere. Abbiamo comandato dall’inizio alla fine e abbiamo, di fatto, giocato come volevamo. Oggi era la sesta in tre settimane, un ritmo che è paragonabile solo a quello dei playoff. Se analizziamo questo ultimo periodo, definirlo altalenante è dire poco. Siamo stati davvero sulle montagne russe, vincendo partite difficili e importanti per poi commettere dei sonori passi falsi. L’ultimo, quello di mercoledì contro Cento, rappresenta per me e i miei ragazzi un boccone ancora molto amaro da ingoiare. La settimana di pausa spesso ha rappresentato un ostacolo, perché rompeva il nostro ritmo di lavoro. Ora dico che il turno di riposo che ci aspetta è salutare, perché c’è bisogno di riflettere, su ciò che c’è di buono ma anche sulle nostre criticità. Ci aspetta ancora tanto lavoro e vogliamo affrontarlo carichi al punto giusto. E’ il momento di essere forti. In una parola, di essere squadra.”

SIENA: Parente 3, Panzini, Vico 13, Bonelli, Bruno, Ranuzzi 20, Paci 2, Pignatti 21, Ondo Mengue 3, Chiacig 15.

VARESE: Moalli, Bolzonella 15, Piccoli 7, Santambrogio 10, Rovera F., Innocenti 4, Castelletta 12, Maruca, Rovera M. 12, Lenotti.