Serie B: la vigilia di Lecco-Fortitudo dalle sponde del lago

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Scrivi Fortitudo Bologna e leggi Scudetti, Coppa Italia, Supercoppa Italiana ma, soprattutto, uno dei due volti della basketcity emiliana, con quei derby contro la Virtus che hanno appassionato un’intera nazione cestistica. Poi i problemi economici, il fallimento e la nuova società, ripartendo dal basso ma con la stessa voglia di vincere e di tifare, come dimostrano i tifosi della Fossa che, anche domenica (ore 18), affolleranno il parquet del Bione. E poco importa se i Basile, i Fucka, i Myers e gli Esposito oggi si chiamano Samoggia, Lamma, Iannilli e Carraretto perché, dal punto di vista lecchese, sarà un vero e proprio appuntamento con la storia. “Se non trovi le motivazioni contro la Fortitudo, è meglio che fai un altro mestiere” –spiega coach Meneguzzo che, reduce da due sconfitte consecutive, vuole ritrovare la squadra capace di far tremare il Paladozza nel match di andata.

Coach, ripensando al primo tempo contro Pordenone, il vero errore è stato l’approccio mentale? Per la prima volta in stagione, sembrava che gli avversari avessero più voglia rispetto a voi.

La problematica è stata decisamente di tipo mentale e, durante la settimana, ne ho già parlato con i miei giocatori. È stata la prima volta che non abbiamo messo in campo l’atteggiamento di una squadra affamata e ne è uscito il peggior primo tempo della mia gestione.

Oltretutto, al cospetto di Pordenone che ha giocato alla morte.

Loro hanno giustamente giocato come se fosse la partita della vita, per difendere il posto nelle prime otto, colpendoci duramente nel primo tempo. Hanno trovato una grande serata di Palombitta e Ferrari e, nel primo tempo, hanno tirato con il 71% da fuori, anche perché abbiamo concesso molti tiri con i piedi per terra. I loro lunghi ci hanno fatto fare una pessima figura, inutile nascondersi; l’unica magra attenuante è che Visentin sarà convocato nella Nazionale Under 20.

Si è persa di un’occasione in ottica playoff.

Ci siamo complicati la vita, è vero. Per entrare nei playoff dobbiamo puntare sulle nostre forze e sperare nei passi falsi di qualcuno. Finora siamo stati bravi a cogliere gli attimi propizi, come a Orzinuovi, Montichiari e Udine, ma dobbiamo renderci conto che siamo in un girone che, perlomeno al nord, non è mai stato così competitivo. Non è difficile trovare otto squadre che si meritino i playoff.

Credi davvero che l’arrivo di Andreaus, giocatore molto talentuoso ma non abituato a trascinare una squadra, possa bastare per collocarvi di diritto nei playoff?

È bello e anche legittimo avere dei sogni. Il mio compito, però, è anche quello di essere realista e di considerare che i playoff non sono impossibili, ma sono senz’altro molto difficili. La nostra squadra era stata costruita per salvarsi e ci siamo riusciti con ampio anticipo. L’innesto di Andreaus si è inserito in un meccanismo funzionante e ci aiuterà a non lasciare nulla di intentato.

Nulla di intentato nemmeno contro la Fortitudo? Sarà la sfida più prestigiosa nella storia del Basket Lecco.

È una sfida in cui le motivazioni vengono da sé. Loro continuano ad inserire giocatori di esperienza e talento, come Carraretto che, fino a ieri, giocava in Eurolega, o Mancin. Sarei soddisfatto se disputassimo una partita come quella dell’andata, magari con una gestione arbitrale migliore. Vogliamo dimostrare che il Basket Lecco è una squadra in crescita e se la può giocare con tutti.

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