Serie B. Qui Mens Sana. Siena batte Mortara e ritrova il passo giusto

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Nel canto XXIV dell’Iliade, uno dei più struggenti di tutto il poema omerico e forse dell’intera produzione letteraria di sempre, il re di Troia Priamo attraversa il campo degli achei per andare a parlare direttamente con chi ha ucciso suo figlio. Gli vuole chiedere il corpo, per celebrare degnamente il trapasso nell’Ade di quello che sarebbe stato il suo erede sul trono. Ma per fare tutto ciò è costretto a compiere un gesto di umiltà: inginocchiarsi di fronte al nemico, stringere, quasi con tenerezza, le sua mani; supplicarlo. Questa dimostrazione di spirito commuove anche il più impenetrabile degli eroi greci, che acconsente alla richiesta. Umiltà, che non significa rassegnazione, tutt’altro. E’ invece ciò che serve di più nei momenti difficili, in cui siamo messi alla prova dalle avversità. Sia chiaro, stiamo parlando di sport, e in particolare di una partita di basket, per cui è bene non confondere l’epica con la realtà. Tuttavia il concetto non cambia. Essere umili significa, probabilmente oggi come ieri, essere all’altezza della situazione. E la sensazione è che stasera la squadra di Mecacci abbia questo approccio già dall’ingresso in campo. Teste basse, sguardi concentrati.

I biancoverdi partono con Parente, Vico, Ranuzzi (dato per febbricitante), Pignatti e Paci.  Mortara con Grugnetti, Poggi, Bialkowski e i fratelli Mossi. Squadre contratte, specchio di un punteggio che non decolla. Mortara però fa capire, con i due Mossi, di saper giocare in velocità e senza pesi. La soluzione scelta per la difesa da coach Zanellati nelle prime fasi è una zone press molto aggressiva, che produce possessi complicati per la Men Sana. Paci però, con la sua fisicità, dà una bella mano e Siena mette la testa avanti. Subito dopo, Pignatti segna da fuori, Parente (che alla fine dei primi 10 minuti avrà già un più che eloquente 15 di valutazione) ruba palla e va in contropiede contro le sole assi del parquet e Mortara deve chiedere time out sul 21 a 15. Anche Ondo Mengue, presto in campo rispetto al solito, riesce a dare un ottimo contributo nel primo quarto che si chiude sul 26 a 20.

L’inizio dei secondi 10’ non è come speravano Mecacci e i tifosi senesi; Mortara parte forte e l’allenatore biancoverde è costretto a chiedere una pausa. Che in effetti funziona eccome. Le maglie della difesa iniziano a stringersi e Mortara sbatte ripetutamente contro il muro; il che, secondo una regola non scritta ma chiaramente operante nel mondo del basket, produce palle recuperate e punti facili in contropiede. Ma i gialloblu non ci stanno e provano a rimanere a contatto, anche grazie a qualche tiro aperto non messo a frutto da Siena. Il primo tempo va in cantina con una gran bomba di Ranuzzi dall’angolo che fa dire 51 a 38 per la Gecom, bella dote da non disperdere.

La ripresa comincia in modo brillante per i ragazzi di coach Mecacci, che dimostrano un’abnegazione difensiva che eleva al massimo il potenziale offensivo: Pignatti, il primo dei suoi ad andare in doppia cifra seguito a breve da Ranuzzi, beneficia dei recuperi e chiude in contropiede, così come un più che concreto Parente. Mortara prova a rispondere con il tiro dalla lunga, risultato di buone circolazioni offensive, ma la Mens Sana scappa sfiorando il +20 in diversi momenti, raggiungendolo quando mancano poco più di 2’ alla fine e la partita viene interrotta da un time out di un comprensibilmente indispettito coach Zanellati. La terza frazione si chiude sul 79 a 57, con già cinque giocatori biancoverdi in doppia cifra di valutazione.

Mortara ha buoni numeri dal suo quintetto, ma ben poco dalla panchina. E quando le energie cominciano a scemare, la maggiore stazza fisica e le maggiori risorse di Siena impongono, semplicemente, la legge del più forte. Certo i lombardi vogliono vendere cara la pelle, e i 26 punti a 7’ dal termine di Marco Mossi sono lì a dimostrarlo. Tuttavia, consolidato il vantaggio, la Mens Sana gioca in scioltezza per tutto il quarto, superando addirittura quota 100 punti segnati con il canestro di Lorenzo Bruno. Finisce 101 a 68.

Un buon modo per ripartire dopo due sconfitte. Mettendo a frutto le proprie doti ma anche giocando con umiltà. Non sarà Epica, ma è di certo il modo migliore per ripartire in campionato.

SALA STAMPA

Mecacci: “Non abbiamo fatto niente. E dico questo con il massimo rispetto di Mortara, squadra che ha fatto la loro partita in modo coraggioso nonostante le importanti assenze dei lunghi Sanlorenzo e Dipaola. La partita è stata giocata così come l’avevamo preparata: aggressivi in attacco, con una difesa che si è concentrata su alcune bocche da fuoco importanti della squadra ospite. In attacco abbiamo costruito buoni tiri, usando il tiro da tre ma senza abusarne. Detto questo, però, ripeto: siamo in cammino e non abbiamo ancora fatto niente. Rimaniamo vigili, attenti e concentrati. Forse, riflettendo, voglio concentrarmi più sugli aspetti negativi che su quelli positivi, per migliorare costantemente, ad esempio in difesa. La squadra comunque ha avuto la risposta emotiva che io mi aspettavo e che già avevo visto in allenamento. Abbiamo da poco cambiato assetto, con Parente che entra regolarmente in quintetto (senza che questo rappresenti assolutamente una retrocessione per Panzini, che rappresenta per noi una grande risorsa). Dobbiamo lavorare su questo assetto e sugli equilibri un po’ variati che ne derivano. Ripeto: rimanendo ben presenti con la testa  e concentrandoci sui prossimi impegni.”

Paci: “La partita ci aiuta senza dubbio a toglierci il fastidio lasciato dalle due sconfitte consecutive. Ci sono sia aspetti positivi che negativi, ma secondo me la squadra ha risposto bene. Dobbiamo essere tranquilli ma allo stesso tempo aggressivi.”

MENS SANA: Parente 11, Panzini 6, Vico 20, Bonelli, Bruno 2, Ranuzzi 11, Paci 7, Pignatti 24, Ondo Mengue 8, Chiacig 12.

MORTARA: Fant, Reali, Avanzini 6, Poggi, Grugnetti 14, Mossi M 28, Mossi P. 12, Bossi, Werlich, Bialkowski 8.

Spettatori: 2244

Fotogallery a cura di Gianluca Romani