Serie B – Scauri, il consuntivo di un’annata straordinaria

La Società laziale chiude il campionato centrando l’obbiettivo che si era prefissata e con Andrea Longobardi capocannoniere della Serie B

di Cesare Crova

All’inizio della stagione sportiva nessuno credeva che il Basket Scauri si sarebbe salvato, tranne la Società e lo staff tecnico guidato da Enrico Fabbri. L’obbiettivo dichiarato, nell’anno in cui si celebrano i 70 anni della fondazione del basket a Scauri, era la salvezza senza passare per i play-out, cosa ritenuta da alcuni addetti ai lavori una vera chimera, considerata la concorrenza, agguerrita e qualificata, con formazioni più attrezzate tecnicamente e dai budget più importanti. Ma non erano stati fatti i conti con una guida tecnica che ha saputo forgiare un gruppo, nel quale gli unici giocatori con la maggiore esperienza di Serie B erano Dante Richotti e Andrea Longobardi. Diversi i volti nuovi, con la coppia Gioele Moretti e Guillermo Laguzzi arrivata da Venafro, Mattia Cimàn giunto dalla CGold di Montebelluna e al suo esordio in Serie B, i giovani promettenti come Antonio Gallo, Marko Milisavljevic e Abdel Kader Aatata, i cavalli di ritorno, come Luca Granata, ai quali si aggiungeva la nidiata di giovani under del vivaio che a rotazione sono stati convocati ed esordito nel terzo campionato italiano. Un gruppo che si è compattato subito, come hanno dimostrato i risultati importanti delle prime giornate con le vittorie contro quelle che poi si sono rivelate essere le dirette concorrenti per la salvezza diretta, gruppo nel quale sono finite anche squadre che a inizio stagione avevano ben altre prospettive, la IUL Roma e, soprattutto, Valmontone.

La formazione scaurese ha sempre tenuto testa alle avversarie, anche le più blasonate come Caserta, Palestrina, Salerno, Matera e Reggio Calabria, uscendo sconfitta, ma sempre giocando partite di altissimo livello e alla pari, sfiorando in alcuni casi clamorose vittorie. A metà stagione sono sorte le difficoltà economiche, emerse in tutta la loro drammaticità per uno sponsor che aveva dato ampie certezze alla platea scaurese, per poi tirarsi indietro improvvisamente. Cosa che ha creato grossi problemi alla Società e più di una volta è stato ipotizzato il peggio, come successo ad altre squadre, in Serie B come in Serie A. Ma il blasone e la grande passione di un piccolo centro di circa 10.000 abitanti è stato più forte e si è riusciti a buttare il cuore oltre l’ostacolo e arrivare al termine della stagione, ottenendo con due giornate di anticipo il risultato tanto ambito della permanenza in Serie B per il quinto anno consecutivo e il diciannovesimo complessivo e celebrare nel modo migliore il settantesimo genetliaco.

Tanti gli artefici di questa che alla fine può essere considerata un’autentica impresa. Primo fra tutti lo staff tecnico, guidato da Enrico Fabbri, un allenatore verace e sanguigno, che dice sempre quello che pensa e che quest’anno ha ottenuto forse il risultato più eclatante della sua lunga carriera. Sicuramente la sua migliore stagione sportiva a Scauri, un palcoscenico dove la pallacanestro è lo sport nazionale, in cui sono tutti allenatori e fare questo mestiere ha le sue oggettive difficoltà. Era reduce dai trionfi di Domodossola, riportata in Serie B da un campionato, quello piemontese della CGold, che lui non conosceva e dove ha dimostrato il suo valore. Ha accettato la nuova sfida a Scauri, consapevole di queste difficoltà, nelle quali ha saputo far emergere tutte le sue qualità traendo da ogni giocatore il meglio di se, dando l’anima per la squadra e per una cittadina dove ha messo su famiglia e la cui maglia ha cucita indosso: “Ho avuto un gruppo straordinario, il migliore che io possa ricordare da dieci anni a questa parte a Scauri. Ha saputo essere una squadra vera, che ha gettato tutte le difficoltà che ogni giorno nascevano dietro le spalle, giocando da veri professionisti. I ragazzi hanno saputo affrontare con il giusto piglio squadre tecnicamente più forti, senza mai avere paura e giocandosela alla pari. Sono tanti gli episodi da ricordare, ma ne cito tre: sfiorare la vittoria contro Caserta, in casa; espugnare a Roma il campo dell’HSC nel loro momento migliore; vincere la nostra partita più importante a Costa d’Orlando senza Andrea Longobardi, che ci ha garantito la salvezza. A conti fatti è come se avessimo vinto il campionato per quelle che erano le dinamiche del campo e per la minor forza economica che avevamo rispetto a quasi tutte le altre Società. Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto, anche se c’è il rammarico che, probabilmente, con le nostre sole forze avremmo potuto anche andare ai play-off. E tutto questo non sarebbe stato possibile senza lo staff tecnico con il quale ho lavorato quest’anno. Persone di altissimo profilo, sia professionale che umano”.

Non vanno perciò dimenticati i collaboratori che con Enrico Fabbri hanno lavorato al progetto: Vincenzo Pontecorvo, un punto fermo di questa Società, che solo per una scelta di vita non ha mai lasciato Scauri, pur essendo considerato nell’ambiente il miglior secondo che ci sia, un tattico di grandissimo talento che avrebbe sicuramente trovato spazio in contesti, anche di serie maggiori; Edoardo Vercelli, arrivato con Fabbri da Domodossola, a Scauri con l’onere di Responsabile del settore giovanile, dove ha svolto un lavoro importantissimo, con risultati che non si ottenevano da anni. Con loro il preparatore Hansel Perilli, che è dovuto succedere nella pesante eredità lasciata da Renato Lombardi, un’icona dello sport italiano, il cui lavoro oscuro e mai sotto i riflettori ha permesso di contribuire a ottenere questi risultati.

E poi chi materialmente ha permesso tutto questo, regalando per il settantesimo anniversario la permanenza in Serie B, la squadra, con il Capitano di lungo corso, argentino di nascita, ma oramai scaurese di adozione, quel Dante Richotti che tanti pensavano ormai sul viale del tramonto e che invece ha giocato uno dei suoi più bei campionati, con grande intensità, sapendo gestire la squadra come pochi altri; i nuovi, come Gioele Moretti, il secondo miglior realizzatore della squadra e il quarto giocatore più impiegato di tutta la Serie B (999 minuti per lui), o Guillermo Laguzzi, un senior che si è fatto trovare pronto nei momenti più importanti; i giovani che arrivati a Scauri sono cresciuti dando una mano concreta alla salvezza: Antonio Gallo, un talento che forse ha patito un po troppo i riflettori puntati su di lui, ma che ha fatto vedere cose straordinarie in cabina di regia; Marko Milisavljevic, arrivato da Trieste che ha avuto forse il miglior rendimento tra gli under, cresciuto tantissimo, che ha saputo cogliere il meglio che gli veniva insegnato, fino alla ciliegina sulla torta della strepitosa partita giocata contro Matera e un totem del basket italiano come Andrea Iannilli, il cui carisma non lo ha messo in soggezione; Mattia Melchiorri, arrivato a gennaio per aumentare le rotazioni dopo l’infortunio di Abdel Aatata, anche lui di grande talento che ha saputo essere utilissimo alla causa scaurese. Grazie a loro Scauri ha ottenuto il secondo posto nella speciale classifica del premio che la FIP destina alle squadre che avessero fatto giocare di più i giovani e che per il secondo anno consecutivo premia la Società. Non va dimenticato Luca Granata, tornato a casa dopo alcuni anni che lo hanno visto calcare i campi della Serie D e della Promozione, ma che si è fatto trovare subito pronto, come se giocasse da anni in Serie B, dove si è ritagliato spazio in squadra, arrivando a partire più volte in quintetto base, nel periodo dell’infortunio di Mattia Cimàn, altro giocatore esordiente in Serie B, che forse nel corso dell’anno ha sentito la diversità di approccio alla partita rispetto alla CGold, ma tornato utilissimo nel finale di stagione. Infine, la stella, o per meglio dire chi lo è diventato grazie al lavoro dello staff tecnico e dell’aiuto della squadra: Andrea Longobardi, un’autentica spina nel fiano delle difese, un giocatore che rendeva semplici le giocate più impegnative, l’arma letale per tante squadre, che ha chiuso la stagione ai vertici delle classifiche di rendimento, prima fra tutte quella di migliore realizzatore con 635 punti, unico ad andare oltre la soglia dei 600 punti e primo scaurese, dopo Antonio Riscolo nel 1987/88, a vincerla.

Una grande soddisfazione per il Presidente Roberto Di Cola, con il quale il Basket Scauri ha ottenuto i risultati più prestigiosi nei suoi settant’anni di storia sportiva.

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