Serie B – Scauri. Si riparte dalla Fortitudo

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A Scauri la pallacanestro non si è mai fermata. Nonostante la cessione del titolo di Serie B sia cosa fatta da almeno un paio di settimane, la cordata che ha tentato fino all’ultimo di poterlo rilevare ha proseguito nella propria idea di rilancio. Grazie alla disponibilità dei fratelli Emilio e Andrea Polidoro, che alcuni anni fa fondarono la Fortitudo Pallacanestro Scauri, che al suo primo anno di attività anno salì trionfalmente dalla Promozione in Serie D con una squadra di soli giocatori scauresi, per poi sfiorare il passaggio l’anno successivo in CSilver svanito solo nella fase conclusiva dei play-off, con una trattativa lampo il nuovo gruppo dirigenziale, costituito da ex giocatori e appassionati scauresi, ha rilevato la Società e si è riaffiliata, iniziando così il nuovo progetto, che sarà presentato alla cittadinanza e agli sportivi domenica prossima, 21 giugno.

Del gruppo fa parte, tra gli altri, Giuseppe Sciarretta, scaurese trapiantato a Bologna dove lavora a stretto contatto con i vertici della Lega Nazionale Pallacanestro, cresciuto nel vivaio scaurese prima di intraprendere la carriera di arbitro che lo vide, appena ventenne, essere il più giovane arbitro italiano a essere promosso in Serie C. Basketinside ha parlato con lui di questo nuovo progetto.

Dott. Sciarretta, da dove nasce l’idea?
Siamo un gruppo di persone che attraversa almeno tre generazioni di cestisti, tutte cresciute, a vari livelli, su un campo da basket, dalla storica “Arena Mallozzi” al Palazzetto dello Sport “Claudio Borrelli”. La sfida che lanciamo è di far rivivere ai più giovani quello che abbiamo vissuto noi, quando la domenica andavamo a vedere le partite dei nostri beniamini, sperando un giorno di poter ripercorrere le loro gesta. Se tra trenta/quaranta anni i ragazzi che oggi si avvicinano alla pallacanestro saranno disposti, come noi, a non far sparire nel nostro territorio la palla a spicchi, avremo vinto.

Qual è il progetto?
In realtà parlerei di progetti. L’Associazione sportiva che stiamo costituendo si divide in due Società: una fa riferimento al settore giovanile e al minibasket, l’altra alla prima squadra. Le due realtà avranno dei dirigenti che si occuperanno esclusivamente del loro singolo progetto e avranno una propria autonomia finanziaria. Allestire una squadra senior per partecipare a un campionato, che sia regionale o nazionale è più semplice rispetto al fondare un settore giovanile; è una questione di budget a disposizione e adeguato alla categoria alla quale si vorrà partecipare. Il settore giovanile e il minibasket invece sono fatti di tante piccole cose, come ad esempio quanto si riesca a coinvolgere i giovani atleti e le loro famiglie nelle attività, anche extra sportive.

Chi sono ne sono i destinatari?
Siamo un’Associazione, per cui tutti coloro che vorranno farne parte. Nei prossimi giorni definiremo la quota associativa per chi vorrà fare il suo ingresso nell’Associazione sportiva. Abbiamo riflettuto a lungo su quale fosse la migliore forma giuridica per ripartire, ma nessuna è più trasparente dell’Associazione. La nostra missione è quella di far partecipare attivamente tutti gli associati e i futuri sostenitori della squadra. Organizzeremo riunioni pubbliche durante l’anno solare e relazioneremo ai soci sostenitori e a tutti coloro che vorranno partecipare, come sono stati impiegati i fondi a disposizione e, magari, far decidere loro come impiegarne altri, cercando di organizzare eventi sociali che coinvolgano tutti, anche i non appassionati della pallacanestro.

Oltre al minibasket ci sarà anche il settore giovanile?
Partiremo sicuramente con il minibasket, con i ragazzi fino ai 13 anni, mentre stiamo verificando tutti i necessari adempimenti per quanto riguarda il settore giovanile e come strutturalo. Il minibasket sarà sicuramente il centro del nostro progetto e per questo abbiamo già individuato gli istruttori delle singole categorie e un Responsabile di tutte le squadre, che li coordinerà.

La prima squadra da dove ripartirà?
Avremo sicuramente una squadra senior alla ripartenza dei campionati. Da dove è ancora una ipotesi su cui si sta ragionando. Da qualche anno risiedo a Bologna e ho la fortuna di vivere il mondo della pallacanestro di un certo livello, anche per ragioni di lavoro. Ogni volta che qualcuno mi chiede di dove io sia originario, nel rispondere che sono di Scauri mi dicono subito: un “campaccio” (in senso buono, naturalmente). Questo è emozionante, perché tutta Italia conosce la nostra cittadina grazie alla pallacanestro e quindi sappiamo benissimo che merita una squadra di livello e che militi in un campionato nazionale. Faremo di tutto, ma anche in questo caso non dipende solo da noi fondatori, ma da tutti i soci sostenitori e gli sponsor che sposeranno il nostro progetto.

Il 21 giugno cosa presenterete?
Innanzitutto il gruppo dei soci fondatori. In questi giorni rimbalzano nomi e ruoli, molti senza fondamento. Spiegheremo chi siamo, ma soprattutto cosa vogliamo fare e con chi: tutti i nostri concittadini. E non parlo esclusivamente di aiuto economico. Noi siamo tutti professionisti, alcuni dei quali, me compreso, vivono lontani da Scauri. Chi vorrà far parte del progetto potrà farlo anche aiutandoci fattivamente; le cose da fare sono tante, ma, come si dice, Roma non è stata costruita in un giorno.

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