Serie B. Siena torna alla vittoria contro Valsesia nell’abbraccio del PalaEstra

di Andrea Sguerri

GECOM MENS SANA SIENA – GS VALSESIA BASKET 75-62

Caricò la pipa, abbracciò sua moglie e partì per la luna, diceva Zavattini nell’inizio folgorante di uno dei suoi racconti surreali. Ecco, il surreale, l’assurdo. Come lo stare per più di un mese senza pallacanestro al palazzetto dello sport a Siena. Con la partita di stasera finisce un digiuno che dura da 35 giorni, mica noccioline. Sarà anche per questo motivo che traspare in maniera nitida dagli occhi dei giocatori biancoverdi il desiderio di riabbracciare i propri tifosi, ancor di più in un periodo come questo, fatto di obblighi incomprensibili come il divieto di trasferta per i supporters senesi. La vicinanza della gente si sente e fa bene.

Presentazione mano nella mano con i bambini del minibasket, inno italiano d’ordinanza, canto della verbena generatore dei soliti brividi e via, finalmente.

Starting five menssanino con i soliti cinque: Panzini, Vico, Pignatti,  Ranuzzi, Chiacig.

Valsesia, in difesa, parte a zona, cercando, riuscendoci, di mettere un po’ di polvere negli ingranaggi di coach Mecacci; in attacco, con l’esperto Santarossa, ex Livorno e Biella, passato anche da queste parti come sparring partner, la squadra piemontese fa vedere cose eccellenti e a metà quarto conduce 10 a 5.

La Mens sana non ci sta e comincia a serrare i propri ranghi difensivi; proprio dalle palle perse nascono i contropiede orchestrati da Ranuzzi, il piazzato di Ghiaccio e la bomba di Lollo Panzini per il vantaggio. Serve il contributo di tutti, nessuno escluso. C’è voglia di cancellare la prima sconfitta della settimana scorsa. Alex Ranuzzi capisce bene l’antifona e con 8 preziosissimi punti distribuiti su tutta la frazione permette alla sua squadra di chiudere il quarto sul 22 a 13.

Nel secondo periodo i biancoverdi provano a lasciare il fioretto in mano solo a Seba Vico, mentre tutti gli altri si impegnano a far uso di sciabola. La fisicità di Ondo Mengue (bello il duello con il pari ruolo Shaquille Hidalgo, il cui nome varrebbe da solo il prezzo del biglietto) e soprattutto quella di Paci, autore anche lui di 8 punti in un soffio, costringono l’allenatore nero arancio Pansa a chiamare timeout sul 34 a 22. Rientro dal minuto che porta subito il canestro di Laudoni per le Eagles, che però non hanno fatto i conti con un ottimo Parente, autore di una tripla prima, e una penetrazione in agilità poi. Dopo un batti e ribatti, secondo timeout per i Piemontesi sul 41-25.  Ciò che succede negli ultimi 6 secondi del quarto non è proprio quello che si dice un bello spettacolo: rimessa in attacco della Mens sana per l’ultimo tiro, palla persa, contropiede uno contro zero del play di Valsesia, tra il disappunto del pubblico, che si chiude con un’impronosticabile stoppata del ferro del pala Estra. Meglio andare negli spogliatoi e riordinare le idee.

Pignatti ricomincia la terza frazione così come aveva iniziato, cioè dominando sotto canestro, ma Valsesia non si arrende e continua a colpire con Santarossa. Ranuzzi mantiene alta l’intensità e dà grande sostanza, raggiungendo quota 13 punti personali e dando nuovo vantaggio ai biancoverdi. I piemontesi provano ancora con la zona, ma le letture degli uomini di Mecacci sono indubbiamente migliori rispetto al primo tempo. C’è più fluidità, la palla circola dentro e fuori, ed i risultati si vedono. Il capitano Picazio prova a rimettere in partita se stesso e i suoi, ma nonostante qualche tiro affrettato, i biancoverdi riescono quasi sempre a trovare la soluzione giusta, volando fino al +21. Inoltre, secondo il principio non scritto ma validissimo per cui più si entra in ritmo da un lato del campo (leggasi difesa), più si rende dall’altra parte (leggasi attacco), Ondo Mengue insegna e contribuisce al buon finale di quarto dei suoi.

L’ultima mossa per coach Pansa è una zone press a tutto campo, che però, all’inizio, viene battuta senza troppi patemi. Valsesia torna ben presto a uomo, e a metà dell’ultimo quarto riesce a riaprire il match, tornando a meno 12. E’ Seba Vico, fin lì non incisivo in fase offensiva, a dare la scossa ai biancoverdi con due sfondamenti consecutivi in difesa. Il finale è più teso di quanto ci si aspettasse, le difese si fanno più arcigne, torna il pressing e stavolta rende parecchio di più. In più, qualche fischio non proprio ortodosso dei due arbitri (vedi il tecnico a Vico non esattamente compreso dal pubblico) rendono il clima rovente come un forno. Valsesia è a meno 9 con palla in mano, ma le speranze degli arancioni si spengono sul ferro su cui sbatte il tiro da tre tentato da Santarossa a un minuto e venti dal termine. Ci si sarebbe attesi una gestione più controllata del finale, ma ormai è chiaro a tutti quante possano essere le insidie di un campionato come questo. La motivazione per migliorare si trova più facilmente con due punti in più nel carniere. E quelli sono. Ci vediamo al prossimo abbraccio.

LE PAGELLE (di Francesco Conti)

Parente 7. Iniziamo subito a dire che il numero 3 Biancoverde è totalmente recuperato: 12 punti finali, 3 assist ai suoi, solido sulle gambe. Bravo

Panzini 6,5. L’uomo delle triple, stasera ne mette due che contribuiscono ad alimentare il tabellino, in più una penetrazione da Oscar. 8 punti per lui

Vico 7. Traghetta i suoi come può, e come solo lui sa fare, in ogni angolo del parquet, subisce alla fine 8 falli, come i suoi punti. Chiara dimostrazione di solidità difensiva

Bonelli N.G.

Bruno 6. Gioca un buono scampolo di partita, mette a refarto 2 punti. Pochi? Beh, apparentemente sì ma per lui sono oro. Crescerà, crescerà

Ranuzzi 8. L’infortunio subìto a Cecina sembra che non ci sia mai stato, guida la transizione del suo tandem per tutta la gara, combatte come un leone. Appunto, il Re Leone, come viene chiamato dai Senesi. Top scorer della gara, 15 punti

Paci 7,5. Paolone ci butta tutto il sudore. Gioca tanto e bene, forti le sue mani nella selva arancione, forte la sua tempra. 8 punti anche lui

Pignatti 7,5. 10 punti, inoltre abbiamo finiti gli aggettivi per lui: una intelligenza cestistica fuori dal normale, diverte gli spettatori. Ma conta il suo di divertimento, è bello vederlo sorridere a fine gara

Ondo Mengue 6,5. Ci crede sempre, in attacco completa buone azioni, coronate da 6 punti, entra in area senza paura, si prende conclusioni facili e non

Sala stampa

Mecacci “soddisfatto per 35 minuti, ho chiesto principalmente l’emotività dei miei. Ci siamo innervositi per un paio di canestri consecutivi non entrati, così Valsesia ci ha creduto fino alla fine. La partita l’abbiamo chiusa con Panzini, che ha condotto la manovra fino alla sirena finale dove non ha mollato mai. Soddisfazione inoltre anche dai < meno usati > Paci, Ondo Mengue e Bruno”

Paci “Partita impegnativa, non ci si aspettava la zona ripetuta tante volte da Valsesia. Chiedo scusa se ho sbagliato qualcosa. Bisogna imparare a giocare di squadra, vedi i 4 palloni recuperati contro i 12 persi. Fiducia ai 16 assist che hanno permesso la svolta”

Fotogallery a cura di Gianluca Romani

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