Serie B – Vigevano, Coach Piazza introduce la sfida con la Sangiorgese

Serie B – Vigevano, Coach Piazza introduce la sfida con la Sangiorgese

Terza partita che conclude questo intenso ciclo settimanale. La Elachem 1955 Vigevano è chiamata, tra le mure di casa, a riscattarsi dopo la prova a due facce che è coincisa con la sconfitta esterna in volata a Castelletto. L’avversario di turno sarà la Sangiorgese Basket, sorprendente capolista imbattuta.

di Andrew Villani

 

– Riavvolgiamo il nastro e torniamo al turno infrasettimanale. Un passaggio a vuoto come il secondo tempo di Oleggio, da una squadra con sette senior, non me lo sarei mai atteso. Vigevano si è completamente disattivata.

“Ci sono due riflessioni da fare.  La prima è che siamo alle porte della quinta di campionato, tuttavia è sostanzialmente cominciato da sole tre settimane. Agli inizi ci sono squadre che giocano sulle ali dell’entusiasmo, altre che non hanno ancora individuato il giusto assetto e ne è prova che l’attuale capolista sia la Sangiorgese, società che si trova davanti ad altre che, alla fine dell’anno, le saranno davanti. La seconda è che è una categoria in cui la gioventù, con la freschezza atletica e la spensieratezza che porta con sé, magari perché siamo all’inizio o magari no, sta contando di più dell’esperienza e dell’applicazione tecnico-tattica. E’ tutto da valutare in un periodo di tempo più significativo.”

– Entriamo invece nel dettaglio della sconfitta.

“E’ stata una partita difficilmente spiegabile. Per 17’ abbiamo giocato una pallacanestro pressoché perfetta, annichilendo i rivali con la nostra difesa e giocando benissimo in attacco con superbe percentuali, che sono correlate alla qualità dei tiri costruiti. Cosa sia successo da lì in avanti è un enorme quesito sul quale ci stiamo ancora interrogando senza ancora trovare risposte convincenti. Il tiro non entrava più e tutti si sono sentiti in diritto di provarci, di fare l’iniziativa che non c’entrava niente, sono saltati gli schemi e abbiamo smesso di giocare squadra.

Se l’assenza di gerarchie definitive può non averci aiutato anche la mancanza di dimensione interna, per poca lucidità o per integrazione ancora in atto dei nuovi elementi nel pitturato, si è dimostrata un limite.

“Tutte e due. Non abbiamo ancora una dimensione di gioco interna in situazioni di spalle a canestro. Secondo me la cosa di cui più necessitiamo, rispetto alle altre squadre affrontate, è che non creiamo canestri facili. Raffaelli prende e si butta dentro senza dar palla a nessuno, stessa cosa Valentini e Hidalgo, domani vedremo diversi loro giocatori, a esempio Rota e Roveda, replicare il medesimo aspetto. Noi non abbiamo questi canestri. I nostri dobbiamo maturarli con pazienza, tecnica e talvolta in difficoltà. Nascono da soluzioni lunghe, prolungate e meditate. Ci manca questo. Un contropiede in terzo tempo da solo, una penetrazione di un nostro esterno, uno scarico da sotto per i nostri lunghi. Per questo motivo arrivi a fare 70 punti. Ci mancano quei 10/15 derivanti da canestri facili. Anche il nostro roll funziona, tuttavia viene eseguito raramente.”

– La Sangiorgese è dove nessuno avrebbe pronosticato ed è uno specchio del grande equilibrio del girone. La Elachem, con alcuni episodi sfavorevoli, poteva essere a zero punti come, con andamenti esterni diversi, anche essere imbattuta. I prossimi avversari, pur conservando soltanto due elementi della passata stagione e optando per 7 under e 3 senior, hanno vinto due partite all’ultimo canestro.

“Giocano a cuor leggero con grande fiducia. Hanno ruoli ben definiti: possono variare nella scelta della guardia di partenza tra Cozzoli e Bocconcelli, però gli altri restano fissi. Roveda cambia rota e ci può anche giocare insieme, Di Ianni fa rifiatare le ali e infine Colombo e Toso come pivot. Stanno tirando con percentuali irreali da fuori con un complessivo 37% di squadra e, se escludiamo Di Ianni che inspiegabilmente è a 1/11, diventa un 42%. Per me è tutta una questione di aspettative e di come ti approcci alla stagione. C’è chi parte dicendo che si dovrà salvare all’ultimo secondo dell’ultima partita ed è scevro da pressioni, a livello di ambiente e di giocatori, e altri che si mettono auto pressione addosso per cui qualsiasi cosa di buono è scontata, mentre di storto è un disastro. E lo dico in senso generico.
E’ un’altra compagine che gioca a ritmi elevati prendendo il primo tiro disponibile. Hanno diverse soluzioni in attacco, ma spesso passano da un p&r centrale. La loro struttura deve far pensare. Hanno due pivot che si alternano in campo, due ali grandi che sono ex ali piccole che giocano esterne e quindi si ritrovano sempre con 4 elementi sul perimetro e un altro che ha poco post basso, ma che gioca solo roll. Questa è una lettura importante. Noi, viceversa, abbiamo due ali grandi canoniche, Benzoni con più tiro da fuori e movimenti spalle a canestro e Birindelli con più fisicità, e due centri classici.“

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