Giorgia Sottana: “Cara Maglia azzurra…”

La playmaker del Famila Schio non è stata convocata dal CT Lardo e ha scritto una lunga lettera (di addio?) alla sua amata maglia azzurra.

di La Redazione

Giorgia Sottana è una delle escluse eccellenti dalle convocate del CT Lino Lardo per la “bolla” di Riga.

In Lettonia la nazionale italiana giocherà contro Romania e la capolista Repubblica Ceca nelle qualificazioni a FIBA EuroBasket Women 2022.

La playmaker del Famila Schio, Giorgia Sottana, ha voluto scrivere una lunga lettera (di addio?) alla maglia azzurra, che la trevigiana ha vestito per ben 140 volte, senza contare le presenze nelle giovanili, oltre a segnare quasi 1400 punti, ottava di sempre.

Ecco la lettera di Giorgia Sottana nel suo blog 4fouram.com

Giorgia Sottana

Ho il cuore blu

“And

Who’ll watch over you

When I’m gone?”

 

Cara Maglia Azzurra,

Ti scrivo perchè non so se t’incontreró ancora, ma so che quello che ci ha legato è un qualcosa che resterà per sempre, e so che tu sola sai quanto sei -stata- per me. Ti scrivo sopratutto perchè tu sei l’unica a cui voglio rivolgermi, l’unica che sa, l’unica che capirà fino in fondo.

 

L’unica che mi ha vissuto sempre, anche quando le luci si spegnevano e nessuno ci guardava.

 

Mi mancherai, ma questo lo sai sicuramente, perchè quando ti vestivo e ti appoggiavi sopra la mia pelle, tu si che lo sentivi quello che mi batteva dentro. So che tu sapevi che quello era un battito che solo tu potevi regalarmi, e che l’amore che ci siamo date era un amore di quelli puri-unici-infiniti.

 

Non so come ci hanno portate a questo punto, e come senza neanche accorgemene ti hanno allontanata e non posso più toccarti: se vuoi delle spiegazioni non chiedermele, se vuoi delle ragioni non pretenderle da me -io non le so.

 

Certo, ci saremmo meritate forse un pelo di più rispetto e un briciolo di considerazione in più…dopotutto tu mi hai vista crescere e diventare donna, e anche io ti ho vista cambiare negli anni. Ma, e ricordatelo sempre, abbiamo vissuto cosi tante cose assieme, che posso giurarti che quelle non ce le potrà mai portare via nessuno.

 

Se ti diranno che non ti ho amata, ridigli in faccia.

 

Se ti diranno che ti ho tradita, rispondi col silenzio.

 

Le notti insonni a pensarti, a sognare di regalarti metalli preziosi, di renderti fiera di me dando tutto cio che avevo.

 

Vorrei dirti altre mille cose, ma l’unica cosa che ci tengo davvero tu sappia è che io ti sono profondamente grata per tutto ció che mi hai permesso di vivere: grazie per le persone che mi hai fatto incontrare, grazie per avermi sempre messo accanto uno staff medico che si è preso cura del mio corpo, grazie per quegli allenatori che mi hanno insegnato molto, grazie per quella parte dirigenziale che non mi ha fatto mancar mai nulla.

 

Grazie – soprattutto – per le compagne di viaggio che hanno lottato con me, per te. Perchè loro hanno reso tutto il nostro cammino assieme un qualcosa con un valore assoluto. Ed è stato un onore essere al loro fianco.

 

 

Ti chiedo scusa se a volte mi sono spinta al limite, ma io ci credevo -e credo- davvero che tu meritassi di più: molto di più. Credimi, ci ho provato con tutto quello che potevo e avevo.

 

Lo sai.

 

C’è questa canzone che mi gira in testa:

 

“May this lift you up/possa questa canzone sollevarti

 

When you feel you’ll fall again/ quando senti che cadrai di nuovo

 

You cannot win, oh/ che non puoi vincere

 

Hope these words are enough/ spero che queste parole siano abbastanza

 

For you to be strong, my friend/ per te, perché tu sia forte, amica mia

 

Sometimes you fall before you rise/ a volte si cade prima di salire

 

Sometimes you lose it all to find/ a volte si perde tutto per poi trovarsi

 

You’ve gotta keep fighting/ devi continuare a lottare

 

And get back up again/ e rialzarti

 

My champion” degli AlterBridge.

 

Cara Maglia Azzurra, sai quante volte te l’ho cantata. Io non ci saró più, ma tu continua a lottare. Io, ovunque saró, ti guarderò e farò il tifo per te. Certo, come una storia d’amore non potrai pretendere che io gioisca a sapere che non sei più tra le mie braccia, a sapere che qualcuno ti ha tolto da me…ma se questo serve per il tuo bene e per il tuo meglio – lo accetterò.

 

Se così non fosse, io lo so che qualcuno – prima o poi – ci riporterà assieme…

 

Loro mi hanno anche chiamata Capitano, ma tu mi hai sempre e solo chiamata nel modo più vero, col mio nome: Giorgia.

 

Mi mancherai infinitamente.

 

Sottana

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