Media Day 2012: le parole di Poeta, Gallinari, Mancinelli e Pianigiani

Media Day 2012: le parole di Poeta, Gallinari, Mancinelli e Pianigiani

di redazionebasketinside

Lunedì 16 luglio si è tenuto presso la sede di Edison in Foro Buonaparte a Milano il Media Day 2012, giornata durante la quale è stata presentata la formazione che vestirà la maglia azzurra nelle qualificazioni a Eurobasket 2013. Al tavolo dei relatori il presidente Fip Dino Meneghin, il presidente del Coni Gianni Petrucci e il ct azzurro Simone Piangiani. Ne abbiamo approfittato per sentire la voce di Mancinelli, Poeta, Gallinari e coach Pianigiani.

Stefano, per te un nuovo ruolo importante come quello da capitano. Quali sono le tue emozioni ?

M: “Sicuramente sono onorato, già giocare in nazionale è un motivo d’orgoglio, essere capitano ancora di più. Spero di ricambiare la fiducia, con dei buoni risultati”.

– Peppe, quali sono gli obiettivi di questa nazionale dopo i risultati deludenti della scorsa stagione?

P: ” Abbiamo creato una solida base. La scorsa stagione non è andata come ci aspettavamo, però c’è uno zoccolo duro che è pronto a ripartire e riscattarsi e a qualificarsi all’Europeo che ci sarà nel 2013 in Slovenia”.

E’ stato poi il turno di Danilo Gallinari, sicuramente il volto più atteso tra gli addetti ai lavori e tifosi

– Danilo, un pensiero su stamattina. Ti aspettavi tutta questa gente?

G: “E’stata una risposta incredibile, non me l’aspettavo sinceramente. Vedere tutta questa gente è sicuramente un motivo che sprona me e tutti i miei compagni a far bene”.

– E’ un emozione giocare di nuovo con la maglia azzurra?

G: E’ sempre una grande emozione indossare questi colori. Siamo un gruppo di ragazzi super ed è veramente bello condividere con loro obiettivi importanti”.

– Parliamo di Nba, quali differenze hai trovato tra Denver e New York?

G: “Sono due città diverse, ma con obiettivi più o meno simili, che vengono svolti ed eseguiti in maniera diversa”.

Ha infine chiuso coach Simone Pianigiani, che ha dato il via a diversi spunti interessanti.

-Quanto può pesare l’assenza di Bargnani su questa nazionale riveduta e corretta?

P: “Sicuramente moltissimo. È un giocatore dalle caratteristiche non replicabili. La sua come altre assenze (Gentile ecc…) impongono di lavorare con la squadra in modo diverso. Occorre partire da quello che ha fatto la nazionale in questi anni, come il modo di lavorare, lidentità di lavoro quotidiano, certi principi base dello stare insieme, dello stare in campo tecnicamente. Ci sono poi molti aspetti tecnici da rivedere”.

-Rammarico per non essere tra le discipline che rappresenteranno l’Italia alle Olimpiadi?

P: “Troppo facile dire di sì. Ma non dobbiamo pensare troppo a questo perché le Olimpiadi le giocheranno davvero pochissimi in Europa. Dobbiamo piuttosto preoccuparci che molte squadre in questo momento sono molto più accreditate di noi a giocare gli Europei. Le olimpiadi non le fanno la Serbia, la Turchia, che erano le prime quattro nei campionati del mondo di due anni fa. Ugualmente non si sono qualificate la Grecia, la Macedonia. L’Europeo è un obiettivo alla nostra portata ed è a quello che dobbiamo pensare. Superato questo step potremo pensare alle Olimpiadi 2016”.

-Tra le avversarie ce n’è qualcuna che la spaventa più delle altre?

P: “Sicuramente la Turchia, vicecampione del mondo. Uno dei due posti della qualificazione dobbiamo guadagnarcelo con grande umiltà, grande sacrificio ma anche grande consapevolezza di non disperdere il patrimonio tecnico”.

-Cosa ci dice a proposito del momento che sta attraversando il basket italiano? Due squadre in meno in campionato…

P: “Sicuramente è stato fatto qualche passo indietro. Nelle prossime settimane magari alcune squadre riusciranno a riorganizzarsi. Questo è un momento di stallo, ma d’altra parte la crisi sta investendo anche gli altri Paesi. E quando non ci sono risorse economiche occorre puntare sulle idee per ripartire in un certo modo. Per cui lo sport deve riuscire a trovare risorse e idee per perseguire questo obiettivo”.

– La fip crede fortemente nel settore giovanile…

P: “Oggi dobbiamo essere sempre molto attenti a riconoscere presto i talenti da qualsiasi parte. Attualmente i numeri non sono alti per cui bisogna pescare i talenti lì dove sono e farli crescere”.

Parti con tanti free agent. E’ un po’ strana una nazionale free agent?

P: “Io credo che sia il segno dei tempi. Il mondo dello sport sta cambiando. Non è il caso di ragionare per quelle che erano le nazionali e gli status dei giocatori qualche anno fa. Lo vediamo anche con l’Eurolega che sta diventando un campionato a sé. Il mondo che fa parte di quelle franchigie è diverso e anche gli status economici sono diversi”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy