Torneo di Cagliari, le pagelle degli Azzurri

I nostri voti all’Italia nelle due gare di Sardegna a Canestro.

di Marco Morandi

Una vittoria sofferta contro la Finlandia e un’altra più larga e convincente contro la Turchia: l’Italia esce vincitrice dalla parentesi sarda di questa preparazione all’Eurobasket 2017, ecco le nostre pagelle dei convocati alle due gare.

 

Daniel Hackett – 7-
Ormai inamovibile dal ruolo di play titolare, il pesarese è una delle pietre angolari di questa Nazionale, che non può fare a meno della sua aggressività e della sua energia, soprattutto in difesa. Il tiro è sempre il suo tallone d’Achille (2/8 complessivo nelle due gare), ma nei momenti caldi non si tira mai indietro se c’è da prendersi la conclusione che decide la gara.

Amedeo Della Valle – SV
Pochi minuti in campo e solo nella gara contro la Finlandia, in cui si prende due tiri sbagliandoli entrambi. Vista l’importanza che coach Messina dà all’impianto difensivo, la convocazione di Amedeo sembra piuttosto lontana, anche perché nel ruolo di guardia tiratrice siamo già piuttosto coperti con Belinelli e Aradori.

Marco Belinelli – 7.5
Il Beli sembra molto più a suo agio nelle vesti del finalizzatore che in quelle (indossate in altre stagioni) del playmaker o del creatore di canestri dal palleggio. Quando gli arriva la palla da uno scarico o da una buona rete di passaggi, sa infilarla da fuori o penetrare, sfruttando anche la sua ottima mano sinistra. 14 punti a uscita per lui: se non esce dal seminato cercando di strafare, il suo apporto alla causa potrà essere validissimo.

Pietro Aradori – 6.5
Da queste due uscite non sembra che Messina lo tenga troppo in considerazione, ma non ci sorprenderemmo a trovarlo in doppia cifra anche più di una volta, a settembre. In difesa il bresciano è sempre rivedibile, ma con la palla in mano riesce a pescare punti in quasi ogni situazione, lunetta compresa. Sesto uomo di sostanza.

Ariel Filloy – 7+
Che sorpresa, l’italo-argentino! Alla sua prima convocazione al raduno della Nazionale, s’è già ritagliato il suo bel posto di playmaker di riserva, e non (solo) per mancanza di concorrenza: Filloy dà sicurezza, velocità alla manovra e la dimensione del tiro da fuori che manca ad Hackett. Lui e il treccinato si sono visti anche in campo insieme, con buoni risultati.

Paul Biligha – 5.5
Con l’addio di Cusin al raduno si è liberato spazio per il perugino, anche se pare piuttosto acerbo a questo livello; buoni l’atletismo e la voglia che ci mette, ma ogni pallone che tocca a più di 2 metri dal canestro è un rischio per le coronarie dello staff tecnico. Per avere 27 anni, è anche leggero per tener botta contro i centri avversari e troppo poco coordinato per batterli portandoli lontano da canestro.

Luca Vitali – 5
Miglior assist-man della Serie A, forse avrebbe potuto conquistare la convocazione agli Europei se non ci si fosse messa in mezzo la frattura nasale patita in allenamento qualche giorno fa: con la maschera non sembra molto a suo agio (e non lo biasimiamo) e subito dopo la fine del torneo sardo è stato autorizzato a lasciare il raduno.

Nicolò Melli – 7/8
Nik Melli conferma quello che di buono ha fatto vedere in EuroLega quest’anno, e i miglioramenti sono tanto veloci quanto costanti. Giocatore diventato ancora più importante dopo l’infortunio del Gallo, è una sicurezza su entrambi i lati del campo e sotto qualsiasi aspetto del gioco: il 7+9+9 messo insieme contro la Turchia è fulgido esempio di quanto sappia spaziare su un campo da basket.

Davide Pascolo – 7.5
L’uomo giusto, nel posto giusto, al momento giusto. Dada sa farsi trovare sempre pronto quando c’è bisogno di lui, facendo sembrare semplici delle giocate che non lo sono affatto.
Ala scaltra e intelligente, sa approfittare dei punti deboli degli avversari trovando canestri rubati su tagli dietro al difensore, o rimbalzi in attacco preziosissimi. Crediamo che sia finalmente giunta l’ora di vederlo in un torneo ufficiale con la maglia della Nazionale.

Riccardo Cervi – 6
Il lungo reggiano ha una presenza che intimidisce gli avversari sotto canestro e va bene a rimbalzo, ma in attacco non tiene una palla su due che gli viene passata, e l’esplosività pare quella di un cinquantenne. A Cagliari non ha mostrato il meglio di sé, ma vista la stazza la sua convocazione è obiettivamente imprescindibile.

Andrea Cinciarini – SV
Gioca uno sprazzo di gara contro la Finlandia, senza meritare troppi applausi. È ancora in ballo per uno degli ultimi posti disponibili, ma a Tolosa dovrà esporre ben altra merce se vuole entrare nei 12.

Awudu Abass – 6+
Il coach non gli chiede la luna, solo di difendere duro, correre e magari mettere qualche canestro; lui obbedisce e fa il suo, nel ruolo che l’anno scorso fu di Tonut. Non ha paura di prendersi le sue responsabilità, l’anno a Milano potrebbe averlo fatto maturare il giusto per vestire l’Azzurro anche quando conta.

Filippo Baldi Rossi – 6.5
Anche lui, come Filloy, regala al suo ruolo la dimensione del tiro da 3 che altri non riescono a dare. Probabilmente è il nome meno conosciuto tra i 15 di Cagliari, ma non se ne cruccia e una volta chiamato in causa non lesina conclusioni dall’arco e gomitate nei punti giusti. Se continua così, Messina potrebbe gradire.

Christian Burns – 5+
Il fisico che ha lui sicuramente non ce l’ha nessun altro dei nazionali a Cagliari, ma non sempre sembra saperlo sfruttare al massimo; non ha molti minuti a disposizione in campo e questo lo penalizza, anche perché cerca di strafare peggiorando la situazione. Si dovesse inquadrare il suo ruolo all’interno della squadra potrebbe diventare un’arma tattica non indifferente, ma al momento sembra quello più spaesato di tutti.

Gigi Datome – 7
Gigione è il miglior marcatore dei nostri con oltre 15 punti di media a partita, l’assenza di Gallinari deve essere tamponata da qualcuno e il Capitano sta raccogliendo l’eredità del numero 8.
Presenza irrinunciabile in Azzurro, non sembra nemmeno troppo stravolto dalla lunghissima stagione passata col Fener. La sua lucidità su entrambi i lati del campo è manna nei momenti topici della partita, e quando è lui a infilare una triplona si gode sempre un centesimo di più.

Coach Ettore Messina
La squadra è ancora in divenire, in particolar maniera sotto il profilo difensivo. Contro la Finlandia si sono visti gli stessi errori di qualche anno fa, con una difesa che va in bambola su un semplice pick ‘n roll e che prende canestri facili dalle rimesse dal fondo avversarie. Molto meglio la gara contro la Turchia, tenuta ad appena 53 punti.
In attacco si comincia a intravedere del bel gioco, più corale e meno figlio dell’1vs1 a tutti i costi; qualche volta si è esagerato negli extra-pass, ma in tornei come questo è sempre meglio fare un passaggio in più che uno in meno.

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