FIBA World Cup: la Lettonia va a un passo dal sogno, ma la Germania si salva e vola in semifinale

0
Fonte: FIBA

Quarto di finale spettacolare a Manila, con la Germania che strappa il pass ed entra nelle migliori quattro del mondo, ma onore alla Lettonia che ha giocato una partita incredibile e si ferma a centimetri dall’ennesimo clamoroso upset (81-79). Decisivo il rientrante Franz Wagner (16 punti), che mette una pezza alla serata no di Schroder (9 punti e 4/26 al tiro). Per gli uomini di Banchi 24 di un mostruoso Zagars e 20 di Davis Bertans, che fallisce però la tripla della vittoria.

QUINTETTO GERMANIA: Schroder, Obst, Bonga, Voigtmann, Theis

QUINTETTO LETTONIA: Zagars, R.Kurucs, Dav. Bertans, Smits, Grazulis

Avvio lettone pressoché perfetto difensivamente, con grande attenzione da parte dei ragazzi di coach Banchi soprattutto sul principale talento teutonico, Dennis Schroder, che litigava con il ferro. La Germania, dopo la tripla di Obst, rimaneva ferma al palo per oltre quattro minuti, lasso di tempo nel quale Smits e Bertans firmavano il break di 11-0 che costringeva coach Herbert a fermare la gara (3-13 al 5′). La tripla del “milanese” Voigtmann fermava l’emorragia, con i tedeschi che concedevano meno ai baltici, tanto che Bertans doveva inventarsi una tripla da nove metri. Il rientrante Wagner e il tap-in di Thiemann sistemavano le cose la Germania sulla sirena di un primo quarto complicato (13-16 al 10′).

L’altro Wagner, Moritz, e Thiemann facevano valere la propria fisicità all’inizio della seconda frazione dividendosi equamente i primi 12 punti tedeschi (25-20 al 14′). Kurucs e Zagars imbeccavano perfettamente Grazulis, con il lungo di Trento a realizzare sei importantissimi punti in fila. Schroder continuava nella sua serata no sbagliando tiri anche piuttosto semplici, e nonostante uno scatenato Obst la Lettonia piazzava un break di 7-0 che valeva il sorpasso con il canestro di Zagars (30-31 al 18′). La quarta tripla di Bertans faceva esplodere il pubblico lettone presente a Manila, ma cinque punti in fila di Maodo Lo tenevano avanti la Germania all’intervallo (36-34 al 20′).

La Lettonia rientrava meglio dagli spogliatoi con un parziale di 8-2 firmato Bertans-Zagars. Schroder trovava (finalmente) il primo canestro della serata al tredicesimo tentativo, ma erano entrambe le squadre a trovare punti con maggiore facilità rispetto al primo tempo: i tedeschi sfruttavano la propria stazza fisica e la dinamicità di gente come Franz Wagner e Voigtmann (50-47 al 25′). I lettoni non lasciavano scappare gli avversari, anzi firmavano il sorpasso con Rodions Kurucs. Banchi, però, doveva immediatamente chiamare timeout quando Schroder in contropiede dava un rarissimo +4 alla Germania (60-56 al 28′). Il solito Bertans provava a risolvere i problemi del coach italiano e il terzo quarto si chiudeva con la sfida ancora in estremo equilibio (62-59 al 30′).

In avvio di ultima frazione era la Germania, invece, a partire meglio e a raggiungere per la prima volta la doppia cifra di vantaggio con la tripla di Bonga (70-59 al 32′). Franz Wagner era incontenibile e realizzava il +14 che sembrava far scorrere i titoli di coda, ma le triple in fila di Smits (due) e Zagars valevano il 9-0 che costringeva al minuto di sospensione coach Herbert (74-69 al 35′). Schroder, fin lì quasi dannoso, saliva in cattedra con due penetrazioni decise che trovavano il fondo della retina e significavano +10 (79-69 al 37′). La Germania non la chiudeva, la Lettonia non mollava mai e si arrivava in volata: Zagars realizzava due grandi canestri per il-2 entrando nell’ultimo minuto, Bertans in transizione aveva il tiro per la storia ma lo falliva.

GERMANIA – LETTONIA 81-79 (13-16; 36-34; 62-59; 81-79)

MVP BasketInside: Franz Wagner

GERMANIA: Bonga 3, Lo 6, Giffey n.e., Voigtmann 3, F.Wagner 16, Theis 9, M.Wagner 12, Schroder 9, Hollatz, Thiemann 10, Obst 13, Kramer n.e.. Coach: Herbert.

LETTONIA: R.Kurucs 7, Dav. Bertans 20, Dai.Bertans n.e., Smits 14, Strautins, Cavars, Skele, Grazulis 8, Pasecniks n.e., A.Kurucs 2, Zagars 24, Zoriks 4. Coach: Banchi.