#FIBAWC, gruppo J: la Serbia elimina Porto Rico e rimane imbattuta!

#FIBAWC, gruppo J: la Serbia elimina Porto Rico e rimane imbattuta!

La prima sfida della seconda fase del girone degli Azzurri, senza troppe sorprese, va ai balcanici che ipotecano i quarti di finale. Porto Rico eliminato.

di Filippo Stasi

Si apre a Wuhan il girone J e la seconda fase del Mondiale per Serbia e Porto Rico, prossime avversarie rispettivamente di Spagna e Italia che si affronteranno nella serata cinese (ore 14:30 italiane). Difficile pensare a una sconfitta per gli slavi, ma sarebbe pericoloso sottovalutare il cuore e la grinta degli arrembanti portoricani, i quali pochi giorni fa hanno impensierito una grande squadra come la Spagna.

QUINTETTO SERBIA: Jovic, Bogdanovic, Lucic, Bircevic, Marjanovic

QUINTETTO PORTO RICO: Browne, Huertas, Franklin, Balkman, Diaz

PRIMO TEMPO
Partono subito forte i serbi con 5 punti di Bircevic, 4 del top scorer del campionato del mondo dopo la prima fase Bogdanovic e tre schiacciate facili nel pitturato del gigante Marjanovic. Il tutto, quasi sempre ispirato dalle sapienti mani di Stefan Jovic. Porto Rico nei primi 5 minuti fatica a costruire attacco contro la corazzata di coach Djordjevic, riuscendo a trovare punti solo da Balkman e Diaz (15-4). Dopo il primo timeout portoricano, Huertas, Pineiro e Browne (quest’ultimo autore del canestro-partita contro la Tunisia ed eroe della qualificazione alla seconda fase) provano a dare coraggio ai caraibici in attacco, ma in difesa non c’è modo di limitare Marjanovic, Jokic e Raduljica, troppo grossi per i lunghi portoricani come Collier che, se non altro, ha il merito di segnare dalla media distanza il canestro che regala un gap inferiore alle 10 lunghezze e un po’ di speranza ai suoi, al termine del primo periodo (23-14).

I centroamericani ci credono e lo mettono subito in chiaro: tripla del -6 di Gian Clavell. Dall’altra parte però sale in cattedra Nikola Jokic, pressochè infallibile sia nel convertire punti vicino a canestro sia nelle letture ad assistere i compagni. Da una di queste ne beneficia con la tripla Nemanja Bjelica, uno delle “riserve” extra lusso dei balcanici. 3 punti anche per il cecchino Guduric, assistito da Micic prima e Bjelica poi a lanciare il primo vero tentativo di fuga degli uomini di Sasha Djordjevic (36-17). Porto Rico continua a dare battaglia senza alcun timore reverenziale, trovando due canestri dal campo con Collier e Huertas e aiuto nel bonus raggiunto prematuramente dai serbi, ma inevitabilmente non può competere e sostenere il ritmo degli slavi. Bjelica è caldissimo da oltre l’arco, ma non è certo l’unica bocca da fuoco da disinnescare e l’unico rebus da risolvere per la difesa portoricana… A metà gara la Serbia conduce dunque 49-26, con il solo Boban Marjanovic in doppia cifra ma un tabellino, come spesso capita, molto ben distribuito. Porto Rico fatica e ce lo si poteva aspettare, ma l’1/14 da oltre l’arco complica ancora di più il piano partita di coach Eddie Cassiano.

SECONDO TEMPO
Jokic sostituisce Bircevic nel quintetto serbo di inizio ripresa e segna subito un paio di tiri liberi e due facili layup (a fine terzo periodo sarà già in doppia-doppia, 14+10 in 17 minuti scarsi d’impiego), mentre Porto Rico replica con il solo Huertas e viene graziato per ben tre volte dalla mano insolitamente imprecisa di Bogdanovic da 3 punti. La Serbia ad ogni modo gioca sul velluto e il manifesto perfetto è senza dubbio questo: no-look alley-oop in transizione alzato da Marjanovic (il centro alto 2,21 m) e convertiuto da Stefan Jovic (il playmaker)! Segna anche Simonovic dal perimetro (60-30) ma Renaldo Balkman risponde d’orgoglio. Poi Huertas risponde a Bjelica, sempre da 3 punti. Si vede anche Nikola Milutinov, oggi centellinato, che rifila una stoppata memorabile a Collier, il quale però non si fa certo intimorire e nelle due azioni seguenti schiaccia proprio sotto gli occhi del centro dell’Olympiacos! La Serbia tuttavia continua a muovere magistralmente il pallone nella metacampo offensiva e Nemanja Bjelica, su tutti, continua a far più danni della grandine segnando dalla lunga distanza. A 10 minuti dalla fine, gli slavi hanno già messo in ghiaccio il match (71-39).

L’ultimo quarto presenta più garbage time che altro e viene inaugurato da un canestro da rimbalzo offensivo del solito Bjelica, Mr. Versatilità e migliore in campo con 18 punti. con 6/10 al tiro, 6 rimbalzi, 3 assist, 23 di valutazione in 18 minuti per il giocatore dei Sacramento Kings. Quelle poche volte che sbaglia, la squadra di Djordjevic riesce spesso a rimediare facendo valere il notevole vantaggio di centimetri e chili, in tutti i ruoli, nei confronti degli avversari di turno. Bobi Marjanovic e Marko Guduric rimpolpano i loro tabellini personali, rispettivamente da 16 e 10 punti, mentre dall’altra parte Angel Rodriguez dalla lunetta aiuta i suoi a scollinare quota 40 punti di squadra e a mantenere le desolanti – ma legittime, in virtù dei valori in campo delle due squadre – 40 lunghezze di svantaggio. Mojica e Clavell provano a ridurre il gap, ma dall’altra parte anche un role player come Bircevic, sempre prezioso in difesa e a lavorare sporco, trova gloria con la doppia cifra personale. Finisce 90-47 una partita che si annunciava senza storia e che non ha tradito le attese. Serbia ad un passo dai quarti di finale, Porto Rico già eliminato nonostante l’ultimo impegno da onorare, contro gli Azzurri, tra due giorni.

SERBIA – PORTO RICO  90-47 (23-14, 26-13; 22-13; 19-18)

SERBIA: Simonovic 5, Bogdanovic 5, Bjelica 18, Lucic 4, Raduljica 4, Bircevic 12, Jokic 14, Milutinov, Micic, Guduric 10, Jovic 2, Marjanovic 16. Coach: Sasha Djordjevic

PORTO RICO: Pineiro 6, Clemente, Collier 8, Browne 2, Diaz 2, Rodriguez 3, Clavell 7, Huertas 11, Balkman 4, Franklin, Brady 2, Mojica 2. Coach: Eddie Cassiano

 

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