#FIBAWC, 5°-8° posto: la Serbia di Bogdanovic sconfigge Team USA nello scontro tra grandi deluse

#FIBAWC, 5°-8° posto: la Serbia di Bogdanovic sconfigge Team USA nello scontro tra grandi deluse

Dopo un primo quarto dominato dai serbi e un secondo di marca USA, il secondo tempo è avvincente e combattuto. La spunta la Serbia trascinata da un Bogdan Bogdanovic formato MVP.

di Filippo Stasi

Doveva essere la resa dei conti finale. Dopo il Mondiale di Spagna del 2014, dopo l’Olimpiade di Rio 2016. Per la terza volta consecutiva, tutto il mondo o quasi attendeva l’atto terzo della saga cestistica che vede puntualmente sfidarsi in finale Serbia e Stati Uniti d’America nella partita regina di una manifestazione intercontinentale. La corsa all’oro doveva essere ancora una volta una lotta a due tra Team USA e la selezione allenata da Sasha Djordjevic. Per la prima volta la Serbia è sembrata tanto attrezzata da poter finalmente far crollare l’impero statunitense, invitto dal lontano 2006. Per la prima volta la Serbia è parsa essere addirittura superiore agli Stati Uniti, tanto da essere valutata dalla FIBA come la numero 1 del ranking mondiale, davanti ai rivali dichiarati. Per la prima volta il temerario Djordjevic infatti ha osato sfidare apertamente i diretti avversari, provocandoli con la frase: “Se gli USA dovessero incrociare il nostro cammino, che Dio li aiuti”. Insomma, Serbia – USA doveva essere la finale annunciata, nonché la grande occasione serba dopo le sfide senza storia di Madrid e Rio: nel 2014 Kyrie Irving e soci si laurearono campioni del mondo vincendo 129-92, mentre due anni dopo la finale olimpica terminò 96-66 con un Kevin Durant illegale da 30 punti. Quest’anno la Serbia di Jokic e Bogdanovic, complice l’assenteismo da record delle stelle americane, sembrava avere tutte le carte in regola per vendicarsi e porre fine all’egemonia statunitense.

Ebbene, Serbia e USA oggi finalmente si sfidano. Ma non per l’oro e neanche per una medaglia meno pregiata… I quarti di finale rispettivamente contro Argentina e Francia si sono rivelati più insidiosi del previsto ed entrambe le selezioni sono state sconfitte dalle dirette avversarie. Di conseguenza, Serbia e Stati Uniti oggi possono ambire massimo a un misero quinto posto. Risultato che sta stretto a entrambe, date le ambizioni iniziali e il prestigio dei roster. Ma nonostante le motivazioni siano pressoché ai minimi storici, resta in gioco l’orgoglio. Da un lato quello slavo, di dimostrare che Djordjevic non ha parlato a vanvera, che la Serbia è in grado di sconfiggere Team USA. Gli americani, dal canto loro, non possono permettersi un altro scivolone dopo quello di ieri; come detto in precedenza, l’ultima sconfitta statunitense risaliva al Mondiale 2006. Dopo quella semifinale persa contro la Grecia, 58 vittorie consecutive in partite ufficiali. Poi la Francia di Gobert e Fournier, a far crollare quelle certezze americane che già avevano vacillato pericolosamente nove giorni fa, nella partita del girone contro la Turchia. Gregg Popovich non può permettersi di perdere la seconda partita consecutiva, per giunta contro la Serbia che li ha provocati con sfrontatezza. Si gioca per l’orgoglio. Vedremo chi ne avrà di più.

QUINTETTO SERBIA: Jovic, Bogdanovic, Lucic, Jokic, Milutinov

QUINTETTO USA: Walker, Mitchell, Harris, Barnes, Turner

PRIMO TEMPO
Il primo canestro della partita è di Myles Turner, ma il palcoscenico nei primi minuti se lo prende sostanzialmente Bogdan Bogdanovic: prima l’assist per mandare a schiacciare Milutinov, poi 3 triple consecutive da fuoriclasse assoluto e potenziale candidato MVP del torneo. Coach Popovich è già costretto a chiamare timeout (11-2), ma nonostante i 3 punti di Kemba Walker la mano della guardia dei Sacramento Kings rimane torrida: 4/4 da 3 punti nei primi 4 minuti del match! Lucic allunga dalla lunetta segnando ben 6 tiri liberi consecutivi, sfruttando l’ingenuità dei giocatori statunitensi, poi sono i due playmaker Vasiljie Micic e Stefan Jovic a incrementare il clamoroso parziale a favore dei balcanici: 26-5 dopo 8 minuti! Middleton prova a suonare la sveglia per i suoi, ma mentre Bogdanovic sbaglia la prima tripla di serata, Micic e Bjelica mandano a bersaglio il tiro da oltre l’arco. Un primo quarto fantascientifico per la Serbia e vergognoso per gli Stati Uniti termina 32-7.

Il secondo quarto si apre con una tripla di tabella – ovviamente non dichiarata – di Jaylen Brown. Bogdan Bogdanovic però è un cannibale e anche in penetrazione, di forza, trova la via del canestro. Plumlee e Mitchell riportano Team USA sotto i 20 punti di svantaggio, con Djordjevic che si gioca il primo timeout (34-16). Jovic risponde con la stessa moneta all’arresto e tiro di Walker, poi Harrison Barnes, Kris Middleton e Myles Turner riportano gli USA a -10 sfruttando l’inevitabile calo delle percentuali al tiro e il più preoccupante calo di concentrazione degli slavi, che costringe Djordjevic a spendere un altro minuto (36-26). Ci pensa Bjelica a muovere il tabellino di squadra della Serbia, fermo da qualche minuto, ma Middleton e Walker replicano per il -8. Il gioco da 3 punti concretizzato da Milutinov ridà la doppia cifra di vantaggio ai serbi, mentre si iscrive a referto finalmente anche il piuttosto abulico Nikola Jokic. Nel secondo quarto però Team USA si è svegliato e, trascinato da Middleton e Turner, chiude il primo tempo ad appena 4 lunghezze di distanza dai rivali. Dopo il primo quarto dominato dalla squadra di Djordjevic, i ragazzi allenati da Popovich hanno reagito con un secondo periodo vinto 33-12. Squadre nello spogliatoio per l’intervallo, sul 44-40 Serbia.

SECONDO TEMPO
Si riparte con Donovan Mitchell che risponde ai due punti di Jovic con un atletico tap-in schiacciato e la tripla di Harris ad elidere l’effetto di quella di Lucic. Poi è Barnes a replicare a Milutinov, servito splendidamente da Jokic, il quale poi realizza un long-two. Di nuovo Barnes tiene in scia gli USA, che rimangono a -4 a mettere pressione alla Serbia. Pressione che Bogdanovic non conosce:  quinta e sesta tripla di serata per il talento cresciuto nel Partizan Belgrado. Kemba Walker non ci sta e riporta i suoi a -2 segnando 5 punti e servendo l’assist per la bomba del suo braccio destro, Donovan Mitchell (61-59). Bogdanovic mette la settima e sembra fa intendere di non aver ancora finito la sua produzione, ma Middleton ricuce a -3. Lucic segna un’altra tripla, mentre anche Boban Marjanovic si iscrive a referto dopo aver faticato a entrare in partita. La squadra di Popovich tuttavia non molla e con Middleton sugli scudi forza il timeout avversario (69-66). Nel finale di quarto, Brook Lopez in lunetta risponde a Marjanovic. Da sottolineare la scelta di Popovich, che per la prima volta nel torneo sceglie di non giocarsi la carta dello small ball, dando maggiore spazio ai lunghi di riserva Plumlee e Lopez. A 10 minuti dalla fine è ancora tutto da decidere: 71-68 in favore dei balcanici.

Boban Marjanovic inaugura l’ultimo quarto di gioco con altri 4 punti personali e lo scarico per la tripla dall’angolo di un Vladimir Lucic in versione cecchino dai 6,75 m. La Serbia torna a +10 e Popovich non può non fermare la partita (78-68). Ci prova il solito Barnes a provare a dare una scossa con 7 punti d’autore, ma Bjelica e Micic ne confezionano altrettanti per mantenere il gap invariato a 5′ dalla fine. Middleton e Walker tornano a sostenere Harrison Barnes e gli Stati Uniti sono di nuovo a -6, ma ecco la risposta dei campioni di Djordjevic, ovvero Bogdanovic e Jokic: Serbia nuovamente e più 10 a 2 minuti dal termine del match (91-81). Ancora Barnes, l’ultimo a mollare, trova una gran tripla dall’angolo prima e il rimbalzo offensivo l’azione seguente, da cui scaturisce la tripla del -4 griffata Kemba Walker! A un minuto scarso dalla fine le squadre sono in bonus e i tiri liberi iniziano a pesare: sia Bogdanovic che Harris fanno solo 1/2 in lunetta, mentre The Joker Nikola Jokic non trema, fa 2/2 e a 20″ dalla fine porta la Serbia a +6, a un passo dalla vittoria. Servirebbe Tracy McGrady o un miracolo agli Stati Uniti, ma il primo si è ritirato da qualche anno e per il secondo coach Pop non ha ancora trovato la ricetta. Walker sbaglia la tripla e Turner mette solo un tiro libero, utile solo a fissare il punteggio finale. Vince la Serbia 94-89. Djordjevic può sorridere, con molta amarezza. Team USA perde dunque la seconda partita di fila e dopodomani dovrà giocare per un mediocre settimo posto – peggior risultato di sempre per gli Stati Uniti in una rassegna iridata! – contro la perdente di Polonia-Repubblica Ceca.

SERBIA – USA  94-89  (32-7, 12-33, 27-28, 23-21)

SERBIA: Simonovic, Bogdanovic 28, Bjelica 8, Lucic 15, Raduljica ne, Bircevic ne, Jokic 9, Milutinov 7, Micic 10, Guduric ne, Jovic 9, Marjanovic 8. Coach: Sasha Djordjevic

USA: White 2, Mitchell 9, Harris 4, Smart ne, Barnes 22, Brown 4, Tatum ne, Plumlee 2, Turner 10, Lopez 2, Middleton 16, Walker 18. Coach: Gregg Popovich

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