Le 10 parole di Lippi alla Nazionale Italbasket a Foshan

Le 10 parole di Lippi alla Nazionale Italbasket a Foshan

Il 1° settembre Marcello Lippi ha incontrato i giornalisti italiani presenti a Foshan in presenza del Presidente Gianni Petrucci, all’indomani del primo impegno della Nazionale Italbasket contro le Filippine. Dalle sue parole un decalogo per i ragazzi di Sacchetti, perchè siano il motore di questo sogno. Oggi parte del sogno si è avverato. Vinta anche l’Angola, andiamo avanti e puntiamo alle Olimpiadi di Tokyo 2020!

di Alessandra Ortenzi, @AlessAndrApple

Chissà se Marcello Lippi nei suoi anni in Cina abbia mai sentito parlare di Yu Hua e del suo libro “La Cina in dieci parole”. Mi ha colpito un passo in particolare di questo bellissimo volume. Quando l’autore racconta della sua adolescenza, della Rivoluzione Culturale di fine anni settanta e del fatto che era costretto a copiare i primi libri proibiti, solo in una notte, interamente a mano. Il primo libro copiato fu “la Signora delle Camelie” e l’opera di riproduzione fu portata avanti assieme al compagno di scuola che, ahimè, vuoi la stanchezza, vuoi la scrittura confusa, aveva riprodotto in maniera incomprensibile intere parti del libro. Il libro andava riconsegnato entro 24 ore e poi, gli amanuensi improvvisati, potevano leggersi e rileggersi le opere proibite. “La Signora delle Camelie” era stato appena consegnato e il giovane Yu aveva iniziato la lettura del classico. Yu dovette interrompersi e correre a cercare il suo compagno in preda alla rabbia perchè la sua lettura non poteva proseguire in quanto la scrittura era divenuta incomprensibile.

 

“Lo trovai sul campo da basket delle scuole medie… cogliendolo di soprassalto mentre faceva una finta a canestro”. Era il 1976. In Cina si giocava già a basket.

 

Se dovessi trarre spunto da Yu Hua e far dire a Marcello Lippi le 10 parole che hanno caratterizzato il suo intervento di ieri all’Hilton di Foshan, la città dove l’Italia di Meo Sacchetti è impegnata con la prima fase del Mondiale di Basket FIBA, sicuramente inizierei da qui:

 

1 – CONSIGLI

 

Più di qualcuno ha chiesto a Lippi se ha avesse, in privato, dato dei consigli a Sacchetti. Il Mister ha risposto sorridendo dicendo che non c’è bisogno di dare consigli anche perchè lui si occupa di calcio e non di basket. Tuttavia l’occhio allenato riesce a cogliere analogie psicologiche come quelle che ha trovato con Meo sia dal punto di vista tecnico che personale.

 

2 – SOGNO

 

Il Mondiale è un sogno. Da bambino, se ti appassioni al tuo sport, che sia il calcio o il basket, hai solo un sogno: giocare con la maglia della Nazionale, qualunque sia il tuo ruolo. E così è il sogno anche di ogni allenatore, preparatore atletico, tecnico, magazziniere e chiunque faccia parte di uno staff di una squadra che si va a giocare un mondiale. Il sogno è la parola attorno alla quale ruota, per Marcello Lippi, tutta la motivazione per fare meglio, per dare tutto quello ognuno sia in grado di dare per giocare una competizione così importante come un Mondiale.

 

3 – INTELLIGENZA

 

Quando Marcello Lippi parla di intelligenza lo fa rispondendo alla domanda su – come sia possibile gestire un gruppo per così lungo tempo – visto che il ritiro mette a dura prova la mentalità dei giocatori ed il loro equilibrio. L’intelligenza alla quale fa riferimento non è solamente quella dell’allenatore ma anche e soprattutto quella dei giocatori. Sono loro che devono affrontare situazioni diversificate a partire dagli imprevisti, dalle assenze, dalle integrazioni in corsa e dalle variazioni che la squadra subisce in più di un mese.

 

4 – GENEROSITÀ

 

La generosità è la parola tanto legata all’intelligenza. Raggiunta la fase dell’intelligenza il giocatore si mette a disposizione del gruppo con generosità. Lippi ha sottolineato come con grande serenità, nel gruppo della Nazionale Azzurra di Pallacanestro, ci siano grandi giocatori che si sono messi a servizio della squadra con generosità. Non è una cosa semplice e scontata e l’Italia del Presidente Petrucci lo sta facendo con grande impegno. E questa è la cosa più importante in questo momento.

 

5 – OBIETTIVO

 

Il Mister ha obiettato la domanda dove era contenuta la parola “deprimersi” legata all’infortunio dei giocatori in vista di un Mondiale. La postività deve essere sempre presente nella gestione di più infortuni come è accaduto alla Nazionale Italbasket. La parola da tenere a mente è obiettivo e il Mondiale è l’obiettivo principe, quello che ti fa desiderare di tornare in campo il prima possibile per realizzare il sogno. Non importa, continua Lippi, che non ci si senta al 100% all’inizio del percorso ma l’obiettivo è arrivare al 100%, almeno di mentalità e determinazione, dopo qualche gara. Il compito è nelle mani del giocatore e dell’allenatore insieme che guardano verso il medesimo obiettivo di recupero e reintegro nel gruppo.

 

6 – GRUPPO

 

Una delle domande fatte a Lippi lo invitano a svelare il segreto per vincere o per giocare bene una competizione così limitata nel tempo. Non c’è un segreto o meglio il segreto vive nel gruppo. Lippi assieme a Petrucci, allora Presidente del Coni, ricordano l’impresa di Germania 2006. La partenza per un Mondiale difficile, dove nulla era scontato, anzi. Non avevano nemmeno il favore dei tifosi all’inizio. Petrucci interviene e ricorda a tutti i presenti che non riuscivano nemmeno a lasciare l’albergo nel quale alloggiavano, senza ricevere fischi da chi sostava davanti alla struttura. Ecco Lippi prende spunto da quella mirabile esperienza, facendo tesoro dello spirito di gruppo che si sviluppò in quella Nazionale. Il segreto è nella squadra, nella compattezza che il gruppo deve mantenere, a dispetto delle critiche, a dispetto degli “incidenti” di percorso. 

 

7 – LIMITI

 

Perché porsi dei limiti? Marcello Lippi crede fermamente che quando ci sono qualità, compattezza, gruppo e condivisione assoluta di intenti, possa succedere di tutto. Anche qui i ricordi sono tanti, presi tutti dal calcio e recuperati dalla memoria del Mondiale del 2006. Qualcuno in sala timidamente chiede se sia possibile programmare le scelte di vincere una gara in quanto le prospettive diventerebbero diverse se la si perdesse. Il sorriso di Lippi è rivolto al ricordo dei suoi giocatori che, da soli, insieme, discutevano e si incitavano sulla possibilità che si sarebbero aperte se la gara contro la Repubblica Ceca fosse stata vinta. E quando i giocatori iniziano da soli a valutare, ragionare sugli impegni in campo, sulle scelte, sulle possibilità, allora nulla è impossibile.

 

8 – TRADIZIONE

 

La chiacchierata con Lippi prosegue affrontando la sua esperienza in Cina: è importante la tradizione di un paese. Quando è arrivato qui dall’Italia, racconta il tecnico toscano, ha tovato un paese alle prese con uno sport tutto nuovo. Un popolo abituato a giocare a PingPong a Badminton (e a Pallacanestro più del calcio: la CBA è stata fondata nel 1956). Qui non si trovano bimbi che corrono dietro ad un pallone per strada ma la presenza del tecnico di Viareggio alla guida della Nazionale Cinese, unita alla volontà del Presidente Xi Jinping, grande appassionato di calcio, ha fatto in modo che ogni squadra di Calcio di Serie A, dal 2012, abbia lavorato sulla costruzione dei settori giovanili e che il governo voglia investire nella costruzione di ben un milione di campi di calcio su tutto il territorio.

 

9 – ECONOMIA

 

Non può mancare il riferimento alle strutture sportive, grandi, imponenti e moderne della Cina. Naturalmente, a chi gli chiede quali siano le differenze e in cosa l’Italia può ispirarsi rispetto al modello cinese, Lippi ricorda ai presenti che la differenza la fa l’economia dei due paesi. E l’Italia, per ora, non ha scampo davanti al gigante cinese.

 

10 – RISULTATI

 

L’ultima di questo decalogo è una parola che fa riferimento all’ironia delle ultime battute dell’intervento di Marcello Lippi. “Io sono stato benissimo in Cina sono stato veramente bene. Mi hanno trattato in maniera fantastica, può darsi che sia stato legato anche ai risultati perchè se avessimo perso di più non so se mi avrebbero trattato così bene.”

 

Oggi, 2 settembre, l’Italia ha battuto anche l’Angola e la vittoria della Serbia sulle Filippine regala il matematico accesso alla seconda fase di Wuhan e il pass per il torneo di qualificazione a Tokyo 2020 del prossimo luglio. Se non è un sogno questo…

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