Mondiali, Girone B: "Materasso" chi? Storico Senegal, Croazia rimandata

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CROAZIA 75-77 SENEGAL (16-18, 32-41, 52-59, 75-77)

“Cenerentola ma non troppo”, potrebbe essere questo l’aggettivo perfetto per descrivere il Senegal: una delle squadre di culto del Mondiale, beniamina del tifo quasi quanto i pittoreschi filippini, dimostra che può far male anche alle grandi con un’organizzazione di gioco notevole. Gli africani superano la Croazia e forse si regalano il successo decisivo per il passaggio del turno; da rivedere Saric e compagni, che ora rischiano il primato nel girone a spese della Grecia.
La sfida inedita a Siviglia tra le due nazionali si apre con un botta e risposta dalla grande distanza tra il croato Simon e il senegalese Faye (mattatore del successo a sorpresa di ieri contro Porto Rico); dopodichè, sale in cattedra Dario Saric che, nonostante i sei denti persi nella seconda giornata in uno scontro con Nocioni, griffa 8 punti nel solo 1°quarto e prova ad ispirare i compagni. Gli africani non si fanno però intimidire: restano a contatto grazie all’atletismo (del centro NBA Dieng su tutti) e mettono addirittura la testa avanti con la bomba di Dalmeida in chiusura di periodo, approfittando di una serie di possessi anarchici e piuttosto convulsi.
In avvio di 2°quarto non cambia la musica, con Bogdanovic che sparacchia e Badji che firma un parzialino di 4-0 con due jumper di ottima fattura. Coach Repesa prova a schierare la zona per riprendere l’inerzia della partita e ritorna sotto con Ukic e Zoric, nonostante un Dieng dominante e già in doppia cifra con un fade away di “Nowitzkiana” memoria. L’attacco croato è però il lontano parente di quello capace di realizzare 13 triple contro l’Argentina (oggi all’intervallo un 20 % disastroso oltre l’arco) e il Senegal scappa sul +9 in chiusura di quarto sotto i colpi del centro dei Wolves e le preziose giocate di Diop.
Aumenta l’intensità nel terzo quarto, con il naturalizzato Lafayette, Bogdanovic e un onnipresente Saric a suonare la riscossa, mentre Ndoye tiene avanti i suoi bombardando dal perimetro (già 2 triple a referto). Senegal che si ritrova già in bonus a metà del periodo, ed inevitabilmente regala viaggi in lunetta ai croati: i ragazzi di Repesa sono però imprecisi anche dalla “linea della carità” (appena sotto il 60% di squadra) e sono costretti a stringere due viti in difesa per arginare la formazione di coach Sarr. Tra triple sputate dal ferro e forzature individuali, l’attacco croato prosegue stitico e asfittico, mentre il Senegal amministra i possessi con circolazione efficace ed inaspettata maturità. E sulla tripla acrobatica a fil di sirena di Dalmeida, l’impressione è che gli dei del basket facciano il tifo per i Leoni di Teranga.
Damian Rudez apre il 4°quarto interrompendo la carestia dalla linea dei tre punti, ma risponde subito Faye con un pesante gioco da tre punti che vale il +7. Prosegue la sfida a distanza tra Dieng e Tomic e la partita prosegue frenetica fino a metà del periodo, con gli africani che rimangono avanti nel punteggio. A 4′ dalla fine, Saric spreca la tripla frontale del sorpasso,e dall’altra parte lo punisce Dieng che, prima realizza con le unghie e con i denti un semigancio, e dopo mette a segno gli ennesimi tiri liberi della sua partita (dato spaventoso di 11/12 ). Con la palla che scotta, Bogdanovic riapre i giochi con una tripla da fermo con la mano in faccia, ma lui e Rudez non riescono a ripetersi subito dopo, sprecando un prezioso extra-possesso. Croazia che è costretta a spezzare il gioco mandando in lunetta i ragazzi di Sarr, e rimane a galla con una tripla tanto preziosa quanto vana di Lafayette a 20″ dal termine. Inutile la forzatura di Simon sull’ultimo possesso, il Senegal di un Dieng davvero formato NBA (27 punti e 8 rimbalzi) cala l’upset.
Croazia: Bogdanovic 15, Saric 15, Tomic 14
Senegal: Dieng 27, Dalmeida 15, Faye 11
CLASSIFICA GRUPPO B:
CROAZIA – 5
SENEGAL – 5
GRECIA – 4
ARGENTINA – 3
FILIPPINE – 2
PORTO RICO – 2