Panagiotis Vasilopoulos, l’ultimo eroe della Grande Grecia

Panagiotis Vasilopoulos, l’ultimo eroe della Grande Grecia

Unico reduce dell’ultima USA-Grecia giocata ai mondiali, nella “famosa”l’Italia Coppa del Mondo 2006.

di Ario Rossi

Da pochi giorni è passato il tredicesimo anniversario da quella semifinale mondiale 2006, in cui la Grecia sconfisse Team USA dei vari LeBron, Wade, Anthony 101-95, prima di cadere nella finalissima contro la Spagna.

Di quel viaggio mondiale della Grande Grecia ad oggi resta un unico superstite, Panagiotis Vasilopoulos.

Il 35enne lungo del Peristeri allora era un giovane di buone speranze (uscito dal vivaio del PAOK Salonicco) aggregato allo squadrone ellenico, poi la sua carriera ha avuto un brusco incidente nel 2009.

Dopo l’oro europeo 2005 e l’argento iridato nel 2006, partecipò anche alle Olimpiadi di due anni dopo, prima di dover fermarsi e iniziare la sua “seconda carriera”. Infatti nel 2009, a causa di problemi alla schiena dovette rinunciare alla Final Four dov’era previsto il derbyssimo tra la sua Olympiacos e l’acerrima avversaria, il Panathinaikos.

Alla sua schiena malandata si aggiunge un ginocchio infortunato e le varie operazioni chirurgiche non andate a buon fine: il contratto quadriennale con l’Oly si esaurisce nel 2012 dopo pochissime gare disputate. Prova con Valladolid ma dura pochi mesi. Pensa al ritiro, ma vuole mostrare a suo figlio che è ancora capace di giocare: si rifugia addirittura nel campionato dilettantistico greco, prima di tornare nella A1 Ethniki prima con il Nea Kifisia, e poi via con il Koroivos, il Kolossos Rodi, Aris Salonicco, AEK Atene ed infine per il Peristeri, finalista dell’ultimo campionato.

FIBA.com

Vasilopoulos è tornato a vestire la maglia della nazionale, ha giocato le qualificazioni ai mondiali – la Grecia è stata la prima europea a strappare il pass – e alla fine il CT ha voluto premiarlo, dandogli un ruolo di chioccia in questa nazionale che all’inizio del mondiale puntava al podio, corsa ora ostacolata dalla sconfitta nel primo turno con il Brasile.

Oggi la Grecia è chiamata ad un’altra impresa su Team USA a 13 anni di distanza, prima di tutto per evitare l’eliminazione, ancor più se il Brasile dovesse battere i cechi, e poi per inguaiare proprio gli statunitensi che nel caso saranno per forza chiamati a battere i sudamericani lunedì.

E il cerchio per un combattente nato come Panagiotis Vasilopoulos si chiude dove tutto era iniziato, da un USA-Grecia mondiale, allora a Saitama, oggi a Shenzen.

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