10 anni fa ad Atene facevamo la storia: l'indimenticabile semifinale olimpica con la Lituania

0

Galanda in nazionale Nella vita di un uomo ci sono istanti indimenticabili, attimi che rimarranno per sempre impressi nella mente. Poi ci sono altri momenti, quelli che oltre a rimanerti nella mente ti rimangono anche nel cuore, che entrano dentro di te e ti accompagneranno per sempre nel corso della tua esistenza. Se uno di questi istanti lo hai vissuto grazie allo sport sei una persona fortunata, ma vuol dire soprattutto che sei stato capace di abbinare al talento un gran cuore e tanta tanta voglia. Nella mente di uno sportivo in quei momenti tornano i sacrifici di una vita, le ore passate in palestra a sudare, a correggere quei piccoli dettagli che fanno la differenza tra chi arriva in fondo e chi non ce la fa. Certe partite poi sono particolari, sono diverse dalle altre: sono quelle partite destinate ad entrare nella storia, quelle in cui solo i veri campioni possono lasciare il segno, quelle che ti consegnano la gloria.

Bulleri
Massimo Bulleri attualmente gioca a Brindisi.
Atene, luogo che in quanto a storia è secondo a pochi altri e in quanto a miti non lo è a nessun’altro. E’ il 27 Agosto del 2004, in Grecia si disputa la XVIII edizione dei giochi olimpici moderni, nati proprio in questa terra, in ricordo di quelli antichi, 108 anni prima. Con otto anni di ritardo rispetto alla data del centenario, dovuti all’intercessione abbastanza influente (per usare un eufemismo) di qualche sponsor della città di Atlanta, su tutti una certa bibita gasata, le Olimpiadi tornano in Grecia. Quel giorno 12 UOMINI italiani si apprestano a riscrivere la storia della pallacanestro azzurra e a entrare fragorosamente negli annali di questo sport. Stop, fermi tutti. Precisiamo: questi qui nella storia del nostro basket ci erano già entrati. 14 giorni prima questo gruppo di eroi infliggeva ai maestri statunitensi, al Dream Team americano, la più ampia sconfitta della propria storia (fino a quel momento): sotto i colpi di Basile e Galanda le stars statunitensi crollavano per 95-78. Un degno prologo di quello che sarebbe accaduto da lì a due settimane con Lebron, Duncan, Iverson e ‘Melo a guardare dal basso gli Azzurri, meritatamente un gradino più alto di loro sul podio olimpico La gloria però, nel crudele mondo dello sport, non si raggiunge nelle amichevoli; la gloria, quella vera ed eterna, la ottieni vincendo le partite ufficiali, quelle che contano per davvero e che assegnano i trofei o, come in questo caso, le medaglie. Ad Oaka quel giorno arriva una squadra che non aveva brillato particolarmente nel corso del torneo olimpico, iniziato in sordina e poi vissuto in un crescendo di emozioni. Dopo il poco esaltante successo di misura sulla Nuova Zelanda, arrivano gli stop contro Serbia-Montenegro e Spagna; poi la vittoria convincente contro la Cina e quella contro la non motivatissima Argentina. Il giorno prima poi avevamo battuto Portorico in una gara sempre condotta ma mai chiusa, che non aveva assolutamente soddisfatto Recalcati. Dall’altra parte invece la Lituana campione d’Europa in carica, una squadra che gioca con meccanismi perfetti ed individualità eccellenti.
Soragna
Matteo Soragna è reduce dalla finale di Adecco Gold con l’Orlandina insieme a Basile e coach Pozzecco
Una di queste era il biondo Arvydas Macijauskas, talentuosissima guardia del Tau Vitoria. Con la sua faccia da principe azzurro è lui l’ossimorico antagonista che fa piombare immediatamente l’Italia nell’incubo: 16-5 di parziale per aprire la gara e time-out obbligato per la nostra Nazionale. Arriva presto però il momento della riscossa azzurra, prima con Basile e poi con due triple da fuoriclasse di Gek Galanda per il 18-15. Dall’altra parte però Macjiauskas segnerebbe anche dal parcheggio di Oaka e infila altri 5 punti che mandano i suoi al primo riposo sul 26-20. L’Italia sembra già sul punto di cedere, i lituani appaiono troppo forti, il loro gioco è un ingranaggio perfetto che non sembra poter essere inceppato. Dopo che uno spaventoso Macjiauskas e Zukauskas provano a farci ancora male e Soragna ci tiene lì, qualcosa si incastra fra i meccanismi baltici e li fa bloccare completamente. A far scricchiolare il sistema lituano ci pensa prima Gianmarco Pozzecco con un paio di triple da capogiro, poi arriva il nostro marchio di fabbrica a imprimere la svolta decisiva: la difesa azzurra è perfetta per tutta la parte finale della seconda frazione, con Galanda e Chiacig a chiudere ogni varco. I lituani collezionano palle perse e falli in attacco, mentre dall’altra parte la scena se la prende il migliore degli alfieri italiani: le triple di Basile, i suoi famosi tiri ignoranti, rivoltano definitivamente la gara. Robertone Chiacig aggiunge un paio di movimenti d’altri tempi sotto canestro e il parzialone è servito: 21-0 di break, i lituani sono annichiliti di fronte ai nostri che paiono avere il fuoco dentro. Macijauskas e compagni però sono degni avversari e lo dimostrano con Zukauskas e Lavrinovic, andando all’intervallo sotto di 6 dopo aver sbandato clamorosamente. Il video dell’incredibile break dell’Italia. Che la squadra baltica abbia una dose di talento eccezionale lo si vede anche nel terzo periodo: Jasikevicius, finora stranamente silente, si erge a protagonista e impatta la gara a quota 53. L’Italia non si lascia intimorire e risponde prontamente, dimostrando ancora una volta di poter ricevere qualcosa da ognuno dei suoi interpreti: Marconato si fa notare con stoppate e tap-in, Bulleri colpisce sia dall’arco sia in penetrazione, così la Nazionale si riporta subito a distanza di sicurezza (65-55). Sireika scommette che le nostre percentuali dall’arco si abbasseranno dopo i numeri vertiginosi del primo tempo (11/16) e il Baso pare dargli ragione, ma esce fuori ancora Giacomo Galanda: altre due triple pazzesche per lui e di nuovo +10 all’ultimo riposo (73-63).
Marconato
Denis Marconato nella scorsa stagione è arrivato in corsa a Cantù
Si ritorna in campo e cambia ancora il protagonista del match: Stombergas gioca 3 minuti stellari dopo 30′ passati a guardare e porta i suoi avanti 73-72. L’Italia sembra accusare il braccino corto, come direbbero i tennisti, così Recalcati chiama time-out per spronare i suoi e infondere nuovo coraggio. Nemmeno la sospensione ferma i lituani, che vedono i nostri sulle gambe e ne approfittano subito: l’inten
sità è calata e con essa anche la precisione dall’arco, Stombergas insacca un’altra bomba e confeziona così un tramortente 14-0 di parziale. I nostri però non si disuniscono e dove non arrivano le gambe ci arriva la testa: grande intelligenza cestistica nel cercare e trovare il quinto fallo prima dello spauracchio Stombergas e poi di Zukauskas, entrambi mandati a sedere in panchina. L’Italia allora sembra tornare a crederci, mentre la Lituania perde qualche certezza, come dimostrano i 5 tiri consecutivi sbagliati dopo altrettanti rimbalzi offensivi (un’azione da attacco di cuore per gli appassionati in sofferenza davanti ai televisori). Gli Azzurri raschiano il fondo del barile per trarre le ultime energie, quella del finale di gara è una difesa più di cuore che di fisico, ma paga i suoi dividendi perché gli avversari non trovano il bersaglio mentre Soragna e Pozzecco non tremano dalla lunetta. Galanda segna un’altra tripla da fenomeno vero per il +7 che ci fa sognare, poi rischiamo di buttare il pallone ma Basile si alza ancora da dietro l’arco e scava la fossa ai lituani: la sua tripla vale l’89-79 a 1,47″ dalla fine e fa vedere ai nostri lo striscione del traguardo. I baltici provano il fallo sistematico, ma Baso e Poz sono glaciali mentre la nostra panchina è ormai incontenibile: la finale olimpica è realta, i 12 di Recalcati conquistano la storia.
recalcati
Recalcati è il nuovo allenatore della Reyer Venezia dopo un’amara retrocessione con la Sutor
A fine gara grandissima festa in mezzo al campo, gli Azzurri si gettano l’uno sull’altro e sono bellissime le immagini di Basile e Pozzecco, prima stesi a terra in lacrime e poi a festeggiare insieme. La Nazionale entra nella storia, entra nell’Olimpo della pallacanestro e corona un’impresa da raccontare ai nipotini. Una vittoria eccezionale, dovuta certamente allo stratosferico 18/28 da dietro l’arco ma soprattutto conquistata grazie al talento, all’organizzazione, alla voglia, una vittoria ottenuta col cuore e che lì resterà per sempre, indelebile.       TABELLINI Italia-Lituania 100-91 (20-26, 49-43; 73-63) 
ITALIA: Basile 31 (1/4, 7/11), Galanda 16 (2/5, 4/5), Marconato 6 (1/4), Righetti (0/2), Bulleri 12 (2/7, 2/5); Radulovic 2, Soragna 12 (2/5, 2/2), Pozzecco 17 (1/2, 3/5), Chiacig 4 (2/4), Garri (0/1). N.e.: Rombaldoni, Mian. All. Recalcati.
LITUANIA: Macijauskas 26 (2/4, 6/10), Stombergas 12 (1/3, 3/4), E. Zukauskas 10 (2/4), Lavrinovic 15 (2/3, 3/5), Jasikevicius 9 (2/8, 1/7); M.Zukauskas 8 (1/2, 2/4), Siskauskas 8 (1/7, 0/5), Songaila 6 (2/5), Salenga 1 (0/1), Javtokas. N.e.: Ginevicius, Slanina. All. Sireika. Un video tributo alla storica impresa azzurra prodotto dalla LegaBasket.