Gigi Datome: “Non dobbiamo scopiazzare la NBA, ma mantenere la nostra identità di Eurolega”

Gigi Datome: “Non dobbiamo scopiazzare la NBA, ma mantenere la nostra identità di Eurolega”

Il capitano della nazionale è intervenuto a Cantieri Aperti 365.

di La Redazione

Il primo mese del nuovo formato di Cantieri Aperti 365 con le video-chat con i protagonisti del basket italiano si completa nel modo migliore con la chiacchierata con il capitano della Nazionale Gigi Datome.

“Mi mancano ovviamente tutte le sensazioni legate al basket, abbracciare un compagno dopo una vittoria, le dinamiche di spogliatoio, il calore dei tifosi. Ora sono tornato in Sardegna, me la sto godendo in modo un po’ agrodolce. Aspettando il  4 maggio, toccare la palla sarà bellissimo”.

I successi di Gigi Datome partono da lontano, da quel ragazzino 14enne che porta sul tetto d’Italia la sconosciuta Santa Croce Olbia nel campionato giovanile di categoria: “Da bimbo volevo solo giocare a basket e divertirmi, non pensavo ad alto, la NBA, l’Eurolega, ma anche la Serie A era davvero lontani. Pensavo solo al momento. Ora direi a quel ragazzino, “fidati di ‘sto barbone, vai tranquillo e divertiti che ce la farai”.

Da lì fino a diventare capitano della Nazionale: “Una cosa bellissima, una fortuna che non capita neanche a tutti i campioni del nostro basket. E’ una responsabilità, un onore, è talmente bello che lo faccio davvero con piacere. E poi l’obiettivo è che poi i compagni di squadra siano contenti che io sia capitano”.

Dopo la parentesi NBA tra Detroit e Boston poi il ritorno in Europa con il Fenerbahce che lo ha portato anche a vincere l’Eurolega: “Siamo una squadra particolare, uno spogliatoio con dei caratteri allucinanti, da romanzo, ma insieme troviamo un equilibrio che ci completa dentro e fuori dal campo. Io cerco di placare gli animi, mi reputo una persona propositiva, cerco di dare soluzioni. Ad esempio, quest’anno è stato complicato, ma cercavo sempre di tranquillizzare il gruppo che con il lavoro in palestra ne saremmo usciti e ce la stavamo facendo”.

Uno dei motivi per cui Datome ha firmato al Fenerbahce era la presenza di Obradovic in panchina: “Ormai è il quinto anno che sono qui, la cosa che davvero mi colpisce più di tutti è la fame e il desiderio di migliorare che lui ha sempre come coach e per la sua squadra anche adesso che ha raggiuto i massimi risultati. Ha un’incredibile esigenza mentale di migliorarsi giorno dopo giorno. E’ difficile stare con lui, ma davvero molto gratificante. Avevo l’obiettivo di vincere e l’ho fatto, mi ha reso un giocatore vincente”

Eppure c’è stato anche un momento in cui Datome non giocava e per trovare spazio è dovuto scendere in A2 a Scafati: “Li ringrazierò per sempre per l’opportunità che mi hanno dato di giocare tanti minuti, ovvio che anche a me sarebbe piaciuto essere stato scelto al draft, ma ognuno ha la sua strada. La mia era questa, l’ho percorsa con coraggio, passione, divertimento e anche dignità”.

Ora è presidente dell’Associazione Giocatori dell’Eurolega e si pone così sulla questione della possibile ripartenza: “Ovviamente stiamo raccogliendo un po’ di pareri con i giocatori, penso che l’accordo che abbiamo fatto con i club sia stata una bella cosa perché ha dimostrato comunione di intenti di tutto il movimento. Da giocatore ti dico che ripartire mi sembra molto complicato, anche se c’è quasi ancora un mese di tempo per il parere definitivo. Se ci fosse la possibilità ovviamente ne saremmo contenti con tutte le prevenzioni del caso, vorrebbe dire che l’epidemia è diventata più gestibile. Però con il discorso della chiusura dei confini, per il rientro degli americani, per la forma fisica da recuperare sarebbe molto difficile. So che l’Eurolega deciderà poi confrontandosi con una sorta di task force di esperti”.

E sul modello Eurolega, rispetto al mondo della NBA Datome chiosa così: “Sono due mondi totalmente diversi, in NBA più atletici, in Europa forse più fisici. In Eurolega ci sono club con tante identità diverse provenendo da tanti stati, mentre negli States sono tutti molto più simili tra loro per cultura sportiva.  Non dobbiamo scopiazzare la NBA, prendere spunti per crescere, ma mantenere la nostra identità di Eurolega”. E poi ridendo aggiunge: “Io ne ho viste tante di gare NBA da spettatore privilegiato, le partite brutte vi assicuro che ci sono anche li”.

Prossimo appuntamento venerdì 1° maggio alle 18.30 quando varcheremo di nuovo l’oceano per andare a conoscere le dinamiche nel mondo della NBA di  Simone Casali, European Scouting Director dei Brooklyn Nets.

 

 

Fonte Cantieri Aperti 365

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