Marco Belinelli: “Vincere per l’Italia sarebbe unico”

Marco Belinelli: “Vincere per l’Italia sarebbe unico”

Marco Belinelli ha rilasciato una lunga intervista per il sito di FIBA in cui ha parlato del suo desiderio di vincere con l’Italia.

di La Redazione
Marco Belinelli ha lasciato una lunga intervista per il sito di FIBA, in cui parla di quello che è stato il suo viaggio con la Nazionale e quello che sarà nel prossimo futuro. Qui vi proponiamo alcuni passaggi:
Sull’esordio al Mondiale 2006.
“La squadra che c’era a quel tempo aveva già vinto tante cose insieme. Il bronzo ad EuroBasket 2003 e l’argento ad Atene. Ero felicissimo della chiamata nel 2006, ma anche spaventato perché ero giovanissimo e avevo visto quei giocatori solo in TV. Stavo ancora giocando in Fortitudo quando Charlie Recalcati mi chiamò. Quel momento lo sogni sempre, e fu meraviglioso realizzarlo, ma ero anche nervosissimo.”
“Quella partita con gli USA cambiò tutto. Ero davvero giovane ed ero in campo contro Chris Paul, LeBron James, Carmelo Anthony… La cosa divertente è che ho riguardato la partita un paio di settimane fa su YouTube. Ero così giovane, e coach Recalcati credeva in me e mi permetteva di essere me stesso in campo. Avevo 19, 20 anni, e c’erano LeBron e Melo a guardarmi. Sì, ero decisamente nervoso.”
“Il primo tiro è entrato. Poi il secondo. La paura mi è passata in fretta.
La mia vita è cambiata dopo quella partita. All’improvviso gli scout NBA venivano a vedere quel ragazzino magro dall’Italia, e i Golden State Warriors mi hanno draftato un anno dopo.”
“Mi ha sicuramente dato fiducia quella partita. Ma ancora di più quella World Cup 2006 fu un torneo fondamentale perché ho vestito la maglia Azzurra per la prima volta, ed era importantissimo per me. Eravamo una buona squadra e vincemmo un paio di buone partite con Cina e Slovenia.”
Sul significato della Nazionale.
“Non mi interessa cosa fanno gli altri d’estate, che facciano quello che vogliono. Per noi, la Nazionale Italiana è una famiglia. Per me è spendere due/tre mesi ogni anno con i miei amici, persone a cui voglio bene, la mia famiglia. Questo è il motivo per cui vorrei davvero vincere qualcosa con l’Italia.”
“Vincere in NBA è stato speciale. E come giocatore, vuoi sempre vincere. Ma è diverso vincere qualcosa per la nazionale. Perché non vinci solo per te stesso ma per un Paese intero. Ho parlato con tutti quelli che hanno vinto medaglie con l’Italia, tutti mi dicono che è diverso, e voglio davvero capire cosa significa.”
“Voglio davvero sapere cosa si prova a vincere con la scritta ITALIA sulla maglia. Sono sicuro sarebbe unico.”
Sulla sua leadership.
“Mi ricordo il mio primo anno in squadra, giocatori come Gianluca Basile, Massimo Bulleri, Denis Marconato, Giacomo Galanda, tutti loro hanno insegnato qualcosa a noi, più giovani, sul come vincere in campo e come comportarci fuori.
Questo è ciò che sto provando a fare ora, essere un esempio per i nuovi ragazzi, dimostrando come essere un vero professionista. Sai che il mio libro si chiamava “Pokerface”, perché questo è il modo in cui mi comporto in spogliatoio. Non sono quello che parla tanto. Ma voglio usare la mia esperienza e metterla a disposizione dei più giovani. Abbiamo tanti ragazzi che stanno crescendo, come Matteo Spagnolo e Nico Mannion e altri. Il futuro è dalla nostra.”
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