Nazionale Femminile: intervista a coach Lino Lardo

Nazionale Femminile: intervista a coach Lino Lardo

Si è concluso venerdì il primo raduno della Nazionale Italiana sotto la guida di coach Lino Lardo, che ha avuto modo di iniziare la sua avventura con le Azzurre al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti dell’Acqua Acetosa di Roma.

di La Redazione

Si è concluso venerdì il primo raduno della Nazionale Italiana sotto la guida di coach Lino Lardo, che ha avuto modo di iniziare la sua avventura con le Azzurre al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti dell’Acqua Acetosa di Roma.

È stato il primo raduno di una Nazionale di pallacanestro dopo la pandemia di COVID-19: si è svolto in due turni e con diverse atlete, per consentire all’intero staff tecnico di lavorare nella migliore situazione possibile attenendosi scrupolosamente ai dettami del protocollo specifico redatto dalla FIP.

Il coach Azzurro ha stilato un bilancio di questo primo raduno e di come staff e atlete lo abbiano affrontato nel migliore dei modi…

“Il bilancio è sicuramente positivo, c’è stata una grande partecipazione da parte di tutti. Devo ringraziare lo staff, l’organizzazione e anche la location dell’Acqua Acetosa che ci ha permesso di allenarci in sicurezza, ovviamente senza contatti, ma le ragazze sono state molto scrupolose e, così come lo staff, hanno rispettato tutti i regolamenti e le norme di sicurezza. Sono stati cinque giorni molto intensi, con la divisione delle convocate in due gruppi di lavoro.
Siamo stati la prima squadra di pallacanestro che ha fatto un raduno anti-covid ed effettivamente possiamo anche essere da esempio per eventuali altri raduni in questo momento così difficile”.

Lardo ci ha raccontato il suo primo impatto con il mondo della pallacanestro e della Nazionale femminile…

“Prima di tutto devo ringraziare la Federazione Italiana Pallacanestro che mi ha permesso di poter fare questo raduno che per me era fondamentale, soprattutto per avere un primo impatto col mondo del basket femminile e ovviamente della Nazionale. Un grande ringraziamento è rivolto anche alla Lega Basket Femminile, alle società e agli allenatori, che mi hanno permesso di poter chiamare le ragazze in un periodo abbastanza complicato anche per viaggiare.
L’impatto è stato molto positivo, abbiamo alternato allenamenti e colloqui, sia individuali che di gruppo. Ho cercato di trasmettere la mia mentalità ma allo stesso tempo di conoscere bene le ragazze, che si sono dimostrate effettivamente molto disponibili ed entusiaste di vestire la maglia azzurra”.

Speranze, obiettivi e ambizioni per il futuro della Nazionale Italiana?

“La speranza è che si possa ritornare a giocare e vivere nella normalità, non solo nello sport ma anche nella vita di tutti i giorni e in tutti gli ambiti.
Gli obiettivi sono chiari anche attraverso la decisione di queste convocazioni, in cui abbiamo coinvolto molte giocatrici, sicuramente ragazze che hanno già sulle spalle molte presenze in Nazionale, ma anche ragazze che vengono dalle esperienze con l’Under 18 e l’Under 20, proprio per ampliare la rosa, per permettere alle giocatrici più giovani di respirare l’aria della Nazionale Senior e per fargli capire che le stiamo seguendo nel loro percorso di crescita.
Per le ambizioni c’è stato un messaggio chiaro del Presidente, ossia ritornare a vincere a livello europeo e conquistare risultati importanti. È chiaro che ci deve essere molto lavoro dietro e soprattutto spero di poter avere la possibilità di rivedere le ragazze in condizioni normali, di poterle allenare il più possibile per poter appunto amalgamare al meglio il gruppo e trasmettere quella mentalità che dovrà essere per forza vincente, attraverso un lavoro di entusiasmo e di sacrificio”.

Area Comunicazione LBF

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