Riccardo Fois: “Questa settimana Paolo Banchero avrà il passaporto”

Riccardo Fois: “Questa settimana Paolo Banchero avrà il passaporto”

L’assistente dei Phoenix Suns è intervenuto a Cantieri Aperti 365.

di La Redazione

Volo virtuale oltre-oceano per andare sotto il sole cocente dell’Arizona per il team di Cantieri Aperti 365 che ha coinvolto nella sua video-chiacchierata Riccardo Fois, player development coach dei Phoenix Suns da questa stagione.

“Mi trovo davvero molto bene ai Suns, abbiamo dei ragazzi super che hanno molta voglia di allenarsi e rendono il mio lavoro davvero piacevole il mio lavoro perché loro hanno piacere a venire in palestra. Devo dire che, rispetto a quel conosco, siamo molto più vicino ad una squadra europea o di college di quello che normalmente sono le squadre NBA”.

Il suo ruolo è quello di sviluppare e migliorare i giocatori nel tempo: “Da direttore del progetto devo avere un piano per tutti. Sentire quello che mi dice il mio coach Monty Williams e poi costruire un piano per ogni giocatore e tutto il mini-staff che gli ruota intorno, oltre a quello che faccio direttamente io sul campo. Il miglioramento umano è il lato che mi piace di più. Ad esempio, a Phoenix abbiamo Jalen Lecque che ha solo 19 anni, vederlo in questi mesi crescere e capire quello che è importante per diventare un giocatore è una grande soddisfazione”.

A fine luglio ripartirà la NBA e Fois è già in pista da un mese per riportare i giocatori al livello della competizione: “Da metà maggio stiamo facendo lavoro individuale con 1 giocatore e 1 allenatore per canestro. Sappiamo che fino al 7 luglio non potremo allenarci di squadra e che poi partiremo per Orlando. Non sappiamo ancora molto della cosiddetta bolla, avremo  un paio di settimane di allenamenti e scrimmage fino all’inizio del 30 luglio. Poi si giocherà praticamente ogni 2 giorni, sarà durissima, richiede molto dal punto di vista fisico e mentale”.

Due “internationals” passati dalla sua esperienza NCAA a Gonzaga sono i giocatori di cui va più orgoglioso, il primo è il lituano Domantas Sabonis: “Ha un’etica del lavoro incredibile. Devo dire che non ho mai visto uno con così tanto fuoco dentro. Dava tutto che fossero le 6 del mattino o le 23 della sera ad ogni allenamento. Già dopo i primi mesi di allenamento ci dicevamo con lo staff che uno così non avrebbe potuto non avere successo in NBA visto che lavorava il doppio di tutti gli altri. Ha trasformato il peso dell’essere figlio d’arte in una forza perché lui sente ogni volta di dover fare di più per dimostrare di essere solo Domantas”.

E poi c’è il giapponese Rui Hachimura: “E’ passato dalle partite di high school tipo Holly&Benji in dei palazzetti stracolmi del Giappone in cui dominava ad essere il più scarso a Gonzaga. Non si è mai perso d’animo, studiava inglese, si allenava, andava a scuola e si allenava di nuovo, ma non giocava mai perché non era ancora pronto. Questa era la sua giornata tipo. Anche lui ci siamo detti che, se aveva retto questo ritmo senza giocare, una volta che sarebbe stato pronto, sarebbe esploso. E così è stato”.

Riccardo Fois è un punto di riferimento anche per la nostra Nazionale negli States con un progetto che mira a seguire maggiormente i nostri connazionali che varcano l’oceano: “Ci sono tanti ragazzi italo-americani che vorrebbero far parte della Nazionale, ma non hanno una guida. Il primo passo è stato quello di cercare di connetterci con loro il prima possibile e abbiamo visto grande interesse nel progetto. Ora stanno uscendo i vari Mannion, Di Vincenzo e Banchero, che proprio questo venerdì dovrebbe ritirare il passaporto.  Poi vogliamo aiutare anche i ragazzi italiani che abbiamo al college anche perché sono sempre di più e io cerco di essere un appoggio per valutarli e infine vorremmo trovare un modo per sviluppare anche i giocatori italiani direttamente in Italia. Cerco di guardare avanti e penso a Parigi 2024 come obiettivo intermedio e ad una medaglia a Los Angeles 2028 come obiettivo principale. Possiamo farcela”

E quindi l’avventura americana di Fois continua a gonfie vele: “Si, però credo davvero di dover ringraziare i coach internazionali, tipo i nostri Messina e Scariolo, ma anche altri europei, che in questi anni hanno fatto talmente bene facendo in modo che una franchigia NBA trovasse normale dare un’opportunità di questo tipo anche ad un ragazzo di Olbia”.

Cantieri Aperti 365 tornerà mercoledì 17 giugno alle 19.30 con un nuovo appuntamento sempre alla scoperta del mondo del pallacanestro.

 

 

fonte Cantieri Aperti 365

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