Road to Eurobasket 2017: le parole di Tranquillo e Pessina

Durante un evento organizzato da Sky Sport, i due telecronisti hanno espresso parole ed impressioni sul momento della Nazionale italiana

di Riccardo Vecchia

Sky Sport ha aperto i propri cancelli per mostrare in anteprima lo studio di Eurobasket e come sarà strutturato il palinsesto della manifestazione che prevede un mosaico interattivo con tutte le partite in diretta.

L’evento ha avuto come momento centrale la visione della partita Italia-Serbia, amichevole del torneo di Atene, con la possibilità di osservare i telecronisti Tranquillo e Pessina durante tutto il match.

L’evento è stato l’occasione per raccogliere le parole e le impressioni dei due telecronisti sul momento degli Azzurri in vista della competizione europea.

 

Flavio Tranquillo

 

Gli Azzurri hanno alternato ottime fasi di gioco a momenti di confusione. Secondo te cosa manca a questa Nazionale per fare il definitivo salto di qualità?

” Per rispondere analizzo le recenti partite contro Francia e Serbia dove abbiamo constatato come il margine di errore di queste due squadre sia molto più ampio rispetto a quello dell’Italia. Per questo è estremamente importante cercare di limitare i propri errori ma soprattutto costringere gli avversari a farne di più, concetto ben diverso dal fatto di approcciarsi alla gara, come ha fatto la Francia, con l’idea di controllarla e poi spaccarla con un determinato quintetto. Secondo me l’Italia non ha più la scusa di non sapere cosa le manca, le amichevoli sono servite a questo. Adesso gli Azzurri sanno che se giocano alla pari contro queste squadre possono battagliare fino ad un certo punto prima di perdere contatto. È importante sottolineare, però, come questo concetto lo si possa esprimere in quanto l’Europeo è strutturato in partite secche, in una eventuale serie playoff, per esempio con la Francia, sarebbe molto più dura dover reggere per 5/7 partite. L’ equilibrio è molto sottile, adesso penso che lo staff sappia cosa manca alla squadra ma che ci vuole ancora un po’ di strada e di lavoro prima di poter colmare questo gap”.

Le altre Nazionali, soprattutto quelle più illustri, hanno tanti giocatori di peso assenti per vari motivi. Sei d’accordo sul fatto che quindi non ci siano squadre favorite?

” In generale penso che sarà un Europeo di minore qualità ma sarà più sorprendente, interessante, imprevedibile. È possibile ipotizzare che nei primi posti ci siano lo stesso Nazionali come Francia, Spagna, Serbia, Slovenia (nonostante le assenze) ma il modo con cui arriveranno a giocarsi queste posizioni sarà sicuramente differente rispetto al solito. Ci sarà più spazio per le sorprese mentre, così come il livello delle Nazionali più forti si è abbassato, le squadre cosiddette di “seconda fascia” sono molto più preparate, organizzate e pronte. Sarà importante privilegiare questi aspetti però è chiaro che mancheranno giocatori di peso come i vari Parker, Teodosic, Antetokumpo, Gallinari e tanti altri. Sinceramente non so cosa produrranno queste assenze, non so cosa aspettarmi ma sono sicuro che ci sarà tanto equilibrio”.

Quindi possiamo affermare che sarà la chimica di squadra a fare la differenza?

” Penso che a fare la differenza forse sarà  la tenuta, perché squadre con poca chimica e in generale con un livello medio più basso rispetto alle altre non vinceranno. Ribadisco il concetto, più che la chimica è una questione di tenuta, se tu sei più scarso devi restare in partita per più tempo e con una condizione migliore rispetto all’avversario. Si tratta di un concetto  facile da dire, semplice da rilevare da fuori ma in campo è molto difficile da attuare. Poi ci sono squadre come Francia e Spagna che, nonostante le assenze, hanno roster diversi rispetto alle altre, la Serbia e la Slovenia hanno un elevato numero di giocatori dal livello medio piuttosto alto ma in generale posso rilevare solo grandissimo equilibrio”.

Ultima domanda sulla recente Trade Cavs-Celtics. Ti chiedo di concentrarti sulla prima scelta ottenuta dai Cavs; quanto può essere un’incognita, considerando che Cleveland in passato ha scelto alla #1 giocatori come James ma anche Anthony Bennet?

” Boston non ha mai receduto dal proprio piano di questi anni di accumulare scelte ma lo hanno cambiato perché si è manifestata questa occasione. È difficile da valutare ora perchè non sai chi ci sarà nel draft 2018 e in quali condizioni e oltretutto non sai cosa faranno i Nets. Le esigenze di Boston in questa trade sono principalmente due: la prima è prendere un giocatore di assoluto calibro e Kyrie Irving non ha bisogno di ulteriori commenti. La seconda, altrettanto importante, è quella di non dare il massimo salariale ad Isaiah Thomas perché non è stato ritenuto giusto dalla dirigenza offrigli un contratto di quel genere.  Se hai queste due esigenze allora è giusto privarsi di qualcosa e qui rientra la prima scelta ma anche Crowder che è stato un giocatore molto importante per i Celtics. Poi se i Nets dovessero fare malissimo e i Cavs, invece di Bennett dovessero scegliere il nuovo Lebron James, penso sia stupido dover accusare Boston di aver commesso un errore. Il draft è qualcosa di incerto, tra l’altro molto di più rispetto ad un tempo, mentre Irving oggi rappresenta qualcosa di molto concreto. Razionalmente Boston ha fatto un affare eccellente”.

 

Davide Pessina

 

Da pivot qualche sei stato, volevo un tuo commento sul reparto lunghi della Nazionale che, rispetto agli ultimi anni, presenta tante novità e cambiamenti per esempio si è passati da Bargnani a Biligha e Burns.

” Concordo sul fatto che sia diverso, posso dire che forse c’è meno talento complessivo, bisogna registrare una grande crescita di Melli che secondo me sarà un giocatore molto importante considerando le sue qualità di rimbalzista e passatore e poi c’è un mix di giocatori che in base alle occasioni e al tipo di partita verranno utilizzati con precise indicazioni. Non ci sono gerarchie fisse già delineate, credo che Messina deciderà chi far giocatore in base all’avversario che avrà di fronte”.

Il basket moderno predilige quintetti piccoli, Messina invece ha richiamato Cusin e dispone anche di Cervi. Come valuti questa scelta di aver richiamato un pivot di spessore come Cusin?

” Cusin è un giocatore di esperienza, ha disputato gli ultimi europei in maniera ottima e soprattutto nella metacampo difensiva può garantire certezze. Non ho seguito da vicino la preparazione, probabilmente hanno avuto qualche dubbio sulla tenuta fisica del giocatore ma nel corso delle amichevoli hanno capito l’importanza di avere un giocatore come Cusin. Per fare un esempio, nella partita con la Serbia l’ex Avellino ha fatto alcuni aiuti difensivi di grande qualità. È vero che si prediligono quintetti piccoli ma in Europa si vede come sia importante ancora avere un centro di spessore, penso a Marjanovic e ai fratelli Gasol, quindi avere un giocatore di stazza ed esperienza sotto le plance tornerà sicuramente utile a coach Messina”.

Un Europeo strano da decifrare a causa di tante assenze e dal livello medio piuttosto simile. Probabilmente chi si dimostrerà più solido potrà avere un vantaggio. Sei d’accordo?

” Ci sono tante assenze in tutte le Nazionali per svariati motivi chi per infortunio chi per scelta personale, dal momento che un certo piazzamento in questo Europeo non qualifica a nessun’altra competizione, come accaduto in passato con le Olimpiadi. Reputo che la Spagna con i due Gasol possa fare la differenza, Marjanovic avrà tanto spazio per fare bene e attenzione alla Lettonia guidata da Porzingis però secondo me sarà fondamentale  trovare la condizione perfetta nel momento giusto: si è capito due anni fa’ con la Lituania, quando aveva fatto un girone altalenante ma poi, una volta presa fiducia, ha raggiunto le finali. Sarà importante l’atteggiamento e la condizione nel giorno della partita”.

Quali possono essere i fattori per fare bene in una competizione come può essere un Europeo?

” Farà la differenza la condizione psicofisica della squadra e che, nel poco tempo a disposizione, si costruiscano determinate gerarchie. È fondamentale sviluppare meccanismi di squadra,  ogni giocatore dovrà capire il proprio ruolo e cercare di mettersi al servizio del gruppo con le sue caratteristiche. In una Nazionale possono esserci 10 giocatori abituati a ricoprire un determinato ruolo con un determinato minutaggio; infatti in una squadra di Club alcuni giocatori dispongono mediamente di 25- 30 minuti per giocare un certo tipo di pallacanestro mentre invece in Nazionale avranno mediamente 5-10 minuti di spazio in campo. Dunque sarà fondamentale cercare di avere giocatori in grado di produrre molto in poco tempo”.

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