Tokyo 2020, Italbasket – Un’eliminazione che fa male: “L’argento di Atene ricordo lontano e irripetibile”

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FIBA.com

Riportiamo, solo per dovere di cronaca, l’editoriale de La Gazzetta dello Sport, su cui ci sentiamo di fare un paio di considerazioni.

L’editoriale della rosea, a firma di Giorgio Specchia, a nostro avviso non dà il giusto peso al risultato ottenuto dagli Azzurri. Specchia nel suo raccontare sostiene che

“Arrivare alle partite importanti, da zona medaglia, dovrebbe essere l’obiettivo abituale per i movimenti che hanno storia, tradizione, pratica e popolarità. Invece non è andata così”.

A nostro avviso va riconosciuto il percorso fatto negli ultimi anni da Sacchetti e il suo staff, tra mille difficoltà, fatto di alti e bassi sicuramente, ma sempre con il massimo impegno e dedizione, e soprattutto senza mai una parola fuori posto.

La Francia è una delle candidate alla medaglia d’oro e nel suo roster conta stelle del calibro di De Colo, Batum, Fournier e Gobert: una squadra capace di battere già in questa Olimpiade la favoritissima Team USA.

Il confronto fatto poi con l’eliminazione della squadra del volley non è corretta, le Nazionali stanno vivendo due momenti diversi, oltre ad avere un passato storico completamente differente.

“La Nazionale non è riuscita a interpretare fino in fondo il ruolo di sorpresa o “mina vagante” del tabellone che porta alle medaglie, l’argento di Atene 2004 è tornato a sembrare un ricordo lontano, irripetibile.” scrive Specchia, ignorando forse come nel corso degli anni le cose siano cambiate e che soprattutto il livello dei giocatori europei e non, in NBA, è “leggermente” cambiato; per informazioni chiedere di Doncic, Fournier, Gobert e chi più ne ha più ne metta. È cambiato tutto, anche il campo, dal 2004: ecco perché non si possono paragonare le due spedizioni.

Sacchetti ci ha riportato alle Olimpiadi dopo 17 anni, ed è riuscito a creare un gruppo nazionale che – quello sì – mancava da Atene 2004. Finalmente c’è un gruppo, dove tutti vogliono dare il proprio apporto per la nazione che rappresentano.

E quel gruppo che si è formato ha dimostrato di potersela giocare con tutti, dalla fortissima Serbia, ad una Australia che è tra le prime quattro all’Olimpiade (dopo esserlo stato anche al Mondiale). Una volta l’Italia alla prima difficoltà si scioglieva e prendeva i parziali, ora dimostra di soffrire ma di non mollare mai. È un ottimo punto di partenza per guardare al futuro, quindi solo onore e rispetto per questi ragazzi che ci hanno fatto innamorare nuovamente della nazionale.

Indipendentemente da coloro che parlano o scrivono editoriali, dimostrando che non conoscono e non analizzano il percorso che ci ha portato tra le migliori otto al mondo.