Olimpiadi Tokyo 2020, la preview del gruppo A

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Getty Images

Le Olimpiadi sono ormai alle porte dopo averci fatto aspettare un anno più del dovuto per colpa della pandemia che ha colpito il mondo intero nel 2020. Allora da oggi faremo un viaggio tra le 12 magnifiche nazionali che avranno la possibilità di giocarsi il titolo olimpico nel torneo di basket maschile. Iniziamo dal gruppo A, dove giocano Stati Uniti, Francia, Iran e Repubblica Ceca: per ogni nazionale scopriamo la rosa, il percorso nelle Olimpiadi precedenti, il ranking FIBA attuale e gli obiettivi più o meno dichiarati.

Ex compagni ai Warriors, ora insieme con Team USA || FR24 News English

STATI UNITI D’AMERICA

PG – Damian Lillard (31, Blazers), Jrue Holiday (31, Bucks)
SG – Devin Booker (25, Suns), Zach LaVine (26, Bulls)
SF – Kevin Durant (32, Nets), Khris Middleton (30, Bucks), Keldon Johnson (21, Spurs)
PF – Draymond Green (31, Warriors), Jayson Tatum (23, Celtics), Jerami Grant (30, Pistons)
C – Bam Adebayo (24, Heat), JaVale McGee (33, Nuggets)

CT Gregg Popovich (72, Spurs)

Dopo la brutta figuraccia al mondiale 2019, la nazionale statunitense vuole tornare sul tetto del mondo: storicamente, le superstar NBA hanno sempre preferito le Olimpiadi ad altre manifestazioni internazionali, ma dopo questo doppio tour de force dovuto alla pandemia, molte stelle hanno deciso di stare a casa per recuperare in vista della prossima stagione: non ci sono LeBron, Harden, Irving, Brown, Paul, Anthony, Trae Young (non chiamato da Pop) e poi Beal e Love (per covid ed infortunio), ma comunque sulla carta partono davanti a quasi tutte, anche solo per la presenza di Lillard, Durant e Tatum. Le due sconfitte in preparazione contro Nigeria ed Australia – entrambe nel girone B dell’Italia – non preoccupano più di tanto, ma preoccupa di più la mancanza di intensità difensiva: dovessero concedere più del dovuto nella propria metà campo, gli USA potrebbero rischiare, soprattutto nelle gare ad eliminazione diretta.

Sul fronte offensivo, la squadra non dovrebbe aver troppi problemi essendoci nove giocatori su 12 che segnano almeno 18 punti di media in NBA (Adebayo 18.7 il “peggiore” dei nove, Lillard con 28.8 il migliore), anche se bisogna capire come si inseriscono i tre giocatori attualmente impegnati nelle Finals e che raggiungeranno i loro compagni di nazionale direttamente a Tokyo. Il possibile quintetto – con l’unico dubbio Tatum/Green tra i titolari – fa paura, ma sarà fondamentale l’apporto della second unit, nonché la capacità di limitare i falli, soprattutto in quel reparto lunghi non troppo affollato.

Il ranking FIBA la dà al terzo posto dietro Australia e Spagna, ma comunque i ragazzi di coach Popovich non hanno nessuna intenzione di essere detronizzati: a livello olimpico, infatti, Team USA non perde da Atene 2004 e vuole mettersi al collo la quarta medaglia d’oro consecutiva.

a cura di Ario Rossi

La Francia punta in alto in queste Olimpiadi || Archysport.com

FRANCIA

PG – Thomas Heurtel (32, Real Madrid), Frank Ntilikina (22, New York Knicks), Andrew Albicy (31, Free agent).
SGNando De Colo (34, Fenerbahçe), Evan Fournier (28, Boston Celtics)
SF – Nicolas Batum (32, Los Angeles Clippers), Timothé Luwawu-Cabarrot (26, Brooklyn Nets)
PF – Guerschon Yabusele (25, Real Madrid), Petr Cornelie (26, Pau Orthez)
C – Rudy Gobert (29, Utah Jazz), Vincent Poirier (27, Real Madrid), Moustapha Fall (29, Olympiacos)

CT: Vincent Collet (58, Strasburg)

Squadra di livello assoluto quella francese. Gli uomini di Vincent Collet, in sella sulla panchina transalpina dal 2009, hanno tanto talento ben distribuito tra EuroLeague ed NBA. Rudy Gobert, in particolare, ma anche gli altri NBA come Batum e Fournier, recitano un ruolo fondamentale in questa nazionale dove ancora è indispensabile il talento e la leadership di Nando De Colo. Tanto Real Madrid in questa Francia, dove saranno presenti Heurtel, Yabusele e Poirier. Inutile nascondersi, l’obbiettivo principale è la medaglia olimpica. La Francia ha dimostrato di giocare alla pari con i top team mondiali, team USA incluso.

Fondamentale l’apporto di tutto il roster, dove come già detto, sarà indispensabile la leadership di Nando De Colo. Fondamentale l’energia e l’aggressività che arriverà dalla panchina, dove Frank Ntilikina ha già fatto vedere di essere un difensore di livello assoluto e di poter dare minuti importanti di riposo ai big titolari.

L’obbiettivo è la medaglia. Gli avversari sono forti, ma il talento in casa Francia c’è e anche l’esperienza di big a livello internazionale.

a cura di Matteo Andreani

Daily Advent

IRAN

PG – Pujan Jalalpoor (28, SKN St. Polten Basketball), Mohammadsina Vahedi (20, Mahram Sport Club)
SG – Mohammad Jamshidijfarabadi (29, Chemidor), Navid Rezaeifar (24, Shahrdary Gorgan), Behnam Yakhchalidehkordi (26, Rostock Seawolves)
SF – Saeid Davarpanah (33, Naft Abadan), Mohammadsamad Nik Khahbahrami (38, Petrochimi)
PF – Mohammad Hassanzadeh (30, Naft Abadan), Michael Rostampour (29, BC Prievidza)
C – Hamed Haddadi (36, Champville SC), Aaron Geramipoor (28, San Lorenzo de Almagro)

Coach: Mehran Shahintab

Terza partecipazione olimpica nella storia della nazionale iraniana, quindi la qualificazione al torneo a cinque cerchi di per sé è già una vittoria dopo il 14° posto del 1948 e l’11° del 2008.
Il ranking FIBA vede l’Iran all’ultimo posto tra le 12 partecipanti, e non è una sorpresa visto che il loro miglior giocatore è ancora Hamed Haddadi, l’ormai 36enne ex Memphis.

a cura di Marco Morandi

I Cechi hanno vinto il difficile preolimpico canadese || Sportsnet.ca

REPUBBLICA CECA

PG – Tomas Satoransky (29, Chicago Bulls), Ondrej Senhal (23, USK Praga), Thomas Vyoral (28, BK Pardubice)
SG – Jaromir Bohacik (29, Strasburgo), Jakub Sirina (33, Opava), Patrick Samoura (20, USK Praga)
SF – Blake Shilb (37, USK Praga), Lukas Palyza (31, Nymburk)
PF – Jan Vesely (31, Fenerbahce Istanbul), Patrick Auda (31, Yokohama Corsairs)
C – Ondrey Balvin (28, Gunma Thunders), Martin Peterka (26, Nymburk)

Coach – Ronen Ginzburg

L’insostenibile leggerezza dell’essere… La Repubblica Ceca, per la prima volta alle Olimpiadi.
Citando il più celebre dei romanzi dell’esule scrittore ceco Milan Kundera, si può comprendere che essere a Tokyo sia già una vittoria per il movimento cestistico della Repubblica Ceca. Indipendentemente da come andrà il girone A, che oltre alla selezione di coach Ronen Ginzburg vede protagoniste l’Iran, la Francia e gli USA.

La nazionale ceca giunge a Tokyo galvanizzata da un torneo PreOlimpico, quello canadese, che l’ha vista ergersi a sorpresa assoluta. Dopo aver rischiato di essere eliminata subito nel girone – sconfitta netta contro la Turchia e vittoria di misura contro l’Uruguay – la Repubblica Ceca è riuscita a battere in maniera insperata e rocambolesca i favoritissimi padroni di casa in semifinale. La partita più bella ed emozionante di tutti e quattro i tornei PreOlimpici, decisa da un Blake Shilb infallibile e da un buzzer beater di capitan Satoransky ai tempi supplementari. Un’impresa, un upset clamoroso che ha dato fiducia ai cechi in vista della finale contro la Grecia di Rick Pitino, letteralmente dominata nel secondo tempo.

La Repubblica Ceca si presenta dunque a Tokyo come una nazionale quadrata, con ruoli, gerarchie e principi ben definiti all’interno del proprio roster. Il leader è indiscutibilmente Tomas Satoransky, playmaker atipico per taglia fisica e versatilità, bravo a mettere in ritmo i compagni così come a prendersi responsabilità in prima persona, quando il momento della partita lo richiede. A fargli da scudieri, Bohacik e Shilb, due esterni navigati, di grande personalità, molto pericolosi dall’arco e diligenti in difesa. Mentre sotto canestro, il terzetto Vesely – Auda – Balvin è garanzia di presenza fisica nel pitturato e regia aggiunta dal post. Vesely e Auda in particolare sanno giocare molto bene sia in post alto che in post basso, per sé stessi e per i compagni. La ricerca dell’alto-basso resta una delle soluzioni preferite dall’attacco ceco, che manda spesso e volentieri i suoi big men in doppia cifra personale. In tal senso, attenzione ai 217 cm del centrone Balvin, dotato di mano educata per finalizzare sia vicino che lontano da canestro. Dalla panchina, oltre al già menzionato sesto uomo Auda, vedremo protagonisti Sirina e Senhal, playmaker che sanno rendersi pericolosi anche al tiro da fuori.

Il Ranking FIBA posiziona la Repubblica Ceca al decimo posto, davanti solo ai padroni di casa del Giappone e all’Iran, diretta avversaria nel girone. Ma attenzione a non sottovalutare il carattere, l’entusiasmo e la leggerezza di un gruppo di veterani che non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare da un’occasione del genere.

Kundera scriveva: “La storia è leggera al pari delle singole vite umane, insostenibilmente leggera, leggera come una piuma, come la polvere che turbina nell’aria, come qualcosa che domani non ci sarà più”.
Ecco, la Repubblica Ceca approccia l’Olimpiade giapponese con la leggerezza di chi vuole godersela, tutta, al massimo, finché dura. La leggerezza di chi la storia, solo per il fatto di essere lì, a Tokyo, a cantare l’inno Kde domov můj (dov’è la mia casa), l’ha già fatta.

a cura di Filippo Stasi

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