Olimpiadi Tokyo 2020, la preview del gruppo B

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ITALIA

PG – Niccolò Mannion (20, Golden State Warriors), Marco Spissu (26, Dinamo Sassari), Alessandro Pajola (21, Virtus Bologna).
SG – Riccardo Moraschini (30, Olimpia Milano), Stefano Tonut (27, Reyer Venezia), Michele Vitali (29, Reyer Venezia).
SF – Simone Fontecchio (25, Baskonia).
PF – Danilo Gallinari (32, Atlanta Hawks), Nicolò Melli (30, Olimpia Milano), Achille Polonara (29, Fenerbahce), Giampaolo Ricci (29, Olimpia Milano).
C – Amedeo Tessitori (26, Virtus Bologna).

Coach: Romeo Sacchetti

L’iniezione di fiducia, derivante dall’impresa di Belgrado, avrà sicuramente un peso importante nel cammino degli Azzurri. L’Italia torna ai Giochi Olimpici dopo diciassette, lunghissimi, anni di assenza: ad Atene 2004 fu argento, uno splendido metallo al netto di quelli che allora furono valutati come rimpianti perché non si comprese appieno il valore dell’Argentina, squadra vincitrice. L’innesto di Gallinari, che al Preolimpico non poteva partecipare per concomitanti impegni NBA, aumenta ulteriormente il grado di versatilità di una squadra che può far divertire, ma non deve snaturarsi. Controllo dei ritmi di gioco e adattamenti difensivi saranno la chiave anche contro Australia e Nigeria, rispettivamente 1ª e 4ª nel ranking FIBA. La guida di Meo Sacchetti sarà infine importante. Sottostimato praticamente da tutti, a causa dell’incapacità di vedere oltre un run-and-gun completamente diverso da quello visto col Banco di Sardegna Sassari, ormai oltre un quinquennio fa, il coach della Nazionale ha già vinto una medaglia olimpica (argento a Mosca 1980) ed è impareggiabile costruttore del gruppo, anche nelle più disparate avversità.

Il ranking vede gli Azzurri al 7° posto, ma la sensazione è che dopo Belgrado non ci debbano essere obiettivi preposti. Giocare liberi da ogni pressione, ma soprattutto dalle catene del risultatismo, potrebbe essere la chiave per togliersi qualche soddisfazione importante.

a cura di Marco Arcari

GettyImages

AUSTRALIA

PG – Matthew Dellavedova (30, Melbourne United), Dante Exum (26, Houston Rockets)
SG – Patty Mills (32, San Antonio Spurs), Chris Goulding (32, Melbourne United), Nathan Sobey (31, Brisbane Bullets)
SF – Joe Ingles (33, Utah Jazz), Matisse Thybulle (24, Philadelphia 76ers), Josh Green (20, Dallas Mavericks)
PF – Jock Landale (25, Melbourne United), Nic Kay (28, Shimane Magic)
C – Aron Baynes (34, Toronto Raptors), Duop Reath (25, Stella Rossa Belgrado)

Coach: Brian Goorjian

Li chiamano Boomers, termine slang tipico in Australia per indicare un canguro maschio d’età adulta. Un soprannome perfetto per indicare la nazionale di pallacanestro maschile australiana; non solo perché, banalmente, i canguri saltano in maniera esplosiva. La loro statura può raggiungere i 2 metri, altezza media di una squadra di basket professionistico. Inoltre, i marsupiali più famosi d’Australia sono soliti radunarsi in gruppi di dozzine, come 12 sono i protagonisti della temutissima nazionale giallo-verde. Basti dire che alla vigilia delle Olimpiadi, l’Australia viene indicata dal Ranking FIBA come la numero 1. La squadra da battere.

Può sembrare strano trovarla in vetta, considerando che l’Australia a livello intercontinentale non è mai salita sul podio. Per ben 4 volte alle Olimpiadi i Boomers sono arrivati quarti, piazzamento raggiunto anche nel Mondiale cinese del 2019. Ma se si è seguito negli ultimi anni il percorso di questa nazionale, specialmente sotto la gestione di coach Andrej Lemanis, è legittimo pensare che l’Australia sia pronta a puntare a una medaglia. Perché no, anche del metallo più nobile.

Il percorso di preparazione della selezione oceanica, da fine 2020 allenata da Brian Goorjian, certifica infatti la forza dei Boomers. Nel torneo di Las Vegas, il percorso è stato netto e convincente: prima la vittoria a fil di sirena contro l’Argentina grazie a una prodezza di Patty Mills. Poi la grande vittoria contro Team USA (91-83) e infine il punto esclamativo, annichilendo la sorprendente Nigeria di Mike Brown. Sia Australia che Nigeria, peraltro, si giocheranno il passaggio del turno nel gruppo B insieme a Italia e Germania.

Uno dei punti di forza dei Boomers è senza dubbio la chimica di squadra. Il nucleo dei senatori della selezione australiana gioca assieme da un decennio e il sistema del gioco, nonostante qualche accorgimento, è rimasto lo stesso. Tutto si basa sulla flow offense, quindi movimento perpetuo senza palla, tanti passaggi consegnati per non smettere mai di muoversi e premiare sia i tagli back door dei piccoli sia le loro uscite dai blocchi. In tal senso, occhi puntati sul fromboliere Patty Mills, serio candidato a entrare nella top 3 dei marcatori del torneo. La guardia degli Spurs, inoltre, sarà il portabandiera dell’Australia a Tokyo, diventando così il primo atleta aborigeno della storia del suo paese a ricevere tale onore.

Tra gli altri, i veterani Ingles, Baynes e Dellavedova saranno chiamati a guidare caratterialmente i più giovani. Gli altri due NBA, Thybulle ed Exum, dovranno subentrare con energia dalla panchina e lo han fatto molto bene nelle amichevoli di Las Vegas, specialmente. Lo stesso dicasi di Goulding, Kay e Reath, con Sobey destinato molto probabilmente a fare da 12esimo. Infine, Jock Landale da 4 titolare vuole ben figurare per attirare qualche franchigia NBA e strappare un contratto.

Basterà questo per l’assalto a una medaglia degli Australian Boomers? Al campo l’ardua sentenza. Ma se dobbiamo sbilanciarci, crediamo che i tempi siano maturi per vedere l’Australia salire su uno dei gradini del podio del basket di Tokyo.

a cura di Filippo Stasi

FIBA Basketball

GERMANIA

PG –Maodo Lo (28, Alba Berlin), Joshiko Saibou (31, Dijon)
SG – Andreas Obst (25, Bayern Munich),Lukas Wank (24, Skyliners Frankfurt)
SF – Moritz Wagner (24, Orlando Magic) , Jan Niklas Wimberg (26, Chemnitz)
PF –Isaac Bonga (21, Washington Wizards), Danilo Barthel (29, Fenerbahçe) , Robin Benzing (32, Zaragoza).
C – Johannes Voigtmann (28, CSKA Moscow) , Niels Giffey (30, Zalgiris Kaunas) , Johannes Thiemann (27, Alba Berlin).

Coach: Henrik Markus Rödl, 51.

Che sorpresa vedere la Bundesrepublik Deutschland qualificata in questo torneo maschile di Pallacanestro. I tedeschi hanno avuto un PreOlimpico super, avendo avuto la meglio di due squadre sulla carta superiori come Croazia e Brasile. Gli uomini di Rödl, in sella alla panchina della Germania dal 2017, hanno giocato un basket corale di squadra, molto ben organizzati e diligenti senza la loro stella Dennis Schröder. La guardia tedesca dei Los Angeles Lakers salterà anche Tokyo 2020 e sarà ancora questo nucleo ad avere la fiducia. Tanti punti e responsabilità saranno chieste a Moritz Wagner, non protagonista in NBA, ma molto molto importante in questa nazionale. Tanti giocatori duttili e al servizio della squadra, con una discreta mano dei lunghi, su tutti quel Voigtmann che ha creato tanti problemi alle difese di tante squadre in EuroLeague quest’anno in maglia CSKA.

La Germania ha avuto ed ha una “considerazione” molto alla simile ai nostri azzurri. Dati da molti per spacciati, hanno dimostrato di saper ribaltare i pronostici che li davano sempre sfavoriti. Sarà così anche questa volta? Italia-Germania alla prima giornata, grande classico sportivo, sarà un banco di prova importante per capire le gerarchie di questo girone molto insidioso.

a cura di Matteo Andreani

LAS VEGAS, NV – JULY 10: The Nigeria Men’s National Team celebrates after the game on July 10, 2021 at Michelob ULTRA Arena in Las Vegas, Nevada. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Ned Dishman/NBAE via Getty Images)

NIGERIA

PG – Gabe Vincent (25, Miami Heat), Caleb Agada (26, Hapoel Be’er Sheva)
SG – Josh Okogie (22, Minnesota Timberwolves), Obi Emegano (28, Fuenlabrada), Ike Nwamu (28, BC Samara)
SF – Jordan Nwora (22, Milwaukee Bucks), KZ Okpala (22, Miami Heat), Miye Oni (23, Utah Jazz)
PF – Precious Achiuwa (21, Miami Heat), Chimezie Metu (24, Sacramento Kings)
C – Ekpe Udoh (34, Virtus Bologna), Jahlil Okafor (25, Detroit Pistons)

Coach: Mike Brown

Il momento sembra essere finalmente arrivato: il basket africano è pronto a stupire. Dopo anni di buone prestazioni, la Nigeria sembra finalmente pronta a salire l’ultimo step per entrare di diritto tra le big a livello mondiale. L’occasione è ghiotta: nonostante le pesanti assenze (su tutti Monte Morris, OG Anunoby e Al-Farouq Aminu) la nazionale nigeriana si presenta alle Olimpiadi come autentica mina vagante, capace, perché no, di poter andare anche a medaglia. Le potenzialità ci sono tutte: un gruppo giovane con tanto talento guidato da un “vecchio lupo di mare” come Mike Brown, che ha deciso di prendersi una pausa dalla Nba per intraprendere l’avventura alla guida della nazionale. Brown non si è limitato a mettere insieme un manipolo di giocatori, ma ha cercato invece di costruire una vera e propria squadra, guardando anche alle esigenze e alle insidie che prevede il percorso olimpico. Il roster vede ben 8 giocatori in orbita Nba (con Josh Okogie e Precious Achiuwa a fare da punte di diamante) uniti ad altri giocatori che militano da anni in alcuni dei massimi campionati europei (su tutti Ekpe Udoh, fresco di firma con la Virtus Bologna).

Se le ultime edizioni delle Olimpiadi non si sono rivelate particolarmente brillanti per i Tigers (10° a Londra 2021, 11° a Rio 2016), il cammino verso Tokyo della Nigeria è stato invece entusiasmante, condito dalla perla della vittoria 90-87 in amichevole contro team USA. Il power ranking stilato dalla FIBA per le Olimpiadi non lascia spazio a molte interpretazioni: gli africani si presentano ai blocchi di partenza come quarta forza del torneo alle spalle di Australia, Spagna e USA e davanti alla Slovenia di Doncic, alla Francia e all’Italia stessa, che con loro se la vedrà nel girone. I presupposti ci sono, il talento è in abbondanza e la voglia di far bene pure: riuscirà la Nigeria a stupire il mondo e conquistare la prima medaglia africana nel basket?

a cura di Andrea Radi

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