Olimpiadi Tokyo 2020, la preview del gruppo C

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FIBA.com

Concludiamo la nostra panoramica sulle 12 squadre partecipanti alle Olimpiadi di Tokyo 2020 con l’ultimo girone, il C. Ecco l’approfondimento su Spagna, Argentina, Giappone e Slovenia.

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ARGENTINA


PG – Facundo Campazzo (30, Denver Nuggets), Nicolás Laprovittola (31, Real Madrid), Luca Vildoza (25, NY Knicks)
SG – Nicolás Brussino (27, Granada), Leandro Bolmaro (20, Barcellona)
SF – Gabriel Deck (26, Oklahoma City Thunder), Patricio Garino (28, free agent), Juan Pablo Vaulet (25, AEK Atene)
PF – Luis Scola (41, Varese)
C – Marcos Delia (29, Trieste), Tayavek Gallizzi (28, Regatas Corrientes), Francisco Cáffaro (21, Virginia)

Coach: Sergio Hernández

L’Argentina viene dall’argento ai Mondiali del 2019, e come sempre parte senza grandi favori del pronostico. Nelle ultime quattro edizioni a cinque cerchi hanno messo in bacheca un oro (2004), un bronzo (2008), un quarto posto (2012) e un ottavo posto (2016).
Dei 12 convocati agli ultimi Mondiali, ben 9 sono stati confermati dopo l’esperienza vincente di due anni fa in Cina; su tutti l’immarcescibile Luis Scola, alla quinta olimpiade con 41 anni sul groppone, e insieme a lui la solita banda di scavezzacollo pronti a tutto per la bandiera biancoceleste.
Campazzo e Deck possono vantare esperienze in NBA che ai Mondiali non avevano, mentre Vildoza volerà in America dopo queste Olimpiadi.

Dicevamo che l’Argentina non è tra le favorite, infatti il ranking FIBA la vede all’ottavo posto tra le 12 partecipanti e il girone con Spagna e Slovenia non è certo tra i più agevoli; non stupiamoci però se i sudamericani sapranno infilare l’ennesimo colpaccio, e se li vedremo ancora in campo in semifinale.

a cura di Marco Morandi

Mundo Deportivo

SPAGNA

PG – Ricky Rubio (30, Minnesota Timberwolves), Sergio Rodriguez (35, Olimpia Milano)
SG – Rudy Fernandez (36, Real Madrid), Alex Abrines (27, Barcellona), Sergio Llull (33, Real Madrid)
SF – Alberto Abalde (25, Real Madrid), Xabi Lopez-Arostegui (24, Valencia)
PF – Victor Claver (32, Barcellona), Usman Garuba (19, Real Madrid)
C – Marc Gasol (36, Los Angeles Lakers), Willy Hernangomez (27, New Orleans Pelicans), Pau Gasol (41, Barcellona)

Coach: Sergio Scariolo

Partecipazione numero 14 alle Olimpiadi per la compagine spagnola che, oltre all’argento nel 1984, nelle ultime tre edizioni è sempre salita sul podio con due argenti e un bronzo. Una squadra ormai abituata alle grandi competizioni e che arriva a Tokyo da campione del mondo, grazie al successo del 2019 in Cina. Se nel nelle Olimpiadi 2008 e 2012 la speranza di vincere l’oro si è infranta in finale entrambe le volte contro Team USA, nella competizione di Rio de Janeiro 2016 gli statunitensi hanno sconfitto la Spagna in semifinale, con la vittoria nella finale per il terzo posto contro l’Australia. Al netto del mancato oro, comunque, la nazionale iberica è di certo una delle squadre con maggiore esperienza nel tabellone finale del torneo a cinque cerchi.

La squadra è forte: a parte Juancho Hernangomez costretto al forfait, tutti i top hanno recuperato e sono saliti per l’aereo per Tokyo, in quella che è l’ultima chiamata per questi giocatori. Solo un giocatore, Usman Garuba, è under 25 in un gruppo che punta tantissimo sull’esperienza e che vuole concedere ad un gruppo storico di provare a conquistare la medaglia più pregiata nel torneo olimpico. La Spagna di Scariolo non ha nulla da invidiare ad altri roster candidati alla vittoria, Australia e USA su tutti, anche se la tenuta fisica di una squadra molto avanti con l’età potrebbe essere decisivo in un torneo breve in cui bisogna recuperare velocemente le forze tra una gara ed un’altra.

Neanche da campioni del mondo in carica gli spagnoli riescono a conquistare il primo posto nel power ranking. L’Australia ha messo il naso avanti e ha lasciato alla nazionale di Sergio Scariolo la seconda piazza anche se l’obiettivo è chiaramente la medaglia più pregiata, quell’oro sfuggito che manca dopo due argenti e un bronzo nelle ultime tre Olimpiadi.

a cura di Gaetano Cantarero

Watanabe e Hachimura le due frecce NBA del Giappone || FIBA.com

GIAPPONE

PG – Yuki Togashi Leo Vendrame (27, Shibuya)
SG – Yudai Baba (25, Melbourne), Daiki Tanaka (29, Alvark Tokyo), Makoto Hiejima (31, Utsunomiya)
SF – Yuta Watanabe (26, Memphis Grizzlies), Kosuke Kanamaru (32, Shimane), Tanketsu Harimoto (29, Nagoya)
PF – Rui Hachimura (23, Washington Wizards), Hugh Watanabe (22, Ryukyu)
C – Gavin Edwards (33, Funabashi), Avi Schafer (23, Mikawa)

Coach: Julio Lamas

I padroni di casa vogliono fare bella figura, vista la loro prima partecipazione olimpica dai tempi di Montreal ’76. Il girone però sembra alquanto proibitivo e, sebbene la squadra non sia assemblata così male, sembra difficile che riescano a passare il turno. Sicuramente, come da tradizione nipponica, non si arrenderanno mai e questa capacità potrebbe portare squadre più quotate ed esperte – come le tre presenti nel gruppo C – a rischiare più del dovuto con la formazione del Sol Levante.

Dal canto suo, la squadra del CT argentino Lamas può mettere in campo i “Big 3” Hachimura-Watanabe-Baba, unici che giocano fuori dai confini nazionali: i primi due in NBA, mentre la guardia è in NBL con i Melbourne United. Dietro di loro, però, c’è poco, anche se l’affidabile Togashi e il veterano Edwards potrebbero dare una mano: per il resto sarà un’esperienza che tutti ricorderanno per il resto della loro vita, ma difficilmente per i risultati raggiunti. Da seguire i giovani Hugh Watanabe e Avi Schafer, classe ’98 con un passato in NCAA.

Se la FIBA l’ha messa all’11° posto sulle 12 partecipanti davanti solo all’Iran un motivo ci sarà pure: tra tutte le squadre, il Giappone è addirittura al 42° posto nel ranking generale, di gran lunga la peggiore (l’Iran, penultimo, è al 23° posto

a cura di Ario Rossi

Luka Doncic Slovenia
FIBA.com

SLOVENIA

PG – Luka Doncic (22, Dallas Mavericks), Aleksej Nikolic (BCM Gravelines Dunkerque), Luka Rupnik (28 – Cedevita Olimpia)
SG – Klemen Prepelic (28, Valencia), Jaka Blazic (31, Cedevita Olimpia)
SF – Zoran Dragic (32, Baskonia), Gregor Hrovat (26, Cholet Basket), Jakob Cebasek (30, Dinamo Bucarest)
PF – Vlatko Cancar (24, Denver Nuggets), Edo Muric (29, Cedevita Olimpia)
C – Mike Tobey (26, Valencia), Ziga Dimec (28, Cedevita Olimpia)

Coach: Aleksander Sekulic

La prima volta non si scorda mai. È probabilmente questo il motivetto che risuona in Slovenia per la prima, storica, partecipazione della nazionale guidata da Aleksander Sekulic al torneo Olimpico. Una qualificazione sudata, conquistata nel preolimpico di Lubiana contro i padroni di casa della Lituania, e un sogno che passa dalle mani di Luka Doncic. La nazionale campione d’Europa in carica parte da outsider in una competizione mai disputata ma che ha nel roster uno dei giocatori più forti al mondo.

È ovviamente il fenomeno dei Mavs l’uomo copertina della Slovenia, in una nazionale che ha tanto talento e che può contare anche su un altro NBA, Vlatko Cancar, sull’esperienza di Zoran Dragic e di Klemen Prepelic e sui centimetri di Mike Tobey. Coach Sekulic è alla prima avventura in una fase finale di un torneo importante, anche se nell’Europeo 2017 vinto alla Slovenia era vice di Igor Kokoskov. Il girone da affrontare, però, è complicato vista la presenza della Spagna e dell’Argentina e questo potrebbe complicare il cammino di una squadra che dopo il successo europeo ha dimostrato parecchi limiti, non riuscendo a raggiungere la fase finale del Mondiale 2019.

La forza di questa squadra è confermata anche dalla posizione nel power ranking, con il quinto posto che significa mettersi immediatamente dietro Francia e Italia oltre ad Argentina e Germania. L’obiettivo alla portata è raggiungere i quarti di finale, anche grazie alla possibilità di superare il turno da terzi nel girone. Avrà comunque grande peso, oltre alla necessaria vittoria contro i padroni di casa del Giappone, la sfida contro l’Argentina visto che la Spagna almeno sulla carta è una spanna superiore.

a cura di Gaetano Cantarero

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