Parla Gallinari: “No dei Clippers alla mia presenza in azzurro. Sogno il mondiale e di vincere con l’Italia”

Parla Gallinari: “No dei Clippers alla mia presenza in azzurro. Sogno il mondiale e di vincere con l’Italia”

Le parole di Danilo Gallinari a Milano per un corso presso l’università Luigi Bocconi.

di Lucia Montanari, @LuciMonta15

Danilo Gallinari torna a parlare di azzurro, a distanza di un anno dalla clamorosa rissa, che gli provocò un serio infortunio alla mano che lo costrinse a rinunciare all’europeo con gli azzurri, avvenuta nel match amichevole contro l’Olanda, all’interno della Trentino Cup.

Queste le parole, estrapolate dall’intervista odierna pubblicata su “La Gazzetta dello Sport”, dell’ala dei Clippers: «Purtroppo ho dovuto saltare queste due partite. L’infortunio alla mano destra non è ancora del tutto guarito. E poi me l’hanno imposto i Clippers, sia per le mie condizioni attuali che per il mio difficile 2017-18. A settembre voglio esserci, anche se dovrò convincere il club di Los Angeles. Preferirebbero che io saltassi anche le partite di settembre. Io però voglio giocare e cercherò in tutti i modi di convincerli. Ho spiegato la situazione a Sacchetti: solo dopo aver ottenuto il benestare dei Clippers potrò mettermi a disposizione della Nazionale».

Gallinari poi parla di Mondiale, commentando anche le già ampiamente criticate e discusse regole Fiba che permettono le finestre nazionali anche durante i campionati, cosa che sicuramente non aiuta la partecipazione di giocatori NBA: «Il calendario così non è agevole né a livello di marketing né di partecipazione. Le estati com’erano prima erano decisamente più interessanti, sia per il pubblico che per noi giocatori, che potevamo prendervi parte al contrario di quello che accade con le partite durante l’anno. Io comunque credo nell’Italia al Mondiale: non l’ho mai fatto, voglio esserci come giocatore e vogliamo esserci come Nazionale. Io in azzurro non ho mai vinto nulla, se non un bronzo quando avevo 16 anni. E vincere con la propria Nazionale dà molto di più che farlo con un club o in Nba. È un sogno, spero di poterlo realizzare».

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