Gordon Hayward, il leader silenzioso degli Utah Jazz

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No, non ne avrete sentito parlare spesso. Probabilmente nella vostra home di Facebook, Twitter o altri vari social non vi sarà mai capitato di leggere il nome ” Gordon Hayward” accompagnato a qualche giocata spettacolare.
Essere un ragazzo bianco con un atletismo poco pronunciato e con una propensione a fare sempre il “giusto”, senza strafare, non fa certo di te un fenomeno mediatico conosciuto ai “più”. E giocare nello Utah non aiuta.
Nonostante questo negli ultimi tempi il buon Gordon sta cominciando a far parlare di se a suon di 20elli. Sta infatti attraversando la miglior stagione della sua carriera, viaggia a circa 16 punti di media conditi da più di 5 assist e 5 rimbalzi a partita, tirando dal campo con il 41%. In questa stagione di “transizione” si è fatto leader della squadra dello Utah, confermandosi punto fisso della franchigia per questa stagione e ( si spera in casa Jazz ) non solo.

Formato cestisticamente nell’università di Butler guidata al tempo dall’attuale coach dei Celtics, Brad Stevens, Hayward ha portato i Bulldogs alla prima finale del torneo NCAA della loro storia, persa poi contro i Duke BlueDevils ( stagione 2009-2010 ).
Nella sua stagione da Sophomore nel college di Butler, Hayward ha tenuto una media di 15.5 punti e 8.2 rimbalzi, decidendo di rendersi eleggibile per il Draft.
Nonostante questo, i dubbi e le perplessità su di lui non mancavano: ” Si ma ha un gioco da College Basket” , “In NBA se lo mangiano”.
I Jazz lo scelgono a sorpresa con la 9th pick assoluta. I dubbi degli scout su Hayward si realizzano durante il suo primo anno in NBA, gioca solo 16 minuti di media segnando 5.4 punti. Ed ecco che viene puntualmente etichettato come una delle “delusioni del draft”, e i tifosi danno addosso al Front Office dei Jazz, che lo ha preferito a Paul George, Greivis Vasquez ed altri in sede di Draft.
Nonostante ciò i Jazz non smettono di credere in lui, e i risultati arrivano: durante il suo anno da Sophomore, il minutaggio di Hayward sale fino ai 30 minuti a partita e le sue medie si ingigantiscono: 11.8 punti, 3.1 rimbalzi e 3.2 assist di media.
L’esterno dei Jazz continua a crescere, e nella sua terza stagione tocca spesso il 15+5+5, chiudendo con 14.1 punti, 3.4 rimbalzi e 3 assist di media.

E ora, cosa preserva il futuro di Hayward? Ecco, questo è uno dei tanti punti interrogativi che ha accompagnato la stagione di Hayward e dei Jazz, visto che l’esterno da Butler è in scadenza di contratto, e non ha ancora rinnovato il contratto con i Jazz. Pare che Hayward abbia addirittura rifiutato un quandriennale da 40 milioni ( che sarebbe 10 milioni all’anno, mica noccioline ) e sia disposto a trattare partendo da una base di 48 milioni. Questo è un bel problema per i Jazz, che hanno appena “maxato” Derrick Favors e rinnovare Hayward a cifre del genere significherebbe bloccare e non poco la situazione salariale della squadra.

Cosa c’è nella testa di Hayward nessuno può saperlo, ma si può stare certi, vista la carriera, che farà scelte oculate e non azzardate, che comunque in qualche modo potranno giovare alla sua carriera, e se può monetizzare lo farà, come è giusto che sia.

Essere un ragazzo ” a posto “, tranquillo, con un ottimo QI e soprattutto con una grande etica del lavoro e dell’allenamento ha sicuramente giovato allo sviluppo cestistico di Hayward. Perchè si, magari, anche se non si ha un talento come quello di Jr Smith o di Eric Gordon, si può diventare comunque un grandissimo giocatore NBA, riuscendo anche a superare i giocatori più talentuosi. E questo è uno dei tanti motivi che stanno spingendo i Jazz a investire cosi tanto su Hayward, e per cui la maggior parte delle franchigie NBA con un adeguato spazio salariale ha messo gli occhi addosso al ragazzo di Brondswerg.
Perchè firmando Hayward, tu non solo hai la garanzia di avere un giocatore continuo e in crescita costante, ma sei sicuro di ingaggiare un giocatore che non creerà dinamiche scomode all’interno dello spogliatoio, che non darà in nessun modo fastidio all’allenatore, e che comunque da qui a fine carriera si sforzerà nel migliorare, e che magari potrà avere anche un calo, ma sicuramente farà di tutto per riprendersi e tornare al meglio, senza chiedere subito “la cessione” o il “maggior minutaggio”.

Naturalmente dei punti interrogativi sulla possibile carriera di Hayward ci sono. Finora ha giocato solo nei Jazz, squadra che negli ultimi anni si è dimostrata molto carente nel reparto degli esterni, e quindi il buon Gordon è stato “facilitato” dalla poca concorrenza. Ma in una contender o comunque in una squadra che lotta per i PO, affiancato da altri esterni di valore, continuerà ad avere questo rendimento o, soprattutto nel primo periodo, avrà qualche difficoltà?
Nessuno può dirlo, nessuno può saperlo.

E nonostante tutto, Gordon ha dimostrato di avere anche personalità, perchè per segnare 37 punti in faccia a tale Kevin Durant a 24 anni, giocando in una squadra che certo non ti supporta ,e per segnare 22 punti marcato da Kobe Bryant durante la tua seconda stagione nella lega, devi avere, oltre ad una grande personalità, anche due granissimi “attributi”.

Lorenzo De Flammineis