38 anni e non sentirli: semplicemente Steve Nash

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“Tu quoque, Brute, fili mi”! Chissà se anche D’Antoni avrà pensato quelle parole alla fine del match tra i suoi attuali Kniks e i suoi ex Suns. Il buon Mike avrà strabuzzato gli occhi leggendo il tabellino di tale Steve Nash: 26 punti e 11 assist con 9/12 da due, 2/3 da tre e 6/6 ai liberi. New York 88 – Phoenix 91.

A match concluso ovviamente tutti i riflettori sono puntati su di lui, sul folletto canadese, su un ragazzino di 38 anni che proprio non ne vuol sapere di scrivere la parola “fine” alla sua carriera. Ed ecco che proprio nella serata in cui Phoenix ha espugnato il Madison, iniziano a rimbalzare le voci di mercato più disparate, alimentate, a dire il vero, anche dalle dichiarazioni dello stesso Nash. “Non è un segreto- ha dichiarato il canadese- che questa è la capitale del basket. Vivo a New York durante l’estate e qui ho tanti amici come Mike (D’Antoni n.d.r.) e il mio vecchio compagno Amar’e (Stoudemire n.d.r.). Per me, andare a New York, sarebbe come un ritorno a casa. E’ sempre divertente giocare qui “.

Musica per le orecchie dei tifosi dei Kniks che ormai da troppi anni son costretti a buttare giù bocconi amari e sono stati costretti a veder transitare nella cabina di regia della propria squadra del cuore un numero considerevole di giocatori senza mai trovare la quadra: da Stephon Marbury a Chris Duhon, da Raymond Felton, a Chauncey Billups, da Toney Douglas a Mike Bibby, fino a Baron Davis. Già, quel Baron Davis che fino ad oggi ancora non si è visto in campo.

Quel campo invece vede ancora protagonista Nash che, tra l’altro, dovrà discutere anche il suo rinnovo con i Suns. Phoenix proverà a giocarsi le sue carte per trattenerlo: probabilmente potrà offrire un contratto più vantaggioso e, motivazione non secondaria, Phoenix è la città in cui studiano i suoi due figli. I Suns vogliono ricostruire con l’aiuto di Nash che dal canto suo è stato chiaro: non ha alcuna intenzione di ritirarsi alla fine di questa stagione. “Penso di poter giocare ancora a lungo” -ha puntualizzato il play- ” e mi sento fisicamente a posto. Non c’è alcuna ragione perché io non possa giocare ancora per un paio d’ anni”.

Bisognerà attendere però, chissà se qualche giorno, qualche settimana o qualche mese, per sapere dove. D’Antoni spera che il suo figlioccio lo raggiunga al Madison e spera soprattutto, visti i risultati e le critiche, che al Madison rimanga lui.

 

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