Alla scoperta di Julius Randle… partendo da Bennett

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Con la stagione NCAA che ha avuto il suo epilogo con la vittoria da parte di UConn è arrivato il tempo di tirare le somme della stagione e di guardare ai giocatori prossimi ad andare al draft NBA.

Uno dei più interessanti é Julius Randle, ala forte di Kentucky, una delle squadre più sorprendenti del torneo, che partendo con la testa di serie 8 e arrivata fino alla finale, persa con UConn appunto.  Per inquadrare meglio questo giocatore può essere di aiuto un parallelismo con un giocatore NBA che al college collezionava cifre simili, niente di meno che la prima, criticatissimo, scelta assoluta dell’ultimo draft Anthony Bennett.

Partiamo dal ruolo, sono entrambi ali forti, dotati di una notevole forza fisica che permette loro di avere alte percentuali  nei pressi del ferro.

Hanno dimostrato di essere dei ottimi rimbalzisti, sia in attacco che in difesa. Sono anche due  giocatori molto agili per il loro ruolo, spesso si è potuta vedere la loro abilità nel correre il campo. Questa agilità conferisce loro un ottimo potenziale difensivo, anche se non sono grandi stoppatori, ma nell’uno contro uno sia fronte che spalle a canestro potrebbero contenere gran parte delle ali grandi NBA.

Bennett a differenza di Randle vanta una ben diversa esplosività che gli permette di finire frequentemente sopra il ferro. La scarsa esplosività del prodotto di UK è un problema  quando sotto canestro non basta la sua forza fisica.

Prima si è parlato dell’abilità di entrambi di finalizzare nei pressi dell’anello, ma se si parla di gioco in post basso la freccia punta dalla parte di Randle che può vantare  già un ottimo gancio sinistro oltre ad un efficace spin move e un buon face up game.

Bennett, anche in NBA, in post basso ha fatto vedere poco nulla ed è sicuramente qui uno dei punti su cui dovrà focalizzarsi per migliore.

Il canadese però può vantare un corredo offensivo molto più completo , di fatti ha anche ottimo gioco fuori dal pitturato col suo  tiro, sia dalla media che da dietro l’arco. Inoltre gioca anche bene dal post alto dove può sia tirare che fronteggiare l’avversario e batterlo data la sua esplosività. Al contrario Randle ha manifestato una totale assenza di un jump shot in qualche modo affidabile.

Hanno anche difetti che li accomunano: tutti e due hanno una pessima selezione di tiro. Randle spesso si intestardisce nel gioco in post diventando un” buco nero “ e  producendo numerose palle perse. Bennett invece diverse volte esagera con il tiro, che per quanto buono che sia non è ancora affidabile al 100%. Ambedue peccano di intensità, Randle in attacco dove ha perso molte palle che poi hanno propiziato il contropiede avversario con passaggio mosci e fatti senza voglia; Bennett in difesa dove spesso lo si è visto tornare secondi dopo i propri compagni.

Ora arriviamo alla conclusione: cosa potrà essere Randle in NBA e cosa può diventare Bennett.

Randle generalmente viene accostato a Z-Bo, per l’uso del corpo vicino a canestro e l’abilità a rimbalzo in attacco. Sicuramente è un paragone legittimo, però Julius per arrivare ai livelli di Randolph dovrà lavorare molto sul jumper.

Anthony Bennett invece è una delle prime scelte più criticate di sempre, con ogni probabilità queste critiche hanno avuto molto peso sui risultati del #15 dei Cavs che mentalmente non ha retto. Ovviamente le critiche sono state fuori luogo, il buon Anthony non aveva potuto allenarsi tutta l’estate per l’operazione alla spalla e quindi è arrivato inevitabilmente fuori forma a inizio stagione e per un giocatore che punta molto sull’atletismo questa è una zavorra pesantissima.

Non a casa nella seconda metà di stagione, giunto alla forma fisica ideale, aveva iniziato a mettere su cifre interessanti; purtroppo la sua stagione si è conclusa proprio sul più bello per un  infortunio al ginocchio.

Pertanto bisogna dare al fiducia al ragazzo perché il potenziale c’è ed è enorme e sperare che riesca finalmente a tirarlo fuori.

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