BEST vs FUTURE: il meglio che l’NBA ha da offrirci adesso contro coloro che lo diventeranno presto

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La kalokagathia era l’ideale dell’epicità ellenica che riuniva in sé la bellezza (kalos) e il valore sul campo di battaglia (agathos). Il filologo classico faceva incarnare il fulgido artificio concettuale a un omerico Achille; noi tracotanti, quasi blasfemi, lo associamo ai nostri atleti della palla a spicchi, profeti dell’amazing. E’ così che in fin dei conti ci vengono presentati questi prototipi di perfezione sportiva, inseriti a meraviglia nell’esemplare pensiero cestistico americano. Il mondo li osserva e lo sanno. Sono quelli che si trovano in cima alla catena alimentare. Sono quelli i cui nomi trovi stampato sulle canotte in commercio. Quanto segue si propone come un confronto sotto vari punti di vista (riconoscimenti di squadra e individuali, stipendi e breve analisi tecnica) fra l’élite della pallacanestro a stelle e strisce e i futuri prospetti, non più delle sorprese ma non ancora dei predatori affermati e rispettati.
Analizziamo, dunque, il quintetto (con relativo sesto uomo) dei dominatori assoluti.

NOME: Kevin Durant
ANNO DI NASCITA: 1988
COLLEGE: University of Texas
INIZIO IN NBA: 2007
RUOLO: ala piccola
DA RICORDARE: NCAA Player of the Year 2007, MVP della regular season 2013/14, MVP dell’All-Star Game 2012, Top Scorer nel 2010, 2011, 2012 e 2014, 5 partecipazioni all’All-Star Game.
STIPENDIO 2013/14: 18.773.170
MEDIA STAGIONALE: 31,8 punti; 5,5 assist; 7,7 rimbalzi.
Se la sua carta di identità non bastasse a parlare per lui, è uno dei giocatori più completi della Lega: tra i suoi assi nella manica ha il tiro in fade away di nowitzkiana memoria, oltre a un rilascio della palla poetico che accoppiato alle braccia chilometriche che si ritrova gli permette di trovare il canestro da posizioni indicibili, anche quando non è in ritmo. Dispone, inoltre, di un’agilità da guardia che gli permette di essere l’unico elemento di questo sport letteralmente immarcabile: è padrone di qualsiasi tecnica offensiva. La dedica alla madre per il riconoscimento come Most Valuable Player, l’umiltà e il suo disinteresse nel battere record lo rendono anche un perfetto uomo-squadra. Gli manca solo l’anello.

NOME: LeBron James
ANNO DI NASCITA: 1984
COLLEGE: nessuno
INIZIO IN NBA: 2003
RUOLO: ala (si fa per dire)
DA RICORDARE: 2 titoli NBA, MVP della regular season 2008/09, 2009/10, 2011/12, 2012/13, MVP delle Finals 2011/12 e 2012/13, MVP dell’All-Star Game 2006 e 2008, Top scorer nel 2008, Rookie of the Year 2004, 10 partecipazioni all’All-Star Game, il più giovane ad essere inserito nel primo quintetto NBA (2006).
STIPENDIO 2013/14: 19.067.500
MEDIA STAGIONALE: 27,2 punti; 6,4 assist; 6,9 rimbalzi.
“Prescelto”, “Re”: come biglietto da visita ci siamo. Ma c’è tanto da dire. In assoluto l’atleta più completo che l’NBA ci mette a disposizione, essendo in grado (e avendoli già ricoperti) di giocare in tutti e cinque i ruoli possibili di questo sport. Non il massimo come tecnica di tiro, ma ha una facilità di canestro pari a quella del collega suddetto, nonché ha in più l’essere un ottimo difensore, specialmente quando si tratta di stoppare in transizione, suo marchio di fabbrica. Discusso come uomo per la sua scelta di abbandonare Cleveland in cerca di gloria, con gli anni si è responsabilizzato: la sua maturazione non a caso è coincisa con i due anelli a South Beach. Sicuramente il T-Rex della Lega.

NOME: Tim Duncan
ANNO DI NASCITA: 1976
COLLEGE: Wake Forest University
INIZIO IN NBA: 1997
RUOLO: ala grande/centro
DA RICORDARE: NCAA Player of the Year 1997, 4 titoli NBA, MVP della regular season 2001/02 e 2002/2003, MVP delle Finals 1999, 2003 e 2005, MVP dell’All-Star Game 2000 (ex aequo con Shaquille O’Neal), Rookie of the Year 1998, 14 partecipazioni all’All-Star Game.
STIPENDIO 2013/2014: 10.361.445
MEDIA STAGIONALE: 15,6 punti; 2,9 assist; 10 rimbalzi.
Un’istituzione. E guai a dargli del dinosauro. Quest’anno, per l’ennesima volta, ha dato lezioni di post a qualsiasi centro o ala che gli capitasse a tiro. E’ un giocatore intelligente, uno dei migliori difensori di sempre, dotato di grandissima tecnica affinata con gli anni nei movimenti in post, che tuttora lo rende letale. 38 anni, doppia doppia di media, laureato in psicologia, persona schiva e umile, ha una fondazione dedita alla ricerca medica e all’inserimento dei giovani nello sport. Encomiabile, dentro e fuori dal campo.

NOME: Kobe Bryant
ANNO DI NASCITA: 1978
COLLEGE: nessuno
INIZIO IN NBA: 1996
RUOLO: guardia/ala
DA RICORDARE: 5 titoli NBA, MVP della regular season 2007/08, MVP delle Finals 2007/08 e 2008/09, Top scorer 2005/06 e 2006/07, MVP dell’All-Star Game 2002, 2007, 2009 e 2011, 15 partecipazioni all’All-Star Game.
STIPENDIO 2013/2014: 30.453.000
MEDIA STAGIONALE (riferita alla stagione 2012/13): 27,3 punti; 6 assist; 5,5 rimbalzi.
Nella valutazione complessiva, per forza di cose, non si può tener conto di quest’annata disastrosa dal punto di vista fisico, forse prime avvisaglie di cedimento “senile”. Si spera che il rinnovo a 24 milioni l’anno per due anni che Kupchak gli ha “regalato” non lo induca ad adagiarsi sugli allori, cosicché ci regali ancora spettacolo. Alla veneranda età di 36 anni, è entrato nell’Olimpo di LA e del basket tutto, dominatore totale. E’ riduttivo e velleitario descriverne le peculiarità offensive, pertanto ci si astiene. Chiunque ami questo sport e l’NBA non può non conoscerlo. Un giocatore da Mount Rushmore. E si è detto tutto.

NOME: Derrick Rose
ANNO DI NASCITA: 1988
COLLEGE: University of Memphis
INIZIO IN NBA: 2008
RUOLO: playmaker
DA RICORDARE: MVP della regular season 2010/11 (più giovane di sempre), Rookie of the Year 2009, 3 partecipazioni all’All-Star Game.
STIPENDIO 2013/14: 17.632.670
MEDIA STAGIONALE (riferita alla stagione 2010/11): 25 punti; 7,6 assist; 4 rimbalzi.
Si trova qui per lo stesso motivo per cui si è voluto inserire Kobe nel quintetto. La Lega al momento è deficitaria di una delle sue stelle migliori, le cui apparizioni sono al momento limitate a suggestivi spot di una illustre casa di produzione di materiale sportivo, in cui sponsorizza la propria linea i cui prodotti sono anche di qualità discutibile. I due infortuni lo hanno messo ko negli ultimi due anni e nell’Illinois la sua mancanza si sente paurosamente. E’ fulmineo nella penetrazione e dispone anche di un ottimo palleggio-arresto-tiro. Possiede dei mezzi atletici più unici che rari che oltre a rendere possibile dei canestri metafisici ne fanno un giocatore che sposta letteralmente gli equilibri. L’amante dello spettacolo aspetta il suo rientro per vedere finalmente se Rose potrà mettere un punto all’egemonia Heat dell’ultimo biennio. Ma deve ancora sconfiggere la paura dell’infortunio, problema che potrebbe limitarlo molto più che seriamente.

NOME: Carmelo Anthony
ANNO DI NASCITA: 1984
COLLEGE: Syracuse
INIZIO IN NBA: 2003
RUOLO: ala piccola
DA RICORDARE: Top scorer 2013, 8 partecipazioni all’All-Star Game.
STIPENDIO 2013/14: 21.490.000
MEDIA STAGIONALE: 28,1 punti; 3 assist; 8,4 rimbalzi.
Questo sarà il suo anno decisivo: la scelta è fra rimanere a NY e seguire il cuore o cambiare aria e provare a realizzarsi come professionista. Può arrivare ovunque, il suo talento è sconfinato come quello dei colleghi già citati sopra. L’anno appena concluso coi Knicks l’ha reso ancora più un nucleo centripeto di gioco, diventando per necessità e abilità l’unico terminale offensivo degno di nota assieme ad un instabile JR Smith. Il punto è che è stato efficacissimo pur prendendo 30 tiri a partita. La sua imminente free agency lo ha reso oggetto del desiderio di tutte le outsider degli ultimi anni che vogliono puntare all’anello; e non è un caso.

A completare il “roster alfa” della Lega, ci sono Dwight Howard (classe ’85, stipendio: 20.513.180), Steph Curry (’88, 9.887.640), Dirk Nowitzki (’78, 22.721.380) e Chris Paul (’85, 18.668.430). I dati che emergono immediatamente sono l’età media (30 anni e 7 mesi) e soprattutto stipendi faraonici, che così come garantiscono un generale equilibrio in tutta la Lega, così al tempo stesso rendono impossibile (o quasi) la riunione di due o più di questi fenomeni nella stessa squadra. A conti fatti, il monte ingaggi totale sarebbe di 189.568.415 milioni di dollari, nonché esattamente tre volte il salary cap attuale (63,2 milioni). Troppo amazing perfino per l’NBA una cosa del genere.

Da mettere a confronto con questo quintetto elitario, un roster decisamente competitivo (e sicuramente molto più verosimile dal punto di vista degli ingaggi) con i probabili dominatori del futuro, coloro che si faranno portatori di un ricambio generazionale e riscriveranno le gerarchie all’interno della catena alimentare della Lega, passando da una posizione centrale al vertice della piramide. Tutti, per giunta, rigorosamente under 25.

NOME: Kawhi Leonard
ANNO DI NASCITA: 1991
COLLEGE: San Diego State
INIZIO IN NBA: 2011
RUOLO: ala piccola
DA RICORDARE: (ancora) nulla
STIPENDIO 2013/2014: 1.991.760
MEDIA STAGIONALE: 11,9 punti; 1,8 assist; 6,1 rimbalzi.
L’ennesimo capolavoro di Popovich porta il nome di Kawhi Leonard. Un ragazzo, maturo come pochi, forgiato dalla perdita del padre quando di anni ne aveva soltanto 17. Sei anni dopo è un giocatore completo e versatile. Buon tiratore, specialmente dagli angoli, ha ottimi mezzi atletici e braccia lunghissime che lo rendono il difensore che NESSUNO (chiedere a KD e LeBron) vorrebbe avere contro. Inoltre, garantisce un ottimo apporto di punti e fa il lavoro sporco: a 23 anni, per nemmeno 2 milioni all’anno, può ritenersi che sia il meglio in circolazione.

NOME: Paul George
ANNO DI NASCITA: 1990
COLLEGE: California State University
INIZIO IN NBA: 2010
RUOLO: ala (più piccola che grande)
DA RICORDARE: 2 partecipazioni all’All-Star Game.
STIPENDIO 2013/14: 3.282.000
MEDIA STAGIONALE: 22,3 punti; 3,5 assist; 6,5 rimbalzi.
Giocatore con un fisico tale da risultare quanto mai duttile: eccellente difensore, buon rimbalzista, ottimo tiratore. Dopo un inizio un po’ a rallenty in NBA, ha preso per mano i Pacers e da due anni a questa parte ha riacceso l’entusiasmo ad Indianapolis, rendendo Indiana la prima antagonista di Miami da quel lato degli Stati Uniti. Spero che i lettori possano perdonare il nostro uso di George da 4, ma non ci si poteva permettere di scegliere tra lui e Kawhi. Ne consegue un quintetto (troppo) piccolo.

NOME: Blake Griffin
ANNO DI NASCITA: 1989
COLLEGE: University of Oklahoma
INIZIO IN NBA: 2009
RUOLO: ala grande (ma per noi oggi è un centro)
DA RICORDARE: NCAA Player of the Year 2009, Rookie of the Year 2011, 4 partecipazioni all’All-Star Game.
STIPENDIO 2013/14: 16.402.500
MEDIA STAGIONALE: 24,1 punti; 3,6 assist; 9,7 rimbalzi.
Siamo davanti a un futuro MVP. Lo slancio verso la presunzione è avallato dalle cifre sontuose a cui questo ragazzo dallo sfortunato inizio con i professionisti (un infortunio al ginocchio gli ha fatto saltare la prima stagione, ritardando il debutto di un anno) ci ha abituato quest’anno. Non è un caso che, nella corsa al premio di miglior giocatore della stagione, si sia piazzato sul podio dietro i mostri sacri di Oklahoma City e South Beach. Da che era bollato come un semplice (e spettacolare, per carità) schiacciatore, adesso ha migliorato esponenzialmente il movimento dal post, il tiro dalla media distanza e dalla lunetta, oltre a mostrare la solita esplosività poco comune. Con Doc Rivers fra qualche anno potrebbe passare al quintetto dei dominatori. Anzi, senza condizionale.

NOME: James Harden
ANNO DI NASCITA: 1989
COLLEGE: Arizona State
INIZIO IN NBA: 2009
RUOLO: guardia tiratrice
DA RICORDARE: Sixth Man of the Year 2012, 2 partecipazioni all’All-Star Game.
STIPENDIO 2013/14: 13.668.750
MEDIA STAGIONALE: 24,5 punti; 5,7 assist; 4,7 rimbalzi.
Poteva già rientrare nel primo quintetto, come Griffin, ma l’essere poco decorato e la giovane età ci hanno fatto propendere per i prospetti futuri. Il Barba rischia già di diventare il rimpianto più grande per OKC. Quando è stato il momento di scegliere fra lui e Serge Ibaka, i Thunders hanno preferito il congolese ispanico ad Harden. A Houston ha fatto sfaceli, ma ha pagato un’inesperienza generale della squadra. Il talento è indiscutibile, ma difendere non può essere un optional, specialmente se la squadra punta in alto, e la sua difesa è spesso e volentieri inconsistente. Le prossime due stagioni ci diranno se siamo davanti a un futuro dominatore o a una delle tante meteore che per scarsa maturità non si sono mai affermate. Ci auguriamo, ai fini dello spettacolo, che si verifichi la prima opzione. Fear the Beard.

NOME: Kyrie Irving
ANNO DI NASCITA: 1992
COLLEGE: Duke University
INIZIO IN NBA: 2011
RUOLO: playmaker
DA RICORDARE: Rookie of the Year 2012, MVP All-Star Game 2014, 2 partecipazioni all’All-Star Game.
STIPENDIO 2013/14: 5.915.880
MEDIA STAGIONALE: 21,5 punti; 6,3 assist; 3,4 rimbalzi.
Il primo delle tre prime scelte negli ultimi quattro anni dei fortunosi Cavaliers è un all’epoca 19enne mezzo australiano che ha giocato solamente 11 partite prima di sedersi a guardare i suoi compagni di Duke in NCAA per infortunio. Tanto è bastato a Kyrie Irving per impressionare ed essere scelto dai Cavs, di cui si fa condottiero già da un bel po’. Oltre a qualche quarantello, il ragazzo ha mostrato di saperci fare anche in mezzo ai grandi, quando con un quarto quarto da percentuali impressionanti si è guadagnato la palma di MVP della “partita delle stelle”. Un play completo e moderno: non troppo passatore, fulmineo nel breve e, seppur non troppo esplosivo, eccellente nel tiro. La giovane età lascia intravedere dei margini di miglioramento spaventosi. Con quest’altro colpo di fortuna di Cleveland alla Lottery, chissà che per la stagione prossima non ce lo troviamo a combattere per il titolo…

NOME: Anthony Davis
ANNO DI NASCITA: 1993
COLLEGE: University of Kentucky
INIZIO IN NBA: 2012
RUOLO: ala grande
DA RICORDARE: una partecipazione all’All-Star Game.
STIPENDIO 2013/14: 5.375.360
MEDIA STAGIONALE: 20,2 punti; 1,5 assist; 10 rimbalzi.
Doppia doppia di media alla seconda stagione NBA, e vedere alla voce “punti” una cifra superiore al 20 già parla da sé. Già da quando aveva 19 anni era diventato il primo a cui si pensa se uno dei dominatori dà forfait: è lui che ha rimpiazzato Griffin ai Giochi Olimpici, così come è sempre lui che ha rimpiazzato Kobe all’All-Star Game di quest’anno. Atletismo da vendere, un talento solo da raffinare e di tempo ce n’è: concorre indiscutibilmente per un posto da MVP nel giro di qualche stagione. Basta solamente che eviti il polifemico monociglio.

Il quintetto de “il meglio deve ancora venire” si completa con DeMarcus Cousins (’90, 4.916.970) e un parterre di guardie pauroso: Lillard (’90, 3.202.920), Wall (’90, 7.459.920) e DeRozan (’89, 9.500.000). Avevamo già anticipato che il roster era tutto under 25 e l’età media che ne deriva è di 23 anni e 8 mesi. Si era anche già detto di un monte ingaggi tutto sommato verosimile; quello in questione è di 71.716.060 milioni di dollari. Una squadra così assortita si andrebbe a collocare al 9° posto nella classifica delle squadre secondo l’onerosità degli ingaggi (un gradino sotto OKC e, per pochi spiccioli, uno sopra i Celtics). Per non parlare del fatto che non si pagherebbe un dollaro di luxury tax. Ovviamente, non si tiene conto di durata dei contratti e ingaggi al massimo salariale, fattore che nel primo quintetto assume importanza capitale, ma ad ogni modo le cifre che ne risulterebbero non si distaccherebbero troppo da quelle sopra riportate. La diversa provenienza di tutti gli atleti elencati conferma quanto il sistema studiato dalla Lega sia al massimo funzionale, tendendo sempre ad un’equa distribuzione del talento fra le franchigie.
Perciò, in NBA, la scommessa sul futuro è sempre vincente.

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