Boston Celtics: La rinascita dopo un’ estate triste

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Sono in sincera difficoltà, le ho provate tutte, davvero, ma proprio non ci riesco.
Come credo avrete capito dal titolo, dovrei fare una preview del gioco e della stagione di questi rinnovati Boston Celtics, ma come avranno ormai assunto i miei followers su twitter, aggiornati ad ogni idea che mi è saltata in mente, sono stati sforzi inutili.

Per chiarire, il mio problema non è stato quello di capire qualcosa dei nuovi Celtics, ma di rendere leggibile e poco noioso l’articolo che avreste dovuto leggere senza questa lunga e vittimistica introduzione.
Un attore di pubblicità di patatine (e non solo) direbbe: “ le ho provate tutte”… Ho fatto la notturna più di una volta per cercare qualche spunto ma sono crollato dopo meno di un tempo, ho pensato di nuovo a un paragone video ludico, ma non capendone abbastanza potrei offendere fans della saga e del gaming in generale.
Quindi da dove dovrei partire?
Partiamo dallo scandalo estivo: il trasferimento di Pierce e Garnett era imminente, ma probabilmente i tifosi si sarebbero aspettati una cessione graduale dei reduci dal primo big three mediatico. La scelta era obbligata dal rischio di perdere due pedine come il “Bigliettone” e il capitano senza guadagnarci qualche giocatore di prospettiva.
Il sempre criticato  signor Danny Ainge sapendo che in ogni caso, sarebbe stato il cosi detto “anno di transizione” va a recuperare giocatori futuribili come Kris Humphries  e Marshon Brooks (mica male) e giocatori verso il fine carriera come G.Wallace e Bogans. Per inciso -Alla presentazione dei giocatori, faccia da black panthers con dirigenti che incitano a sorridere almeno per le foto-
Non finisce qui: A Ovest, nella città degli angeli, si è deciso di acquistare un nuovo coach, più carismatico di quello con un nome italiano che lasciava fare tutto a CP3. Doc Rivers scappa verso mete più calde.
Boston è verde ma di rabbia.
Viene acquistato un coach giovane ma fenomenale! E’ su di lui che punteranno i C’s.  Si chiama Brad Stevens, viene dal college basketball e sinceramente ha un posto nel mio cuore.
Allenava i Bulldogs di Butler (la mia squadra preferita) e ha rivoluzionato il panorama delle piccole università portando delle squadre umili e con pochi fondi due volte in finale negli ultimi 4 anni.
Sapete perché mi annoiavo nelle notturne? Perché Boston gioca come una collegiale proponendo schemi che alle 2:00 AM sembrano tutti uguali e serrando una difesa capace di resistere agli urti 35 secondi, invece che 24.
Ah la difesa di Boston. Per fare un paragone calcistico, si dovrebbe parlare di “catenaccio”.
Boston era l’estremo opposto dei Lakers in tempi d’oro: in Massachussets erano fortemente convinti che la difesa vincesse le partite, mentre in California l’attacco oltre a vendere i biglietti, conquistava anche i titoli. Da quando coach Thibodeau accettò un ruolo maggiore a Chicago, Doc Rivers e i big three tenevano in piedi la baracca, ma ora con il cambio generazionale…il nulla.

In effetti bisogna dare tempo a Stevens perché si è trovato di fronte a una realtà completamente diversa e costretto a lavorare con giocatori da affiatare. In mancanza di Humphries e Rajon Rondo in inizio di stagione vengono fuori i valori di giocatori insospettabili: nei pochi minuti che sono riuscito a resistere sveglio ho notato che Olynyk e Faverani, in attesa di Humphries ,  siano i così detti giocatori di sostanza (un modo per non offendere chi si fa il mazzo ma non ha l’intelligenza tattica e le mani per stare nella categoria), mentre siano esplosi Sullinger e Jeff Green. Soprattutto l’ultimo si sta prendendo responsabilità maggiori di quelle da lui richieste.
Bradley ineccepibile a parte, Boston è una squadra di medio rango in questo momento, che però sta esaltando le proprie caratteristiche grazie alle capacità del giovane coach.
Cosa servirebbe per arrivare ai playoffs?
Serve Rajon Rondo.
Humphries è rientrato e certamente darà l’ottimo apporto a livello di leadership, fisico e punti come è garanzia del personaggio, ma ciò che manca a Boston è il playmaker proveniente da Kentucky sul quale Danny Ainge ha scommesso casa, orologio e mutande per la rinascita del folletto irlandese.
Dai video, il ragazzo sembra in via di rientrare presto, come è testimonianza lo scatto vincente su Marshon Brooks in allenamento e di questa non c’è  notizia migliore perché se vogliamo trovare il pelo nell’uovo dell’attacco di Boston è proprio la mancanza di un passatore che veda facilmente il tiratore in spot up.
Il mondo di Rondo è in una galassia a parte, ed è per questo che in questi mesi di allenamento potrebbe tranquillamente essere diventato uno schiacciatore alla Vince Carter, ma per ora affidiamoci a lui per un raggiungimento possibile ai playoffs.

Il paragone video ludico che avrei voluto fare si riferiva alla saga di Final Fantasy che nell’ultimo episodio ha snaturato le proprie caratteristiche: molti degli utenti hanno affermato che non si fosse chiamato FINAL FANTASY avrebbero apprezzato il titolo. Tifosi di Boston guardate per adesso la vostra squadra come se non fosse la più titolata nella lega e qualcosa apprezzerete.

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