Chicago Bulls, la rinascita è lenta

Chicago Bulls, la rinascita è lenta

Nelle prime 9 partite di questa stagione, i giovani Bulls hanno fatto registrare solo 3 vittorie.

di Simone Efosi

Passano gli anni e continua a respirarsi aria pesante nei pressi dello United Center. L’inizio di regular season ampiamente sottotono per i Chicago Bulls non si può dire che sorprenda, a meno che non si valuti strettamente il calendario, piuttosto che il talento individuale perlomeno del quintetto base.

Alla prima di regular season, gli Hornets per esempio hanno avuto 5 uomini in doppia cifra, di cui 3 sopra i 20; successivamente i Knicks addirittura 6 con l’ex Bobby Portis a portarne 28 alla causa; idem i Cavs con Thompson e Love in doppia doppia… questo solo per citare le 3 gare sostanzialmente più abbordabili per Chicago e che invece si sono tramutate in sconfitte.

A dire il vero, il talento offensivo individuale non mancherebbe alla squadra dell’Illinois, che schierano LaVine, Markkanen e Satoransky in quintetto; che invece ci sia un problema a livello difensivo non sorprende nessuno.

Durante la partita con i Pacers (con Oladipo e Sabonis ai box), l’area era fin troppe volte sguarnita e dopo un inizio tutto sommato discreto, Chicago è affondata perdendo palloni e concedendo troppe volte agli avversari di arrivare vicino a canestro.

Manca inoltre profondità nel roster, la panchina è tutta da costruire, lavorando sul talento grezzo dei giocatori che si trovano a condividere il campo da poco tempo e creare un’intesa convincente è qualcosa su cui coach Boylen dovrà concentrarsi.

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Coby White può essere uno di quelli su cui puntare per avere punti dalla panchina; partite come quella contro i Lakers dove in 23 minuti ha messo a segno 18 punti o i 25 in 30 minuti nella vittoria a Memphis del 26 ottobre, sono un segnale positivo da cogliere per azzeccare la chimica necessaria a solidificare le seconde linee di Chicago.

I rimbalzi sono un altro punto debole: In 8 delle 9 partite giocate fino ad oggi, i Bulls hanno  chiuso in sofferenza da questo punto di vista e per una squadra i cui tiratori stanno faticando più del previsto, non può che essere un campanello d’allarme.

Ulteriore aspetto da non sottovalutare è la continuità in partita, Chicago spesso fatica tremendamente a mantenere la gara sui binari giusti e la rimonta concessa ai Lakers da -19 è solo l’ultimo esempio, copione peraltro sinistramente somigliante a quello contro i Knicks, che chiusero il 1° quarto sotto di 18 lunghezze, vincendo però i 3 rimanenti, dando ai Tori il colpo di grazia in un 4° periodo completamente al buio.

La vittoria di stanotte contro gli Hawks, con Satoransky in spolvero ma con un LaVine censurabile, è una vera e propria boccata di ossigeno anche se ora arriveranno i Rockets e 2 volte i Bucks, per cui le cose saranno molto più difficili. Tuttavia, giocando 5 delle prossime sei partite in casa e nessuna in back-to-back, centrare almeno altri tre successi sarà fondamentale per risollevare il morale di una squadra che i tifosi si augurano di poter rivedere a livelli convincenti.


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