Cinquanta sfumature di Craig

Cinquanta sfumature di Craig

Una volta qualcuno disse: ”I limiti, come gli abbinamenti, spesso sono solo delle illusioni”. Circa.
Non esistono quindi abbinamenti impossibili, esistono solo persone che non hanno il coraggio di osare. Ma Craig Sager non era tra questi.

di Michela Gallo, @MichelaGallo4

Che sto 2016 facesse abbastanza schifo (e ‘schifo’ solo perché sono una signorina e non posso dire altro) si era capito. TANTO SCHIFO. Infatti continuo a non capire perchè FB ci propini sti video del ‘Nostro anno’ e voi li pubblichiate pure. Sadici proprio.

Più che un anno è stato un necrologio.

David Bowie.

Bud Spencer.

Alan Rickman (che ricordiamo per la magistrale interpretazione di Renato Zero in Harry Potter).

E già qua abbiamo pensato tutti che si insomma, fosse più che sufficiente per un solo anno. E invece no, il 2016 si dev’essere sentito sfidato e ha continuato.. rientrando a gamba tesa tra l’altro, con Umberto Eco e Prince.

Delle pugnalate avrebbero fatto meno male al mondo. ‘ Dai basta ok abbiamo capito’.

Grosse risate. ‘Siamo solo ad Aprile’.

Dario Fo, Anna Marchesini, Pasolini…  IL BOSS DELLE CERIMONIE. Mio compagno di sabati sera trash.

E niente. Arriva Dicembre, l’aria gelida, il Natale e i gruppi ‘Capodanno 2016’. E come sempre quando pensi che peggio di così non si possa fare.. TI SBAGLI.

Sto 2016 ti fa capire che ancora non ha finito e ci porta via Craig Sager. Che a gran parte del mondo risulterà uno sconosciuto, ma che per chi mangia, respira e vive di basket è un’icona.

Icona nel vero senso del termine. Un’icona di allegria e cattivo gusto.

La storia professionale e non, di Sager,  è qualcosa di IN CRE DI BI LE. E per come l’ho sempre vista io, il suo abbigliamento è esattamente, ciò che più potrebbe rappresentarla.

Non mi metterò a raccontare la sua storia perché molto probabilmente non gli renderei giustizia. E fidatevi di me se vi dico che vale veramente la pena di conoscerla.

Beh comunque per chi non lo sapesse, nel 2005 David Stern (ex commissario NBA) introdusse il Dress Code. Ovvero un rigoroso codice di abbigliamento che obbligava i giocatori ad indossare in pre partita, conferenze ed eventuali ‘apparizioni’, un ‘outfit formale e classico’.

Cosa da qualcuno capita.

nbadoctors.com

Da qualcun’altro più che altro fraintesa.

si.com

Per nostra fortuna comunque, i giornalisti non erano compresi. Eppure nel 2001 a Washington, durante gli All Star game, Stern ebbe comunque qualcosa da ridire al nostro uomo, che quel giorno indossava il suo completo preferito.

Ebbene la sua giacca troppo metallizzata, rifletteva le luci dell’Arena accecando il pubblico.

Lo ripeto: la sua giacca troppo metallizzata, rifletteva le luci dell’Arena accecando il pubblico.

Non ho altro da aggiungere al riguardo.

In ogni caso, come dissi prima, non vi racconterò la sua vita, ma cercherò comunque a mio modo di omaggiarlo. Eccovi quindi, alcuni tra i suoi (migliori o peggiori a voi la scelta) outfits.

(Enzo Miccio se mi leggi, fermati qua tu).

 

  1. Eh si, eccolo qua. In tutto il suo splendore, dopo aver appena ritirato il, meritatissimo, ‘Jimmy V Award 2016’. Onorificenza che premia personaggi del mondo sportivo che si sono distinti per tenacia e perseveranza e che è stato creato proprio in memoria di Jimmy Valvano, che proprio nel 1993 nella prima edizione dei ESPY Awards  tenne un discorso. Anzi il discorso. Un vero e proprio elogio alla vita, per chi ha lottato, per chi lotta e per chi lotterà.  ‘’Ci sono tre cose che dovremmo fare tutti i giorni: la prima è ridere, dovremmo ridere ogni giorno. La numero due è pensare. Dovremmo passare almeno un momento della giornata pensando. E la numero tre, dovremmo avere ogni giorno emozioni che ci spingano a piangere, per la felicità e la gioia. Pensateci, se ridiamo, pensiamo, e piangiamo, quella è una giornata piena, una gran giornata. Fatelo sette volte a settimana, e avrete qualcosa di speciale. Il cancro può portarmi via tutte le mie capacità fisiche, ma non può toccare la mia mente, il mio cuore, la mia anima. E queste sono le tre cose che ci resteranno sempre. Grazie, e che Dio vi benedica’’  Ecco il perché del mio ‘meritatissimo’ iniziale a Craig.

    abcnews.com

 

  1. Maggio 2016. Con la faccia smunta ma sorridente di chi non ha nessuna intenzione di lasciar vincere la malattia, lui è lì, come sempre. A bordocampo in casa Warriors, dove i colori che riempiono l’Arena sono ovviamente il giallo e il blu. E non sarà di certo lui a stonare. Camicia blu, in tinta unita con il pantalone, giacca con stampati dei cerchi che se fissati per più di 10 secondi iniziano a muoversi e cravatta gialla a fiori ovviamente azzurri.

    nba.com

 

  1. Si beh l’immagine parla da sola credo. L’abbinamento viola/arancio è difficile anche per i migliori  stilisti al mondo, ma non per lui. Lui la sfoggia così.. e tutti muti. Dopo cinque secondi distogliete lo sguardo però, io vi ho avvisati.

    si.com

 

 

  1. All Star Game 2016.  Rosso si, ma niente a che vedere con i colori della West Coast. Beh per chi avesse la memoria corta, gli All Star Game di quest’anno, cadevano il 14 di Febbraio. Esatto San Valentino. Si si guardate pure meglio l’immagine ora.

    ytimg.com

 

  1. Ed ecco una delle mie preferite.
    gannett-cdn.com

    E voi direte ‘Embhè? E’ sobrio. Discutibilmente sobrio.’. Appunto, allora non avete capito nulla fino ad ora. Il nostro personaggio non è proprio uno che ama passare inosservato e dunque se il completo è sobrio, dovrà pur avere qualcosa per compensare.

 

 

 

 

Neanche a dirlo… Si si aveva proprio queste ai piedi.

 

 

Craig non si è mai voluto far vedere il pubblico due volte con lo stesso completo. E vi basti sapere che ha iniziato la sua carriera lavorativa nel 1972. Quante partite si giocano a stagione lo sapete bene anche voi.. Fatevi due conti. Ecco. Ne ho messi  solo cinque, ma potrei andare avanti mesi..

Lo so che avete le lacrime agli occhi. E so anche che non saprete se dare la colpa alle sue giacche o al fatto che si sente già la sua mancanza… Facciamocene una ragione.

 

Ciao Craig, va e insegna agli angeli come si vive in Technicolor.

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