Coach Zen e il peccato originale

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Fonte web partner www.ciuff.it

New York è mediatica, New York è frenetica, New York è lunatica. Una stagione fallimentare adesso sta quasi passando inosservata grazie all’arrivo di Phil Jackson, capace di far dimenticare il presente facendo sognare un grande futuro.

La realtà è una ed una soltanto, il gruppo Knicks quest’anno aveva potenzialità elevatissime, se tutti gli astri si fossero allineati nel modo giusto, allora sarebbe potuta venir fuori una alchimìa magica, purtroppo le stelle non erano dalla parte della Big Apple e i Knicks si sono sgretolati su se stessi, emergendo i soli difetti, incapaci di far risaltare gli innumerevoli pregi di una squadra che coach Woodson non ha mai avuto in mano.

Il malessere newyorkese, però, nonostante l’exploit della scorsa stagione, in parte positiva, deriva da molto lontano, da scelte sbagliate e spesso frutto del volere popolare, più mediatiche che tecniche, su tutte un vero e proprio peccato originale.
I Knicks hanno infatti smantellato una squadra fortissima, che girava a mille, per avere Carmelo Anthony, un talento pazzesco, individualmente parlando, decisamente limitato se ne fate una questione di gruppo, perchè il suo gioco esclude ogni possibilità di provare a creare un sistema offensivo di gruppo. Per non parlare di JR Smith, talento pazzesco, genio cestistico individuale da mvp della Lega, il tutto innestato su un background personale che mai e poi mai gli permetterà di calarsi in una realtà di gruppo, nella quale far emergere il collettivo per provare a vincere.

Torniamo a Melo, avessero agito alla Spurs e non alla Knicks, ad oggi a New York si troverebbero Danilo Gallinari e Wilson Chandler, oltre un Mozgov che fa sempre comodo, insieme magari agli attuali Bargnani a Tyson Chandler, presi come free agent. E, senza lo stipendio di Melo, nulla vietava di andare a prendere Chris Paul o qualcuno di pari rango per il settore point guard. Insomma, per strafare, per soddisfare i media e i tifosi nell’immediato, i Knicks hanno distrutto tutto quello che avevano per il futuro. E nella Nba un errore così grave lo paghi per un decennio. Roba da dilettanti.

Ormai, purtroppo, inutile piangersia addosso, tanto vale guardare al futuro: Phil Jackson. Quest’ultimo, più che genio dirigenziale, è uomo di grande appeal, figura da spendere nel tentativo di firmare qualche free agent.
Probabile la conferma di Chandler, Stoudamire, Shumpert e Hardaway, anche se uno dei due giovani potrebbe essere utilizzato in qualche trade. Felton potrebbe restare, ma è uomo da panchina, partirá quindi la caccia al playmaker, pedina fondamentale su cui costruire il resto del team.
Primo nome sulla lista è Eric Bledsoe, dietro di lui Isaiah Thomas e Kyle Lowry, gia cercato in questa stagione. Uno tra i tre arriverá, a meno che non si imbastisca qualche trade per scambiare ed arrivare ad un play migliore, ma sarebbe inutile, considerando che Bledsoe è giovane e ha talento.
A parte questi, tanta roba sul mercato free agent, con i big3 Heat, Melo, Greg Monroe, lo stesso Bargnani, Gortat oltre a Avery Bradley e Lance Stephenson.
Ce n’è per fare una squadra da titolo partendo da zero, anche se i Knicks non hanno grande flessibilitá salariale. In questo contesto coach zen servirá da richiamo per i talenti free agent della summer 2014, sperando di poter cancellare il peccato originale!

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