Cosa giace all’ombra degli Spurs?

di Marco Morandi

Lost Spurs by Matteo Totolo
Danny Green, Patty Mills, Matt Bonner, Aron Baynes, Austin Daye. Un quintetto degli Spurs piuttosto fiacco, che si potrebbe vedere in campo giusto per gli ultimi secondi di garbage time. E chissà che non sia successo, nella stagione 2013/14. Non ci sarebbe nulla di bizzarro, se non fosse per i numeri di maglia di quei cinque giocatori: 4, 8, 15, 16, 23. Numeri che, con l’aggiunta del 42 (il canguro Kevin Willis, dovendo scegliere a caso tra gli ex-Spurs), formano una combinazione ben nota ai fan di una popolarissima serie televisiva dei primi anni 2000: Lost. E così come, all’interno della serie, quegli stessi numeri vengono abbinati ad alcuni dei protagonisti, proviamo ad accostare i componenti della formazione campione in carica ai vari dispersi sull’isola. Coach Popovich – Jacob
torff.files.wordpress.com
a.espncdn.com
            Le massime autorità nei loro rispettivi ruoli: Jacob è il responsabile dell’isola, Pop il deus ex machina degli Spurs. La capacità di Popovich di intuire lo svolgimento di una partita, l’empatia nei confronti dei suoi uomini, la sensazione di conoscere le cose prima che si verifichino: tutte caratteristiche che ha in comune con Jacob. Non ci stupiremmo se anche Gregg avesse vissuto per qualche tempo nella statua di Taweret.   Tim Duncan – Richard Alpert
http://img2.wikia.nocookie.net
www.gannett-cdn.com
                Non sarà ultracentenario come Richard, ma anche il vecchio Tim ha i suoi annetti, e pure lui se li porta più che bene. Entrambi i personaggi fungono sia da punto di riferimento all’interno della squadra/dell’isola, che da intermediari tra Popovich/Jacob e tutti gli altri. Alla fine della serie Richard perde la sua immortalità e torna a vivere nel mondo reale; per nostra fortuna, Duncan ci delizierà per almeno un’altra stagione, prima di porre fine alla sua eternità cestistica.   Tony Parker – Jack Shephard
images.starpulse.com
www.dimensionetv.com
                Chirurgici. Uno di mestiere, l’altro per come risolve le partite. Entrambi leader del gruppo, si fanno sempre avanti per primi nei momenti caldi e fanno di tutto per il bene comune: punti, assist, difesa, operazioni a tumori spinali… Da non tralasciare anche il gusto per il gentil sesso: Kate Austen per uno, Eva Longoria (prima) e Axelle Francine (poi) per l’altro.   Boris Diaw – Hugo Reyes
0.static.wix.com
3.bp.blogspot.com
            Sarebbe troppo comodo limitarsi al paragonare i due solo per l’evidente sovrappeso; in realtà entrambi hanno avuto un bel colpo di fortuna che ha cambiato loro la vita (Hugo ha vinto alla lotteria, Boris è stato chiamato a San Antonio dopo il declino a Charlotte), sono dei simpaticoni, a volte sensitivi (Diaw ha delle visioni cestistiche mica da ridere), e partendo da comprimari sono diventati fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi. E non dimentichiamo il loro fascino (seppur poco comprensibile) verso il gentil sesso.   Manu Ginobili – John Locke
ncjl.files.wordpress.com
www.emprendedoresnews.com
            L’aspetto fisico non farebbe pensare a loro come a due personaggi fondamentali, come in realtà sappiamo bene che sono. Però Manu e Locke hanno mille risorse, sono leader silenziosi ma concreti che sanno quando è il momento giusto per la zampata. Curioso anche il parallelo tra la morte di Locke, che ha riportato tutti sull’isola, e le finali 2013 disastrose di Ginobili, che hanno certamente contribuito a trovare i giusti stimoli per vincere quelle della stagione successiva.   Marco Belinelli – Charlie Pace
fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net
static.giantbomb.com
              I personaggi travagliati per eccellenza: Charlie aveva conosciuto fama e ricchezza grazie alla sua band, quindi è sprofondato tra droga e depressione; Beli era sulla rampa di lancio del basket europeo, e poi è stato scelto da Golden State. Entrambi ne hanno passate di cotte e di crude prima della meritata redenzione, che però alla fine è arrivata, dolce e amara nella sua irruenza, grazie anche a tanti, tanti sacrifici. Da poco hanno entrambi un anello a cui tengono molto…   Kawhi Leonard – Sayid Jarrah
cdn.solecollector.com
images1.fanpop.com
            A parte il nome a dir poco singolare per entrambi, ad accomunarli c’è il modo di fare: sono seri, impassibili, coraggiosi, a volte sorprendenti. Forse è stato il loro passato difficile a formarli in questo modo, a non lasciar più trasparire emozioni dai loro volti (addirittura Sayid alla fine non riesce neanche più a provare emozioni). Dai loro problemi del passato sono comunque usciti bene, soprattutto il 2 degli Spurs nominato MVP delle finali.   Tiago Splitter – Mr. Eko
a400.idata.over-blog.com
www.omega-level.net
            Da spacciatore di droga a prete, da mestierante dei rimbalzi a passatore di notevole qualità: i miglioramenti di questi due personaggi sono assolutamente degni di nota. Alla fine dei conti però entrambi rimangono più che altro mestieranti all’interno del quadro generale, che fanno legna e lavorano più di olio di gomito che di fino, lasciando ad altri i compiti d’intelletto.   Danny Green – Jin-Soo Kwon
www.seadubscentral.com
c1.staticflickr.com
            Chi si ricorda come giocava Danny Green a Cleveland? Beh, più o meno le figure erano simili a quelle di Jin in materia di concepimento: tabula rasa. Ma una volta arrivati sull’isola la moglie di Jin, Sun, rimane incinta, così come a San Antonio è progressivamente aumentata la fertilità di Green, che ha saputo trovare la sua giusta dimensione. L’apporto alla causa è sempre relativo (Jin pesca e Danny spara bombe, poco altro), ma d’altronde da un tiratore puro e da un tizio che parla solo il coreano non ci si possono aspettare miracoli.   Patty Mills – Claire Littleton
img2.wikia.nocookie.net
alotosports.com
              Non sono certo protagonisti al livello di Duncan o Jack, e soprattutto all’inizio sembra che il loro ruolo sia quello dei comprimari e poco altro. Poi però impazziscono, sparando senza pietà (Mills bombe a raffica, Claire fucilate a destra e a manca). Il fardello della biondina, precipitata sull’isola incinta, può essere paragonato a quello di Patty, aborigeno australiano che scende in campo per tutto il suo popolo.   Matt Bonner – Mikhail Bakunin
cdn2.sbnation.com
img2.wikia.nocookie.net
            Quando si parla di trash/cult, questi due sono almeno una spanna sopra tutti: bruttissimi da vedere, piuttosto sfigati, ma ciononostante efficaci nel loro ruolo da specialisti (Bonner apre il campo giocando da 4 tattico che tira da fuori, Mikhail controlla tutte le comunicazioni con l’esterno). Pagheremmo per poter vedere il Red Mamba giocare con la benda sull’occhio…   Cory Joseph – Bernard Nadler
a.espncdn.com
gravyboat.files.wordpress.com
            Ai margini del gruppo, Cory e Bernard vengono chiamati in causa di rado, e anche quando succede non vengono tenuti troppo in considerazione. Si limitano al compitino, ed è meglio così.   Jeff Ayres – Shannon Rutherford
img1.wikia.nocookie.net
cdn0.sbnation.com
              Si vedono poco, e quando capita non è certo per eventi memorabili. Non conosciamo Ayres, ma speriamo per i suoi compagni che non sia rompiscatole come Shannon.   Nando De Colo – James Ford
www.nba.com
images4.fanpop.com
              All’inizio i due sembrano simili: malmostosi, taciturni, ribelli. Sawyer non si vuole fare amici e si nasconde dietro al suo sarcasmo, Nando non accetta i dettami di coach Pop e viene relegato ai margini della rotazione. Il bello e impossibile di Lost però riesce a cambiare registro e diventa persona fidata e decisiva ai fini della trama, mentre il francese viene spedito a Toronto, in cambio di…   Austin Daye – Ilana Verdansky
ncjl.files.wordpress.com
cache1.asset-cache.net
                Arrivati dopo tutti gli altri, la loro assenza non sarebbe certo stata rimpianta. Alla fine il figlio di Darren se ne va a casa con l’anello, lei invece salta in aria dopo aver maneggiato senza cura alcuni candelotti di dinamite. A volte il fato…        

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy