Crisi NBA-Cina: il salary cap del prossimo anno potrebbe scendere del 15%?

Crisi NBA-Cina: il salary cap del prossimo anno potrebbe scendere del 15%?

Le franchigie temono ripercussioni economiche dal gelo creato da Morey e Silver.

di Ario Rossi

Nei giorni scorsi un tweet del GM dei Rockets non ha lasciato indifferenti i cinesi, che hanno annullato ogni conferenza stampa della partita tra Nets e Lakers giocata a Shanghai – è previsto un rematch a Shenzhen tra qualche giorno, se non viene cancellato – e tolto tutti i cartelloni pubblicitari dell’evento e le dirette televisive delle partite e degli highlights. Adam Silver ha detto che ognuno ha diritto di parola, di fatto schierandosi dalla parte di Morey.

In tutto questo si inserisce Dennis Rodman e la sua ormai nota diplomazia.

Seriamente, però, ora molte franchigie temono delle ripercussioni economiche dal mercato cinese, fino a pochi giorni fa il più grande mercato NBA nel mondo al di fuori degli States: per dire, le Finals sono state viste online da 200milioni di cinesi, per rendere l’idea. Keith Smith di Yahoo Sports ha fatto notare che ci sarebbero già cinque squadre (ma potrebbero aumentare) che hanno chiesto ai propri dirigenti di fare delle previsioni per la prossima stagione in cui il salary cap totale fosse ridotto del 10-15% a causa della rottura dei legami della NBA con la Cina.

La stima attuale dovrebbe essere di 116 milioni di dollari per la stagione 2020/21, ma un netto taglio porterebbe tra i 12 e 17 milioni in meno a disposizione delle franchigie. A giugno si saprà il valore esatto per il salary cap del prossimo anno.

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