Davis ai Lakers: la trade ai raggi X

Davis ai Lakers: la trade ai raggi X

La spiegazione dal punto di vista salariale dello stravolgimento di roster dei Lakers.

di La Redazione

 

di Marco Berrettini

Due giorni fa ho pensato bene di esordire su Basketinside.com in questo modo: “Il 1 Luglio è alle porte e ancora non ti sono chiari i motivi per cui Kemba Walker non andrà ai Lakers?”. Qualcosa come 3 minuti dopo la pubblicazione, sono cominciati a spuntare come funghi articoli in cui si spiegava che, con la recente rinuncia al Trade Kicker (se non sai cos’è, ti consiglio di andarti a leggere l’articolo di cui sopra, ignorando la prima riga) da parte di Anthony Davis, seguita dalla cessione di Moritz Wagner, Isaac Bonga e Jemerrio Jones, i Lakers hanno ora (quasi) lo spazio per firmare un max contract.   

Ma riavvolgiamo un attimo il nastro e, armandoci di calcolatrice, proviamo a capirci qualcosa di ciò che è successo nelle ultime due convulse settimane sull’asse Los Angeles – New Orleans, passando per…Washington.

Comincia tutto il 15 Giugno, con l’annuncio del passaggio di Anthony Davis ai Lakers, in cambio di Lonzo Ball, Brandon Ingram, Josh Hart e la scelta numero 4 del Draft (poi girata ad Atlanta, che l’ha utilizzata per pescare De’Andre Hunter). Lo scambio comprendeva anche delle scelte future, che possiamo permetterci di ignorare, anche perché la faccenda è già abbastanza complicata così.

Non fa in tempo a consumarsi l’euforia per il nuovo arrivato, che arriva la doccia gelata per i tifosi giallo-viola, resisi conto che, una volta effettuata la trade, i Lakers non avrebbero più potuto creare spazio per un max contract (pari a 32.7 milioni per giocatori con 7-9 anni di esperienza NBA), neanche riducendo all’osso il roster. Il conto è piuttosto semplice (vi evito un bel mucchio di zeri): 109 (Salary Cap) – 37.4 (James) – 27.1 (Davis, senza Trade Kicker) – 2 (Kuzma) – 5 (Deng, Dead Money…fino al 2022) – 8.1 (= 0.9 x 9, Cap Hold per i posti liberi nel roster) = 29.4 milioni di dollari.

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Eppure sarebbe bastata solo un po’ di pazienza in più per far quadrare i conti, sarebbe bastato seguire questi 3 passaggi

Step 1. Tagliare il contratto non garantito di – segnatevelo bene, che poi ci torniamo – Jemerrio Jones (1.4 milioni) e firmare il Rookie De’Andre Hunter (per 7.1 milioni, dettati dal Rookie Scale) alla prima data utile, ovvero il 1 Luglio.

Step 2. Firmare un top Free Agent al massimo salariale entro il 30 Luglio. Sì, perché a questo punto lo spazio ci sarebbe stato (sempre in milioni di dollari): 109 (Salary Cap) – 37.4 (James) – 8.7 (Ball) – 7.3 (Ingram) – 7.1 (Hunter) – 2.1 (Wagner) – 2 (Kuzma) – 1.9 (Hart) – 1.4 (Bonga) – 5 (Deng) – 3.6 (= 0.9 x 4) = 32.5, facilmente arrotondabili a 33, per esempio con la cessione di Bonga.

Step 3. Attendere fino al 30 Luglio (30 giorni dalla firma di Hunter, come da regolamento) per ufficializzare la Trade. Questo sarebbe stato possibile, pur avendo il cap già intasato per la firma del max contract di cui allo Step 2, a patto che la somma degli stipendi in entrata non superasse il 125% della somma di quelli in uscita + 100.000 dollari (segnatevi pure questi). Questi requisiti sarebbero stati soddisfatti anche ipotizzando che Davis decidesse di non rinunciare al Trade Kicker, portando quindi il suo stipendio a $31,156,972 (da qui smetto di arrotondare per farvi capire quanto la riuscita di questa trade si giocasse sui quarti di dollaro), infatti:

1.25 x ($8.719.320 + $7.265.485 + $7.059.360 + $1.934.160) + $100.000 = $31.322.906.

Ma la smania di concludere – sicuramente più da parte di Griffin, che da parte di Pelinka – ha reso impossibile questo terzo passaggio. Per poter chiudere l’accordo il 6 di Luglio (prima data utile), infatti, i Lakers sono costretti a non firmare Hunter (avrebbero tempo fino al 15 Luglio per farlo), il cui stipendio non rientra, quindi, nello scambio. Ora, se sostituite un bello 0 a quei $7.059.360 (che corrispondono proprio allo stipendio che Hunter percepirà una volta atterrato ad Atlanta) nell’ultimo calcolo, otterrete un risultato che è inferiore al salario di Davis (con o senza Trade Kicker), invalidando la Trade.

Sembrava finita qui, con i Lakers costretti a pregare per il ritorno del figliol prodigo Russell, cacciato solo due anni fa per fare spazio a Lonzo. Ma, esattamente come nei migliori film americani, è proprio quando tutto sembra ormai perduto, che i protagonisti uniscono le loro forze, sacrificando parte del proprio ego per arrivare al successo.

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Per primo, Davis rinuncia al Trade Kicker. Ok, lo scambio l’ha richiesto lui, tanto poi li guadagna in un mese e comunque li recupera in sponsorizzazioni…quello che volete: sono comunque più di 4 milioni lasciati lì sul piatto, il classico 15% di mancia. In segno di ringraziamento, LeBron decide di cedergli il numero di maglia, ma, per quanto il gesto sia lodevole, questo è totalmente irrilevante dal punto di vista salariale. Per ultimo, la stella che eventualmente sposerà la causa giallo-viola dovrà sacrificare poco meno di $700.000 rispetto al massimo a cui avrebbe potuto ambire. Infatti, dovendo per forza aggiungere Wagner, Bonga e Jones nello scambio (poi capirete perché), questi occuperanno spazio salariale al momento della firma del top Free Agent. In pratica, prendete il risultato dei conti fatti allo Step 2 (32.5), aggiungete 1.4 di Jones e togliete 0.9 di Cap Hold: otterrete 32, che è proprio la Cap Room che Los Angeles avrà a disposizione prima di ufficializzare lo scambio. Ovviamente 0.7 milioni persi sono una sciocchezza, a fronte di 32 guadagnati, tuttavia avere un vero max contract è anche una questione di status all’interno della NBA, e non è da escludere che, per qualche giocatore particolarmente orgoglioso, possa essere un problema dovervi rinunciare.

Dunque i futuri Big 3 ci hanno tutti messo del loro, ma questo sforzo sarebbe vano se i Lakers non riuscissero trovare compratori per Wagner, Bonga e Jones da inserire nello scambio, considerato che i Pelicans non hanno alcun interesse a modificare i termini di un accordo già per loro ottimale. Ed è qui che arriva l’eroe che non ti aspetti, a togliere le castagne dal fuoco. Avete presente Bill Murray in Space Jam? Ecco, in questo caso si tratta di Washington (inteso come Wizards), che acconsente ad accollarsi i tre giocatori, i cui salari vanno così a sommarsi a quelli di Ball, Ingram e Hart…ma in che modo? Come dicevamo, il contratto di Jemerrio Jones – che è un po’ l’eroe inconsapevole di questo racconto, e non solo per il nome – è un non garantito, ed in quanto tale conta solamente per $199.000 all’interno di una Trade.  Ora, immaginatevi Rob Pelinka che suda freddo, mentre con una mano impugna la calcolatrice e con l’altra incrocia le dita, pregando che salti fuori un valore superiore a $27.093.019, ovvero il salario non arrotondato di Davis a seguito della rinuncia al Trade Kicker.

1.25 x ($8.719.320 + $7.265.485 + $1.934.160 + $2.063.520 + $1.416.852 + $199.000) + $100.000 =$27.097.921.

Si conclude così la prima telenovela dell’estate NBA, e la sensazione è che sia solo l’inizio di una lunga serie. Per ora, non ci resta che vedere se tutti questi sforzi porteranno a Kemba Walker, Kawhi Leonard, Kyrie Irving, D’Angelo Russell…o a Patrick Beverley.

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