Derrick Rose sotto i ferri, i medici: “Sarà sempre esposto ad infortuni”

Derrick Rose sotto i ferri, i medici: “Sarà sempre esposto ad infortuni”

Il suo stile di gioco influisce sulle sue ginocchia.

di La Redazione

Il Dr. Armin Tehrany di Manhattan ha detto che la lacerazione del menisco che ha provocato l’infortunio e la conseguente operazione al ginocchio di Derrick Rose è stato il risultato di sollecitazioni ripetute, e non un semplice incidente. Tutto questo lo renderà vulnerabile agli infortuni per tutto il resto della sua carriera.

“La salute a lungo termine sarà un problema per il 28enne playmaker che sarà un free agent questa estate. Rose nonostante tutto, è riuscito a giocare 64 partite questa stagione con i Knicks e 66 un anno fa a Chicago. Ma adesso la situazione è diversa. Ha subìto due interventi chirurgici ad entrambe le ginocchia; a lungo andare tutto questo è un rischio per la salute. Quando lo vedo giocare, penso che sia qualcosa di incredibile. La velocità con la quale riesce a muoversi, la sua grinta, il suo stile così eslposivo non fa altro che esercitare pressione sulle ginocchia e di conseguenza potrebbe arrivare di nuovo l’infortunio. Tuttavia la sua mente è più forte del suo corpo e si spera che riesca a fermarsi un attimo prima di infortunarsi di nuovo”.

Con solo due partite ancora da giocare, è ufficialmente finita la stagione di Rose con i Knicks. New York ospiterà Toronto oggi e i Sixers mercoledì: l’allenatore Jeff Hornacek dovrà fare a meno del suo #25, operato a Chicago tre giorni fa.

Rose ha cominciato a fare yoga l’anno scorso e ha trascorso l’estate a lavorare con l’allenatore dei New York Jets, Sal Alosi.

“È bello vederlo giocare nonostante così tanti infortuni.” ha detto il dottore “Se vedi LeBron James, puoi dire che lui è stato molto fortunato geneticamente. Penso che in realtà si sia potuto dubitare sul ritorno in campo di Rose, però lui non vuole mollare, dice che per un giocatore del suo calibro è troppo presto abbandonare il basket proprio ora.”

E quindi in bocca al lupo Derrick, ancora una volta!

 

di Antonio Ferrantino

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