Devin Armani Booker compie 24 anni

La verità sul secondo nome, la connessione col Messico e un grande cuore.

di Simone Zingaro
NBA

Molti appassionati di basket italiano ricorderanno Melvin Booker, visto in Italia con la maglia dell’Olimpia Milano e della Scavolini Pesaro. Durante la stagione 1995/1996, giocando a Grand Rapids (Michigan), conosce Veronica Gutiérrez e dal loro amore nasce Devin Armani Booker, il 30 ottobre 1996.

Devin è cresciuto a Grand Rapids, città natale della madre, stando col padre solo in estate, impegnato nella sua carriera da giocatore professionista in Europa. Proprio durante la stagione 2007/2008, quella della seconda reincarnazione di papà Melvin a Milano, Devin viene accompagnato per la prima volta nel vecchio continente dalla madre Veronica. A Milano ha avuto l’onore di conoscere Giorgio Armani e Danilo Gallinari. Ovviamente il suo secondo nome (Armani, appunto) è una mera coincidenza: nel 1996 papà Melvin non era ancora arrivato a Milano e Giorgio Armani non si era ancora avvicinato al mondo della palla a spicchi. Riguardo all’incontro con Danilo Gallinari ha in seguito detto: “Penso che all’epoca avevo 12 anni. Io e Danilo abbiamo giocato uno contro uno, e sentirti dire che tuo padre è un grande giocatore di basket professionista, ti fa venire voglia di lavorare molto di più”.

Durante le estati passate con papà Melvin ha avuto modo di lavorare molto, migliorando come giocatore e costruendo con lui un grande rapporto. Lo stesso Melvin ha rinunciato ad un ultimo contratto in Europa per rimanere accanto al figlio e occuparsi della sua crescita: nel 2011, diventa assistente allenatore a Moss Point (Mississipi), dove si trasferisce col figlio Devin.

La crescita cestistica di Devin è esponenziale: si dimostra subito un grande realizzatore e durante la prima stagione alla high school realizza un buzzer beater da oltre metacampo per dare la vittoria ai suoi, contro la Harrison Central High School.

Dopo la high school sceglie il college di Kentucky, dove rimane solo una stagione: a 18 anni è già pronto per il grande salto nella NBA. Viene scelto al draft dai Phoenix Suns con la chiamata numero 13.

Si è sempre ispirato a Rip Hamilton, suo grande idolo, dal quale ha imparato diversi movimenti. In passato è stato accostato anche a Klay Thompson. “È un bel colpo”, ha detto l’ex-allenatore dei Suns Jeff Hornacek, dopo il suo arrivo nella NBA. “Prende il pallone e lo solleva, è proprio sopra la sua testa, lì, dove dovrebbe essere. È fantastico quando trovi un ragazzo che può tirare così. Poi puoi insegnargli le altre cose”.

Nel giro di poco tempo le sue doti realizzative sono sotto gli occhi di tutti. Il 24 marzo 2017, Booker è diventato il giocatore più giovane di sempre a segnare almeno 70 punti (e anche 60) in una partita, finendo proprio con 70 contro i Boston Celtics. Nel marzo 2019, a 22 anni, Booker è diventato il giocatore più giovane nella storia della NBA con almeno due partite consecutive da 50 punti: la terza partita ne segnò 48, mancando di soli due punti un ulteriore record.

Ciò che spesso però rimane sconosciuto di un giocatore è il lato umano: ha una sorellastra, Mya Powell,  con la sindrome da microdelezione, uno squilibrio cromosomico che causa disturbi dello sviluppo. Ha imparato molto da ciò, come afferma lui stesso: “Avere una sorella con bisogni speciali ha cambiato la mia vita in meglio: mi mostra che puoi essere felice qualunque cosa accada”.

Questo rapporto con la sorellastra lo ha anche aiutato a creare una connessione con la superfan dei Suns Jenna Warren, affetta da sindrome di Down. È la sua più grande fan, spesso arriva presto all’arena per vederlo riscaldarsi: Booker l’ha portata con sé per tre giorni a New York, durante il draft NBA 2016. “Per lei”, ha detto a Sports Illustrated, “non importa se vinciamo o perdiamo. Mi fa ricordare che cosa è più importante del basket. Andrà bene in ogni caso, quindi sarò bravo in ogni caso”.

Dopo la scomparsa del nonno messicano, e data l’etnia messicano-statunitense della madre, ha deciso di imparare di più sulla cultura dello stato centroamericano. Phoenix rappresenta un posto perfetto per entrare in contatto con le centinaia di migliaia di messicani che vivono nella regione, e Devin si distingue anche per le donazioni: ogni anno conferisce 500 mila dollari a enti di beneficienza di Phoenix.

“Sto cercando di essere più connesso a Phoenix con i bambini che hanno origini messicane”, ha detto. “Tutti i bambini hanno bisogno di vedere qualcuno che proviene dallo stesso luogo avere successo. Questo è importante per me. Ogni giorno mi sveglio e so di poter influenzare la prossima generazione”.

Buon compleanno Devin Booker e in bocca al lupo per la carriera.

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